Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Una mia amica praticante della scuola Soka Gakkai, dice che i desideri terreni sono illuminazione...?

Come si conciglia questo con l'eliminazione dei desideri perseguita dal buddismo "classico"?

Aggiornamento:

buddismo delle origini,dove si sono diramati i vari pensieri e scuole

13 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Bonno soku bodai, è uno dei pilastri dell'insegnamento di Nichiren, cioe' " I desideri terreni sono fonte di illuminazione". Infatti Nichiren teorizza un Buddismo praticabile da chiunque, non ascetico ma profondamente inserito nella realta' quotidiana.

    «Ora quando Nichiren e i suoi discepoli recitano Namu-myoho-renge-kyo […] bruciano la legna da ardere dei desideri terreni e contemplano il fuoco della saggezza illuminata davanti ai loro occhi».

    Per noi che viviamo nella realta' di oggi, quella dell'"ultimo giorno dlla Legge", il distacco ascetico delle prime scuole Buddiste, è impraticabile, a meno di non ritirarsi a vivere isolati dal mondo.

    Il Buddismo Nichiren, propagato dalla Soka Gakkai nel mondo, sostiene che i desideri terreni, quindi obbiettivi da raggiungere, ma anche ansie paure, frustazioni da estinguere, sono il carburante necessario per progredire sulla strada dell'Illuminazione.

    Il raggiungimento di questi obbiettivi non deve essere disgiunto da una profonda TRASFORMAZIONE positiva interiore, che si riflettera' in un cambiamento positivo nell'ambiente che circonda la nostra vita.

    L'estinzione della sofferenza e la presa di coscienza che noi non siamo disgiunti dall'ambiente in cui viviamo, punti base dell' insegnamento del Budda Shakiamuni, non contrastano affatto quindi con l'insegnamento di Nichiren, che sostiene che la pratica Buddista E' vita quotidiana. Ciao.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se il vuoto è la forma e se la forma è il vuoto, e se tutto è vuoto di sé, perché i desideri terreni non potrebbero essere illuminazione?

    Bandire da Sé, non è la strada migliore, il materialismo spirituale è una brutta bestia da sconfiggere!

    Capire e non bandire è difficile da ottenere!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Forse....i desideri terreni illuminano

    l' inconsistenza del desiderio stesso !

    Se non "conosci" il desiderio non

    puoi comprendere la sua pochezza

    in questo caso è il desiderio che illumina

    il Pensiero .....

    Se un'esperienza non la si porta a termine,

    i racconti di altri sono riduttivi ......

    c'è più illuminazione quando alla fine di

    qualcosa notiamo tutte le sfaccettature inutili

    che abbiamo così tanto desiderato !

    Fonti: mia elaborazione !

  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa

    Ogni viaggio che si rispetti ha una meta, anche se all' inizio può non essere chiara. Comunque c'è sempre qualcosa che spinge alla partenza. Bonno soku bodai racchiude i vari momenti del viaggio e le indicazioni per non smarrirsi: bonno è la partenza, bodai la destinazione e soku il percorso. Il termine bonno viene tradotto come desideri terreni o illusioni ed indica tutto quello che può disturbare una persona sia fisicamente che mentalmente. I desideri sono legati al karma ed alla sofferenza secondo una relazione di causalità, in quanto uno conduce all' altro. Visto questo legame per il buddismo così stretto tra desideri e sofferenza pare strano trovarsi di fronte ad una pratica buddista che pone come prima indicazione quella di mettere degli obiettivi a partire dai propri desideri, anzi che addirittura indichi di scriverli per poter verificare se poi si avvereranno. Apparentemente sembrerebbe più coerente un insegnamento che cercasse di eliminare i desideri ( o illusioni)... Se ponessimo come meta della pratica( cosa che è, in realtà ) "bodai ", l' Illuminazione, l' obiettivo apparirebbe lontano ed irraggiungibile. I desideri e le sofferenze vengono perciò usati come carburante del viaggio, senza carburante non si può andare da nessuna parte. Nichiren Daishonin dice:" Nichiren e i discepoli che recitano Nam-myoho-renge-kyo bruciano la legna dei desideri terreni e scorgono il fuoco della saggezza illuminata davanti ai loro occhi." ( da " Insegnamenti Orali" ) Inoltre l' Illuminazione non è assenza di passione, anche se esiste nella storia del Buddismo una corrente ascetica, che reprime i desideri per estinguere la sofferenza. Ma perchè negare le proprie passioni, le proprie sofferenze, le personali incursioni nei mondi bassi, visto che sappiamo bene che fanno parte della nostra esistenza? Il desiderio va rivalutato, ma non nel senso della ricerca della soddisfazione di qualsiasi capriccio. Shakyamuni insegnava che vi sono due estremi che l' asceta dovrebbe evitare. Quali sono? Il dedicarsi ai desideri e l' indulgere ai piaceri dei sensi, che è una cosa spregevole, bassa, depravata, ignobile, infruttuosa; la ricerca delle privazioni e della tortura, che è cosa dolorosa, ignobile e infruttuosa. Ed indicava nella Via di mezzo, che evita questi due estremi, la via corretta.

    La terza via fa del desiderio uno strumento per un percorso interiore nel senso della realizzazione del sè. Visti sotto tale punto di vista, desideri ed Illuminazione divengono le due facce della stessa medaglia, ma bisogna ancora superare completamente il dualismo.

    Il termine soku indica infatti una trasformazione che viene spiegata con l' esempio del caco acerbo che si trasforma in maturo tramite l' azione del sole. E' sempre lo stesso frutto, che cambia la sua qualità. Ugualmente desideri e sofferenze rimangono, ma se ne trasforma la qualità: i desideri vengono " illuminati" dalla pratica e diventano partecipazione e condivisione dei desideri e delle sofferenze di tutto il genere umano. E' certamente difficile comprendere il passaggio che trasforma l' illusione in Illuminazione: è una rivoluzione umana così profonda che assume la forma di misticismo assoluto. La forza di superare i problemi viene quando si percepisce la vera natura della vita: pensare di raggiungere la felicità realizzando i propri scopi personali significa cercare la Legge fuori di sè. Ma ricercare una Illuminazione astratta significa porre la Legge al di là dei fenomeni.

    A questo punto appare chiaro che senza desideri non c'è Illuminazione, ma senza Illuminazione i desideri non portano lontano.

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  • 1 decennio fa

    Caro Adon non me ne intendo nè di Soka Gakkai nè di Buddismo, se non a livello ripassata prima dell'interrogazione.

    Io Credo che i desideri terreni siano la nostra espressione di salvezza che riponiamo in ciò che non abbiamo ma che contiamo di avere in futuro, poichè da SEMPRE l'uomo vede il meglio in ciò che non ha ancora raggiunto. Tuttavia.....eliminando il pensiero del futuro e OSSERVANDO la tendenza della nostra mente a rincorrere sempre ciò che non ha (desideri) riscopriamo un Essere in noi che non solo ci "GUARDA" ma non aspetta altro che ci accorgiamo di Lui: il nostro Sè (o Essenza)

    ILLUMINAZIONE è accorgersi che abbiamo rincorso ciò che non Siamo...

    Spero di averti risposto.

    Notte.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    come ha scritto marco ,

    i desideri , non solo nel buddismo , hanno un origine spirituale perche rappresentano la "forza" dello Spirito .

    anche nel cristianesimo si dice che la concupiscenza ( desiderio carnale..) è un espressione di un desiderio spirituale , solamente "rovesciata" a causa dello stato interiore "rovesciato" col quale nasciamo .

    senza desideri non ci sarebbe evoluzione perchè essi sono la spinta verso l alto .

    il desiderio si trascende attraverso il desiderio , attraverso la comprensione profonda del suo significato ,

    infatti si dice che la forza sia una sola , sia essa concupiscenza o ira è pur sempre la forza dello Spirito , che però viene indirizzata male a causa dell ignoranza .

    i desideri definiscono il nostro stato interiore e cambiano a seconda della coscienza dell individuo .

    la vita è tutta una trasformazione di desideri .. senza desideri , o siamo morti , o siamo arrivati al traguardo del cosiddetto "nirvana".

  • 1 decennio fa

    I desideri terreni sono offuscati da una luce tenebrosa che li fa apparire illuminati, in realtà sono solo tentazioni che portano la mente il cuore e l'anima a cercare quello che il mondo può darci, ma non soddisferanno mai lo spirito.

    Il buddismo insegna ad allontanarci dalle cose terrene per esaltare l'amore e la compassione. Non conosco la scuola Soka G: ma il mio cuore dice, allontanati dalle tentazioni, sono pericolose.

    Namastè

  • 1 decennio fa

    Qualunque praticante buddhista ortodosso ti direbbe che questo tipo di buddhismo viola la seconda Nobile Verità del Buddha Shakyamuni : cioè che è il desiderio che causa DUKKA (dolore o dualità). La pratica del Mantra è una pratica infruttuosa specialmente quando è diretta alla soddisfazione dei desideri, che partendo da una dimensione ancora Samasarica, non portano a nulla o meglio non fanno altro che rinforzare i legami del KARMA negativo. Solamente con una Pratica Meditativa è possibile scoprire le vere facoltà della Mente e poi raggiungere la Pienezza dell'Illuminazione o Nirvana.

    Le scuole buddhiste sono svariate anche se non proprio 10.000. Solo in Tibet ce ne sono almeno 4 di cui la maggiore è quella del Dalai Lama. Poi c'è la scuola Hinayana o Piccolo Veicolo o Theravada o scuola degli antichi. Il Mahayana o Grande Veicolo è la più completa raggiungendo vertici di sottigliezza metafisica e filosofica con Nagarjuna (Madyamaka-Karika). Poi c'è lo Zen (CHAN in cinese) che ha avuto origine dalla contaminazione tra buddhismo e taoismo, ma che purtuttavia appartiene alla grande riforma Mahayana. In quest'ultima è centrale la figura del Bodhisattva il santo buddhista che rinuncia ad entrare nel Nirvana e rinasce vita dopo vita per rimanere in questo mondo per aiutare tutti gli esseri senzienti fino al loro esaurimento ad entrare nel Nirvana.

    SHANTI (pace e bene)

    gino

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non devi "eliminare" nulla,anche il voler eliminare è un desiderio e porta a forme di contrasto e sofferenza interiore.

    Devi "lasciar andare",non attaccarti alle cose nella consapevolezza che tutto ciò che nasce poi muore,tutto ciò che inizia finisce.

    (sembra facile a dirsi ma non è così :D)

    Per quanto riguarda la soka gakkai ho avuto una piccola esperienza diretta e mi sono fatta un'idea mia personalissima ma lascio la parola a marco meta che ne sa sicuramente di più.

    Fonte/i: praticante theravada,in passato ho preso rifugio con un lama tibetano con il quale ho preso anche l'iniziazione di cenresi.
  • 4 anni fa

    ehm, se posso permettermi, "sotto sotto" e "credersi d'essere" non so quanto possano effettivamente andare a braccetto. Se si va advert indagare sotto sotto.. si è. Io in line with esempio mi sento spesso una character falsa, non lo so se lo sono veramente. Ho paura di capire chi sono veramente, metto una bella maschera e rimando il problema. Guardarsi realmente in faccia mette angoscia, crea in noi una fragilità sproporzionata all'intensità delle motivazioni che abbiamo nel volerci scoprire, conoscere. Molti sono falsi, ma non riescono advert ammetterlo, io si. l. a. falsità è sempre temuta, è un porre le distanze, una comunicazione percepita disarmonicamente. Disgusta l'involucro, affligge il nocciolo. Ma io almeno sono vero nell'ammettere l. a. mia falsità. Quindi chi sono? un falso apparente o un vero effettivo?

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