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Anonimo
Anonimo ha chiesto in SportArti marziali · 1 decennio fa

ai tempi del tempio shaolin i maestri cosa insegnavano ?

domanda molto seria e secondo me complicata : i maestri Shaolin cosa insegnavano sul kung fu oltre all odierno tipo di allenamento tramandato dai diversi metodi di kung fu ? cosa ha reso shaolin tanto famosa come scuola cosa facevano in più di qualsiasi altra scuola di oggi in quel famoso quanto misterioso tempio? vorrei subito le vostre opinioni grazie

5 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Interessante la tua domanda e ti risponderò cercando di esporre tutti gli aspetti essenziali.

    La leggenda vuole che durante le dinastie Wei e Ching, oltre 1500 anni fa, l'imperatore Xiàowén, fervente seguace del buddismo, fece erigere un monastero per il maestro Batua, che era venuto dall'India.

    Dato che il monastero era situato nella foresta ai piedi del monte Shaoshi, fu chiamato Shaolin dato che Lin in cinese significa foresta.

    Ma il monastero si trovava in una remota regione montuosa, i cui abitanti erano esposti all'attacco di banditi e animali selvatici.

    Così i monaci iniziarono a praticare il kung fu come autodifesa. E gli attrezzi da lavoro nei campi che usavano ogni giorno, divennero le loro armi. C'erano ben pochi attrezzi per allenarsi sulle montagne, così furono sviluppate tecniche che utilizzavano il poco che c'era a disposizione.

    ll Kung Fu, inoltre, risultava essere una necessità a causa delle lotte tra i gruppi politico-sociali di allora. Quando il Reverendo Batua fondò il Tempio di Shaolin, i suoi discepoli, come Weigung e Weineng, erano monaci famosi, bravissimi nelle arti marziali.

    Per alcuni, già nel 510 a Shaolinsi esisteva un "Pugno di Shaolin".

    http://it.wikipedia.org/wiki/Shaolinquan#Prime_Tes...

    Quando Bodhidarma arrivò in Cina visitò molti templi nei quali non fu bene accolto. L'imperatore stesso non lo accolse bene perché non lo considerava un buon oratore. Quindi Bodhidarma se ne andò a meditare per nove anni in una grotta dei monti Shangshon.

    Durante la meditazione notò il cambiamento del suo tono muscolare. Inoltre doveva difendersi dai serpenti e animali selvatici.

    Come soluzione a tali inconvenienti Bodhidarma,che aveva studiato il Wuqinxi ( http://www.corpoebenessere.it/QiGong/Wuqinxi.asp ) o "gioco dei cinque animali", un antico qigong terapeutico sviluppato da un celebre medico, fu quindi ispirato a creare i diciotto metodi arhat.

    (Il gioco dei cinque animali è un genere di qigong che imita la respirazione e le movenze di cinque animali; l'orso, la gru, la scimmia, la tigre e il cervo, scelti per la loro longevità.)

    Queste tecniche unite all'hudi e al juedi, antichi sistemi cinesi di sopravvivenza che esistevano già prima dello Shaolin segnarono il vero inizio del kung fu.

    Quando, infatti, Bodhidarma entrò nel tempio Shaolin notò che i monaci nonostante fossero spiritualmente e mentalmente superiori avevano dei corpi estremamente fragili. (La storia narra che erano talmente deboli che cadevano addormentati durante le lezioni, o non riuscivano a sostenere le lunghe meditazioni)

    Per questo insegnò loro tutto quello che aveva imparato. Yoga e lotta indiana, metodi arhat, buddismo, respirazione.

    In questo modo i monaci fortificarono i loro corpi e unirono alla meditazione anche la dinamicità degli esercizi fisici e dell'autodifesa.

    (E' un esempio perfetto di come lo ying si integra perfettamente con lo yang.)

    Una cosa importante è che in quel tempo l'arte marziale non era ancora un sistema indipendente.

    Il contributo dato da Bodhidharma e dal buddismo Chan fu che il Kung Fu, combinato con le personalità individuali, fu gradualmente sistemizzato; ciò permise al Kung Fu di Shaolin di svilupparsi e di perfezionarsi in modo stabile. Sebbene il Kung Fu di Shaolin non sia necessariamente l'origine dell'arte marziale cinese, il Tempio di Shaolin merita l'onore di essere il flusso di partenza del Kung Fu mondiale.

    ----Altra Teoria (forse più comprovata)-----

    Un'altra teoria invece è che il kung fu esistendo già dapprima della costruzione del tempio Shaolin era già conosciuto.

    Nel tempio Shaolin non si insegnava il kung fu ma alcuni monaci prima di entrare nel tempio lo avevano appreso fuori diventandone maestri.

    Fu quindi questo incontro fra questi monaci e il tempio a far sviluppare il kung fu al suo interno.

    ______________________________________

    Se hai dubbi o altre domande da fare chiedi pure

    sto studiando ultimamente dei libri sullo shaolin

    perché interessa molto anche a me.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ..penso che insegnassero lo stile Shaolin...non vorrei dire una baggianata..aspettiamo gli altri..anche se mi sembra di ricordare che fosse lo Shaolin

  • 1 decennio fa

    Parti dal presupposto ke anke gli allenamenti ke vengono fatti adesso dai monaci sono molto diversi e molto + seri di quelli ke vengono fatti dalle nostre parti...te lo dico perchè mi è bastato seguire una settimana di allenamenti x vedere cosa fanno...ti dico qualke particolare km può essere quello di mettere una noce tra le ginocchia x allenarsi nei movimenti delle gambe...oppure mentre vanno in giro x strada o hanno tempo da perdere cominciano a tirare pugni a vuoto...da quelle parti si dice ke un buon praticante deve tirare 2000 choi(non ricordo se si scrive così)al giorno ossia 2000 pugni x tenersi in allenamento...queste sono solo alcune cose

  • 1 decennio fa

    Devi sapere ke il vero nome del cosiddetto Shaolin è Shaolinquan,un'arte marziale sviluppata dai monaci buddisti nel tempio di "Shaolin" nella provincia di Henan (Cina),inoltre il nome Shaolinquan significa "Pugno della giovane foresta". La storia dello Shaolinquan è profondamente intrecciata con la storia politica e religiosa della Cina, con la nascita di altri stili e di numerose figure storiche. Ha influenzato l'operato di diversi Imperatori quindi la storia stessa dell'Impero Cinese come indirettamente ha influenzato diverse popolazioni e civiltà orientali. Di seguito verranno affrontati sia gli aspetti storici inerenti alla sola evoluzione dello stile, ma anche fatti politici, storici e religiosi legati alla Cina, al Tempio ed altro, onde avere ben chiara l'evoluzione e l'influenza di questo stile. La presenza delle arti marziali a Shaolin non è stata improvvisa: da sempre i monaci, visto il loro stile di vita e pellegrinaggi continui, erano propensi alle arti di combattimento. Per alcuni, già nel 510 a Shaolinsi esisteva un "Pugno di Shaolin". Per esempio secondo Kieffer e Zanini due discepoli di Batuo (跋陀) creano il “pugilato Shaolin”: Hui Guang (慧光) crea il “Pugilato Morbido”; Sengchou (僧稠) crea il “Pugilato duro”. Per la medesima fonte in questo periodo sarebbe stato creato il metodo di Bastone detto “doppia pelle di tigre”. La stessa storia è riferita da Zhang Jiata [2]: ... ci sono persone che sostengono che lo Shaolin Quan abbia avuto origine all'epoca di Buddhabhadra (nome indiano di Batuo). Essi raccontano che Seng Chou, un brillante discepolo di Buddhabhadra, una volta utilizzò il proprio bastone per separare due feroci tigri che si stavano azzuffando. A supporto della tesi dell'esistenza di un Pugilato Shaolin già all'epoca di Batuo,una tradizione leggendaria gli attribuisce la creazione e la trasmissione di uno stile. In particolare lo Shaolin Jingangchan (少林金刚禅, Meditazione dell’ Attendente di Buddha di Shaolin) conferisce a Batuo il ruolo di primo maestro. Lo stile si arricchì molto grazie all'apporto di grandi maestri che oltre a fondare nuovi stili, contribuirono a tramandare uno Shaolin arricchito di perfezionamenti tecnici. A causa del personale apporto che ogni maestro dava agli stili, è in questo periodo che si comincia a registrare una tendenza alla diversificazione di uno stesso stile da scuola a scuola. Lo Shaolinquan che ci è arrivato è sicuramente molto diverso da quello originario, poiché sebbene abbia molto influenzato gli stili successivi, è stato a sua volta modificato dalle diverse personalità dei maestri che lo hanno tramandato. Probabilmente è da questo periodo che inizia a formarsi lo Shaolinquan e la sua fama. Infatti , sebbene i testi segnalano una pratica di pugilato a Shaolin già dal sesto secolo, i grandi autori della letteratura militare della dinastia Ming, Yu Dayou, Qi Jiguang e He Liangcheng non ne fanno menzione. Qi Jiguang nel Jixiao Xinshu elenca quindici scuole di pugilato, ma cita Shaolin solo per il maneggio del bastone (gun). Il generale Yu Dayou (俞大猷,1504-1580) racconta nel suo Zhengqi tang ji (正氣堂集), pubblicato nel 1566, che durante un suo soggiorno al Tempio constatò che l’abilità marziale dei monaci era sopravvalutata ed insegnò al bonzo Zongjing che a sua volta trasmise i suoi apprendimenti ai propri correligionari. Cheng Zongyou (程宗猷) , anche conosciuto come Cheng Chongdou (程沖斗) nel suo Shaolin gunfa chanzong (少林棍法闡宗) del 1621 racconta di avere passato 10 anni a studiare arti marziali nel Tempio Shaolin e riferisce di un interesse crescente da parte dei Monaci per il Pugilato a partire dalla fine della dinastia Ming. Egli afferma: “… il pugilato non ha ancora raggiunto il suo più alto livello. È per questo motivo che (i monaci) si esercitano nella speranza di elevarlo ad un livello paragonabile (a quello dell’arte del bastone)”. Il Wuzazu , un'opera scritta durante il regno di Wanli (1573-1620) segnala un Metodo di Pugilato del Monastero Shaolin (Shaolinsi Quanfa, 少林寺拳法) e un letterato dell’epoca, Wang Shixing (王世性), che ebbe l’occasione di osservare quattrocento monaci che vi si esercitavano lo descrive così nel suo Song gao youji (嵩高游记): “combattono in una maniera tale che pugni e bastoni sembrano volare”. Si può affermare che furono proprio Qi Jiguang e Yu Dayou a reintrodurre a Shaolin l'arte del pugilato. Certi autori tardivi hanno popolarizzato la storia che a creare lo Shaolinquan furono due monaci del tredicesimo secolo, Jueyuan (觉远), Li Sou (李叟) e Bai Yufeng (白玉峰). Tale storia come appare in un testo pubblicato in Italia nel 1977:

    « Sembra che all'inizio del XVI secolo, nel bel mezzo della dinastia Ming, un giovane nobiluomo entrasse a far parte del Monastero di Shaolin di Honan, prendendo il nome di Chueh Yuan. Considerato un esperto tanto nel combattimento disarmato che nelle tecniche di spada, Shueh riformò i 18 movimenti di Ta Mo portandoli a 72 forme di kung Fu. Ancora non convinto di aver raggiunto la massima potenzialità della

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  • 1 decennio fa

    Sollevamenti da terra, stretching (tanto), condizionamento, corsa, salti, sparring, figure a vuoto, pesetti. Nulla che non si faccia anche ora in una normale palestra di valetudo. Sfatiamo i miti dei monaci che volano.

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