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Lv 4
? ha chiesto in Politica e governoGoverno · 1 decennio fa

La vera storia delle case di Onna ?

Ieri durante la trasmissione di Vespa è stata mostrata la consegna di 93 case in legno agli abitanti di Onna. E' importante chiarire, per verità storica, che con quelle case il governo non ha avuto nulla a che fare. In particolare le case sono state costruite dalla Regione Trentino su progetto della Regione Umbria, 200 volontari per la precisione, che dovrebbero consegnare in tutto circa 300 case. Le case sono state costruite con i soldi della prvincia di Trento, e della Croce Rossa, in pratica quelli da noi donati. Sulle case campeggiava, fino a prima della consegna, una bella targa con l'indicazione del costruttore (Regione Trentino) e di chi ha messo i soldi (Croce Rossa), senza alcun riferimento al governo. Solo ieri è stata aggiunta la pezza a colori dell'indicazione della presidenza del consiglio, giusto per far vedere.

Il bello è che il governo che si vanta di mantenere le promesse (con il lavoro e i soldi altrui), non le ha mai volute quelle case.

In realtà agli abitanti di Onna il governo, per mezzo della protezione civile, aveva offerto delle case stile quelle che sono in costruzione in altre parti dell'Abruzzo (ancora non finite), a 5 chilometri da Onna. Gli onnesi protestarono contro la deportazione, visto la difficoltà degli spostamenti, anche soli 5 chilometri erano un problema, per chi voleva stare vicino alle loro vere case da ricostruire. Quindi rifiutarono l'offerta del governo, e sono passati all'offerta della provincia di Trento, con i soldi della Croce Rossa. In pochi mesi hanno avuto le case come le volevano e dove le volevano, cioè quelle cose che il governo aveva detto che non era possibile avere.

E poi il governo si appropria del lavoro altrui.

Questi moduli abitativi sono progettati dal Cnr di San Michele all’Adige, e la medesima tecnica è utlizzata anche in Giappone, anche su edifici di sette piani.

I tecnici del trento avevano bisogno di più tempo per i controlli sugli impianti, ma sono stati costretti a finire tutto per il 15. Altrimenti la televendita da Vespa non si sarebbe potuta fare.

Ed il governo ? La consegna delle case, prevista per il 4 settembre, non si farà. Forse a fine settembre. Ma nel frattempo il freddo morde, e quindi le tendopoli vanno chiuse. Non c'è posto dove mettere gli sfollati, per questo verrano deportati tra alberghi e caserme, lontano da casa, lontano da amici ed affetti. Ma si sa, lo spettacolo deve continuare.

Gli onnesi entrano nelle case trovando un messaggio scritto del premier. Questo è tutto quello che si sente e si vede in TV. Il resto, la verità, non trova spazio, sarebbe pericoloso ammettere che le promesse, come sempre, sono state disattese.

Aggiornamento:

Questa la targa originaria sulle case:

Croce Rossa Italiana

Provincia autonoma di Trento

Realizzazione di un insediamento temporaneo in località Onna comune di L'Aquila

13 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Credo che queste domande ( come il mio sfogo di stamattina , domanda dal titolo " cambio di residenza" andrebbero messe nella Hp di yahoo come quella che invitava gli utenti a fare una domanda libera a "nostro" premier.

    Sarò ripetitivo, ma mi vergogno, e ho paura per i nostri figli...

    Detto questo, riporto fedelmente:

    15 settembre 2009

    Il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto negli ultimi 150 anni va ripetendo in giro che la consegna di 47 chalet a 200 dei trentamila sfollati per il terremoto d’Abruzzo dopo appena 162 giorni rappresenta “il cantiere più grande del mondo”, nonché l’opera di ricostruzione più rapida e imponente della storia dell’umanità. Anche meglio della muraglia cinese e della piramide di Cheope. Non parliamo poi della bonifica delle paludi pontine e della battaglia del grano, che gli fanno un baffo.

    A tenergli bordone c’è l’eccellentissimo Guido Bertolaso, il gran ciambellano della Protezione Civile nonché “uomo della Provvidenza” che tutto il mondo ci invidia perché senza di lui non sapremmo proprio come fare: anche lui si loda e si imbroda a proposito della ricostruzione più rapida e imponente eccetera. La stampa al seguito registra e rilancia. Peccato che non sia più in vita Indro Montanelli, che dopo il terribile sisma del 1980 in Campania e Basilicata, raccolse tra i lettori del suo Giornale (quello vero, non la tetra parodia oggi in edicola) un bel po’ di quattrini e consegnò ai terremotati di Castelnuovo di Conza un intero villaggio di nuove case, il “Villaggio Il Giornale”, inaugurato insieme all’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini 170 giorni dopo il sisma. Cioè soli 8 giorni dopo l’attuale ricostruzione più imponente e più rapida eccetera.

    Ma ci fu anche chi arrivò molto prima: lo staff di Giuseppe Zamberletti, democristiano lombardo concreto ed efficiente, che senza essere sottosegretario a nulla, ma in veste di commissario straordinario di governo, mise a frutto l’esperienza maturata nel 1976 in Friuli e riuscì a consegnare 150 chalet (identici ai 45 inaugurati ieri dal premier, anche se a pagarli è stata la provincia autonoma di Trento, governata da Lorenzo Dellai, centrosinistra) alla popolazione di Ariano Irpino, che aveva appena pianto 300 morti, riuscendo a seppellirli solo tre settimane dopo. Quando avvenne la consegna? Qualcuno, sentita la premiata ditta B&B, nel senso di Berlusconi & Bertolaso, dirà: sicuramente non prima di 170 giorni, altrimenti gli annunci del presidente del Consiglio e del capo della Protezione civile sarebbero nient’altro che balle. E i giornali che le registrano senza batter ciglio sarebbero nient’altro che uffici stampa. Bene, tenetevi forte: Zamberletti consegnò ad Ariano i primi prefabbricati appena 60 giorni dopo il terremoto e le 150 casette con giardino dopo soli 122 giorni, dando un tetto permanente a 450 persone: la metà dei superstiti. Cioè impiegò ben 40 giorni in meno della ricostruzione più imponente e rapida eccetera, per fare il triplo del migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 e del capo della Protezione civile che tutto il mondo ci invidia.

    Con tre lievissime differenze, fra il 1980 e oggi. Primo: il terremoto in Campania e Lucania si estese per quasi due regioni intere, fece 3 mila morti (10 volte quelli d’Abruzzo), 9 mila feriti e 300 mila sfollati. Secondo: all’epoca la Protezione civile non esisteva: i soccorsi erano coordinati dalla radio della Rai, con le telefonate in diretta degli amministratori e dei cittadini. Terzo: scalcinata fin che si vuole, l’Italia era ancora una democrazia. E anche il politico più infame avrebbe esitato un po’, prima di pavoneggiarsi a favore di telecamera su un red carpet di cadaveri.

    Marco Travaglio

  • Anonimo
    1 decennio fa

    a san gregorio nessuna casa è stata costruita ed è stato detto agli sfollati che le tendopoli stanno per essere smantellate e devono trovarsi una sistemazone alternativa...

    Fonte/i: questo ieri nn è stato detto a porta a porta...peccato bastava spostare microfoni e telecamere qualche metro più in la e i protestanti lo avrebbero gridato al mondo.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sai che non mi hai detto nulla di nuovo?

    Non c'ho creduto fin dal primo momento che lui avrebbe fatto qualcosa.

    Come sempre il nano sa come manipolare la verità

    A me queste cose fanno venire in mente dei precedenti storici.

    In ogni caso non ho seguito la trasmissione e per quanto ne so ho fatto benissimo.

    Spegnete la Tv, spegnete quel nano una volta per tutte.

    Svegliatevi.

    Fonte/i: Free your mind. ODF
  • 1 decennio fa

    Il termine farabutto ben si addice più a lui che a tutti gli altri. La gallina canta quando ha fatto l'uovo! In questo caso canta perchè l'ha fatto qualcun altro, nel mentre che se ne prende il merito chi di merito non ne ha alcuno!

    Mi piacerebbe inoltre sapere dove sono finiti la 'pioggia' di milioni di euro, donati da tutti gli italiani attraverso telefonate, enti, associazioni, parrocchie, e tutti quelli arrivati dall'estero. Nessuno ne sa più niente!!!

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  • 1 decennio fa

    Non avevo ancora appreso il fatto che i tecnici non hanno potuto svolgere i necessari controlli (mettendo a rischio molti dunque?) per necessità di non superare i termini di consegna che dovevao coincidere con lo spot mediatico di ieri.

    Beh, un'altra postilla che si aggiunge a questa ennesima vergogna portata avanti dall'attuale esecutivo.

  • 1 decennio fa

    grazie.

    che tristezza...il fatto grave è che per l'italiano medio questi sono sono solo dettagli insignificanti.

    pochi comprendono che dietro faccende come questa si nasconde molto più torbido di quanto non si dovrebbe essere disposti a sopportare.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    SPUDORATI.....ci avevo quasi creduto !

    Ormai tra festini....cocaina....viagra....trans..

    il nostro apparato politico è andato a put.t.a.ne....

    Tutti......

    Siamo Orfani .....

  • 1 decennio fa

    Eccoti la prova fotografica, con il prima e dopo la "cura" della targa: http://img198.imageshack.us/img198/2712/dopoc.jpg

    Ecco la riflessione di un cittadino di Onna a maggio 2009, dopo il rifiuto del governo a fare case in località Onna. La protezione civile disse che non era possibile realizzarle in quella zona. Poi è venuta la provincia di Trento.

    "A più di un mese dal sisma che ci ha colpito sono qui a tirare le somme della situazione attuale che si distingue, per noi che siamo a Onna, emergenza nell’emergenza, da un immobilismo asfissiante. Nulla è stato fatto per recuperare quel poco paese che è rimasto. Nulla è stato fatto per demolire gli immobili che rischiano di cadere su case parzialmente recuperabili. Nulla è stato fatto per recuperare quel poco che è possibile ritrovare fra le macerie, ricordi della vita che abbiamo vissuto. Forse dobbiamo solo aspettare che tutto si deteriori e diventi irrecuperabile. Oggi noi abbiamo una grande incertezza per il futuro, più di quella che avevamo il giorno del sisma. Su una cosa siamo però oltremodo determinati: nessuno di noi andrà via da Onna, non permetteremo l’annientamento della nostra comunità attraverso quella che mi sento di definire una “deportazione”. La soluzione per noi è semplice: siamo una piccola comunità e ci vuole poco a trovare il sito per impiantare le casette di legno necessarie a ospitarci per tutto il periodo della ricostruzione.

    Sempre relativamente al nostro futuro leggiamo ripetutamente sulla stampa di spinte a variare il piano regolatore per inglobare altri nostri territori nel Nucleo industriale. Siamo determinati a ostacolare questo disegno specialmente alla luce di quanto è avvenuto per il vecchio nucleo industriale che ora ospita quasi esclusivamente supermercati, centri commerciali ed empori. Chi spinge per avere altro territorio faccia una azione coraggiosa e cominci a riconvertire gli ex capannoni oggi diventati di uso commerciale in capannoni industriali.

    Non vogliamo e non possiamo, anche per il rispetto delle 41 vittime che abbiamo avuto, permettere che si speculi sul nostro dolore. Non c’è sciacallaggio peggiore di quello che si cela dietro la solidarietà, dietro le facce di circostanza e intanto cura le proprie clientele e cerca in ogni modo il proprio tornaconto. Abbiamo perso gli affetti, abbiamo perso le case, ci rimane la nostra dignità e quella, stiano tutti sicuri, non la perderemo".

  • 1 decennio fa

    Anch'io ti ringrazio, sei stato chiaro e ho finalmente un quadro più completo. La televendita di Vespa (giornalista?) una volta in più avrà galvanizzato gli elettori del "nostro" premier dimostrando quanto egli sia pronto ed efficace nel risolvere gravi problemi, la verità non conta... chi se la fila la verità in Italia?

  • Mary
    Lv 7
    1 decennio fa

    Trovo allucinante che un governante dica di avere dei meriti che non ha.

    Per non parlare degli insulti che lancia contro chi non la pensa come lui.

    Mi sento vicina a voi, che avete subito un sisma tremendo, e adesso dovete subire delle prese in giro, quelle si, disoneste.

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