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-mOr3tt4- ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

ragazzi avete mai letto x caso il libro "il piccolo principe e la rosa"?

c'è un pezzo se nn ricordo male in cui il principe nn si prende cura della rosa e questa appasisce credo...nn so se mi sbaglio ma se ve lo ricordate mi scrivete il testo di questo momento? grazie è urgentissimo!

2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Imparai ben presto a conoscere meglio questo fiore.

    C'erano sempre stati sul pianeta del piccolo principe dei fiori molto semplici, ornati di una sola raggiera di petali, che non tenevano posto e non disturbavano nessuno.

    Apparivano un mattino nell'erba e si spegnevano la sera.

    Ma questo era spuntato un giorno, da un seme venuto chissa' da dove, e il piccolo principe aveva sorvegliato da vicino questo ramoscello che non assomigliava a nessun altro ramoscello.

    Poteva essere una nuova specie di baobab.

    Ma l'arbusto cesso' presto di crescere e comincio' a preparare un fiore.

    Il piccolo principe che assisteva alla formazione di un bocciolo enorme, sentiva che ne sarebbe uscita un'apparizione miracolosa, ma il fiore non smetteva piu' di prepararsi ad essere bello, al riparo della sua camera verde.

    Sceglieva con cura i suoi colori, si vestiva lentamente, aggiustava i suoi petali ad uno ad uno.

    Non voleva uscire sgualcito come un papavero.

    Non voleva apparire che nel pieno splendore della sua bellezza.

    Eh, si, c'era una gran civetteria in tutto questo!

    La sua misteriosa toeletta era durata giorni e giorni.

    E poi, ecco che un mattino, proprio all'ora del levar del sole, si era mostrato.

    E lui, che aveva lavorato con tanta precisione, disse sbadigliando:

    "Ah! mi sveglio ora. Ti chiedo scusa... sono ancora tutto spettinato..."

    Il piccolo principe allora non pote' frenare la sua ammirazione:

    "Come sei bello !"

    "Vero", rispose dolcemente il fiore, "e sono insieme al sole..."

    Il piccolo principe indovino' che non era molto modesto, ma era cosi' commovente!

    "Credo che sia l'ora del caffe' e latte", aveva soggiunto, "vorresti pensare a me..."

    E il piccolo principe, tutto confuso, ando' a cercare un innaffiatoio di acqua fresca e servi' al fiore la sua colazione.

    Cosi' l'aveva ben presto tormentato con la sua vanita' un poco ombrosa.

    Per esempio, un giorno, parlando delle sue quattro spine, gli aveva detto:

    "Possono venire le tigri, con i loro artigli!"

    "Non ci sono tigri sul mio pianeta", aveva obiettato il piccolo principe, "e poi le tigri non mangiano l'erba".

    "Io non sono un'erba", aveva dolcemente risposto il fiore.

    "Scusami..."

    "Non ho paura delle tigri, ma ho orrore delle correnti d'aria... Non avresti per caso un paravento?"

    "Orrore delle correnti d'aria?"

    "E' un po' grave per una pianta", aveva osservato il piccolo principe. "E' molto complicato questo fiore..."

    "Alla sera mi metterai al riparo sotto a una campana di vetro. Fa molto freddo qui da te... Non e' una sistemazione che mi soddisfi. Da dove vengo io..."

    Ma si era interrotto. Era venuto sotto forma di seme.

    Non poteva conoscere nulla degli altri mondi.

    Umiliato di essersi lasciato sorprendere a dire una bugia cosi' ingenua, aveva tossito due o tre volte, per mettere il piccolo principe dalla parte del torto...

    "E' questo un paravento?..."

    "Andavo a cercarlo, ma tu non mi parlavi!"

    Allora aveva forzato la sua tosse per fargli venire dei rimorsi.

    Cosi' il piccolo principe, nonostante tutta la buona volonta' del suo amore, aveva cominciato a dubitare di lui.

    Aveva preso sul serio delle parole senza importanza che l'avevano reso infelice.

    "Avrei dovuto non ascoltarlo", mi confido' un giorno, "non bisogna mai ascoltare i fiori. Basta guardarli e respirarli. Il mio, profumava il mio pianeta, ma non sapevo rallegrarmene.

    Quella storia degli artigli, che mi aveva tanto raggelato, avrebbe dovuto intenerirmi."

    E mi confido' ancora:

    "Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava.

    Non avrei mai dovuto venirmene via!

    Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I fiori sono cosi' contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare".

  • 1 decennio fa

    spero che ti sia di aiuto.....

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    << Il geografo che cataloga tutti i pianeti conosciuti gli chiede di descrivere il suo asteroide. Il principe descrive i vulcani e la magnifica rosa che illumina il suo piccolissimo pianeta. Ma il geografo gli risponde che loro non catalogano i fiori perché sono esseri effimeri e non vivono in eterno come le montagne, i laghi o le altre cose di cui lui si occupa. Il principe è molto seccato da ciò che gli è stato detto ed è in pensiero per la sua rosa. Il geografo successivamente gli consiglia di visitare la Terra.

    Sulla Terra trova una grande quantità di roseti ed è abbastanza stupito, perché pensava che la sua rosa fosse l' unica di tutto l' universo. Poi incontra ed addomestica una volpe che gli spiega che la sua rosa è speciale perché è l' unica che lui ama.

    Dopo aver sofferto la sete, il pilota ripara finalmente il suo aereo e scopre che anche il piccolo principe deve tornare alla sua casa. È passato un anno dall'inizio del suo avventuroso viaggio alla scoperta di altri mondi. Quella stessa notte il piccolo principe deve ritornare al suo asteroide.

    Per tornare al suo pianeta si fa mordere da un serpente che aveva incontrato appena sceso sulla terra. L'aviatore poi riparte e torna a casa e ogni volta che guarda le stelle pensa al piccolo principe e sorride.

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