F. F ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

quand'è che un oggetto ha un valore artistico?

7 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Credo che Jessica abbia frainteso e Qwerty con tutto il rispetto le affermazioni di Brandi sono da prendere con le pinze.

    Le condizioni perche' un oggetto possa possedere un valore artistico non sono costanti e variano a seconda del momento storico e culturale.L'affermazione di Brandi e' capziosa e manchevole;non si capisce chi possano essere i soggetti che debbano sentenziare sulla artisticita' o no di un manufatto ,quale confine abbia la loro autorita' e asserire che un oggetto ha una valenza artistica solo fino a

    quando non gli venga riconosciuta non ha senso.Ti faccio un esempio pratico:all'inizio del secolo XX Duchamp rovescio' un orinatoio e la propose come scultura.Al di la' delle reazioni che ne seguirono,dal momento che la sua opera fu riconosciuta come opera d'arte ( ovviamente non all'umanimita' e non si capisce dalla frase di Brandi quale siano le condizioni perche' lo sia: quante persone devono riconscerla come tale?Chi ne ha l'autorita' solo specialisti?E come decidono,per alzata di mano?) questo non significa di certo che da quel momento in poi tutti i pisciatoi siano opere d'arte.

    La tua d'altronde e' una domanda molto complessa e sto cercando di rispondervi sinteticamente.Nell'arte contemporanea inoltre ricercare un criterio obiettivo per definire l'artisticita' o meno di un oggetto e' una pura chimera.Ti racconto un aneddoto molto divertente e piuttosto esemplificativo.

    Alcuni anni fa il celebre gallerista di New York Leo Castelli organizzo' un vernissage a inviti molto esclusivi ove era presente la creme della critica e dei collezionisti di arte contemporanea.In un modo un po' pacchiano abbastanza estraneo alla sua eccezionale personalita',Castelli copri' le opere esposte nelle sale della sua galleria con dei grandi tendaggi in modo da riservare una veduta di insieme delle sue nuove proposte ( fu il gallerista che fra gli altri lancio Warhol per intendersi) .Ebbene all'arrivo degli ospiti questi si convinsero che i dipinti cosi' coperti fossero essi stessi l'opera al suo completo e c'era persino chi prendeva appunti!Ora per la teoria di Brandi in quel momento in quella galleria per la quasi totalita' delle persone presenti i dipinti coperti dai tendaggi erano opere d'arte.Gli unici che non lo pensavano erano evidentemente l'artista stesso che le aveva eseguite ed il gallerista.Paradossale no?

    Attualmente inoltre il confine fra opera di mero artigianato e opera d'arte e' sempre piu' flebile ( ovviamente rivolgendosi alle opere del passato piu' o meno remoto).Ovviamente anche questo tipo di valutazioni non sono costanti e dipendono dal tipo di percezione che la societa' ha nei confronti dei manufatti che produce ed ha prodotto.Un radicale mutamento c'e' stato con la rivoluzione industriale.Nel momento in cui le fabbriche offrivano la possibilita' di una produzione seriale,si acuti' una maggiore sensibilita' verso le forme artigianali come opere uniche,al punto che oggi anche le cosi dette " arti applicate" ( ceramiche,mobilia,stoffe,tappeti ecc) sono considerate vere e proprie opere d'arte.

    Ma come ti dicevo il mutamento e' costante.Con lo sviluppo delle democrazie e di un produzione di massa,si e' sviluppato il fenomeno del design e il concetto di opera d'arte si e'' esteso anche a prodotti di consumo come ad esempio i manifesti pubblicitari o cinematografici.

    Allo stato attuale comunque si e' cercato ovviare a certi estremismi per cui alcuni studiosi dell'estetica hanno cercato di confinare al rango di opera d'arte quei prodotti che subiscano oltre che l'autorita' dell'artista ( come nel caso dell'orinatoio di Duchamp) quella di dover essere " certificata" subendo un'esposizione in una galleria o comunque in un contesto predisposto a funzioni simili ( esposizioni di biennali,fiere ecc).Personalmente la trovo una teoria pericolosa e faziosa,indice della perdita di autorita' di certa classe intellettuale,che vorrebbe escludere in tal senso dalla produzione artistica opere quali le forme di design industriale.

    Fonte/i: Jessica tu hai argomentato su un valore pecuniario e dubito fortemente che la domanda vertesse su quello tutto qui.E scusami se mi permetto ma la tua esposizione e' un po' manchevole ovunque.Le ceramiche della regina d'Inghilterra possono avere un valore aggiunto perche' le sono appartenute,ma si tratta sempre di una valutazione economica non artistica.Le ceramiche hanno un valore artistico intrinseco indipendentemente a chi appartengano.Quando fu venduta la collana di perle di plastica di Jacqueline Kennedy il fatto di averla posseduta non la trasformo ' in opera d'arte ma in un oggetto da collezione e non e' certo la stessa cosa. E sempre parlando in termini economici,un oggetto uscito da uno bottega costadi piu' di uno identico uscito da un'altra anche perche' genericamente ha una fattura migliore. Ripeto tu hai frainteso sull'accezione da assegnare al termine " valore".
  • 1 decennio fa

    Dipende a quale oggetto ti riferisci.

    Se parli di oggetti dell'antichità, come vasi o porcellane, a dare il suo valore artistico è prima di tutto la persona che ha posseduto quell'oggetto. Ad esempio una porcellana appartenente alla regina Elisabetta ha valore artistico perchè appartenente alla collezione di ceramiche della regina Elisabetta. E' un oggetto che porta con se un pò di storia e quindi è parte della storia. Ma a determinare il valore artistico dell'oggetto è anche la bottega in cui è stato creato. Se si tratta di una bottega molto famosa, l'oggetto ha sicuramente più valore artistico rispetto un qualsiasi altro oggetto di natura simile.

    Inoltre un oggetto ha valore artistico quando è unico (o uno di pochi esemplari) e quando è lavorato e rifinito bene.

    Se ti riferisci invece ad alcune opere d'arte del passato, a determinare il valore artistico è il nome dell'artista che ha creato l'opera. Gli artisti del passato infatti, a differenza degli artisti contemporanei, sono già stati selezionati, catalogati, studiati e ristudiati da qualcuno che ha scelto per noi i migliori artisti del passato. Per essere più chiara: nel 1500 non esistevano solo Michelangelo, Leonardo e Raffaello, c’erano molti più artisti che nei libri di storia dell’arte non vengono nemmeno menzionati, per questioni di spazio certo ma anche perché la storia ha fatto una cernita degli artisti migliori. Anche per questo un Michelangelo ha più valore di un… Carpaccio. Ciò non toglie ovviamente che i grandi Michelangelo, Leonardo e Raffaello siano dei fuoriclasse ^_^

    Per quanto riguarda il contemporaneo invece la questione si fa più complessa in quanto, tutti gli artisti sono a noi contemporanei, nessuno li ha selezionati, catalogati, studiati e ristudiati sino al midollo. Siamo noi, in base alla nostra sensibilità, a scegliere quell’artista che ci ha donato particolari emozioni o ci ha aperto gli orizzonti verso una questione in particolare.

    Ma in linea di massima, a determinare il valore artistico di un oggetto è la sua quotazione nel mercato contemporaneo. Un artista che ha partecipato alla Biennale di Venezia è sicuramente più famoso di altri e quindi le sue opere avranno un valore artistico superiore.

    Per concludere, il valore artistico di un’opera di Picasso (così come di qualsiasi altro artista rivoluzionario) è salito dopo la sua morte, non perché gli artisti vengono riconosciuti solo dopo essere morti (come molti pensano) ma perché questi artisti hanno influenzato molte (Picasso praticamente tutte) le generazioni successive, questo ha determinato il valore artistico di molte opere d’arte per noi incomprensibili : )

    x lorenzo p.

    Non ho voluto prendere in esempio le forme di design industriale altrimenti potrei non finire più con la lista di tutte le categorie possibili ed inimmaginabili.

    Non mi sono voluta divulgare parlando del radymade di Duchamp e tutte le conseguenze che ha portato, gli estranei al mondo dell'arte potrebbero mettersi le mani ai capelli nell'arco di una sola riga! Ho voluto fare un discorso più semplice e fruibile ai più.

    Come pretendi di essere compreso parlando di Castellani (il gallerista che fra gli altri lancio Warhol per intendersi?), quando mio padre non sa nemmeno chi è un gallerista (uno che fa le gallerie? Parole sue) e soprattutto chi è Warhol? (Quello che ha dipinto il cartellone pubblicitario della Coca Cola?)

    Il tuo discorso mi sembra particolarmente fuori luogo visto e considerato il fatto che ti sei soffermato sulle questioni inerenti all'arte contemporanea trascurando tutte le altre possibilità di oggetto con valore artistico.

  • 1 decennio fa

    Quando presenta una riflessione implicita su un qualsivoglia tema, non solo un esecuzione impeccabile come ci insegnarono michelangelo e raffaello... è proprio questo che ci insegna l arte moderna/contemporanea... dove perfino la "merd.a" ha un valore artistico

  • qwerty
    Lv 4
    1 decennio fa

    si dice che il valore artistico di un oggetto "sussiste ma non esiste" a livello artisitico se l'oggetto lo è ma ancora nn ha avuto una dichiarazione, si dice che è artistico quando ha avuto una dichiarazione e quando tutta l'umanità in quel periodo storico lo ritiene tale.

    per esempio un qualsiasi dipinto di un pittore contemporaneo ha la potenzialità di essere arte fino a quando l'umanità( intesa come un gruppo si persone ) non lo ritiene tale.

    Fonte/i: cesare brandi, padre delle teorie del restauro contemporanee
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  • 1 decennio fa

    Il valore artistico di qualcosa è ottenuto per puro caso o per genialità...nel terzo millenio una tua creazione ha valore artistico se un grande artista o critico si sveglia e dice che la tua opera ha valore artistico...insomma...ci vuole fortuna......

  • 1 decennio fa

    quando e' fatto da un artista

  • bizio
    Lv 4
    1 decennio fa

    quando è capace di cantare ballare etcc..

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