Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

«Il benessere è necessario, ma oltre un certo limite diventa un ostacolo.?

Dietro la creazione di bisogni illimitati si nasconde una trappola. La soddisfazione dei bisogni materiali deve avere dei limiti, altrimenti degenera in culto della materia. È il rischio che stanno correndo gli europei, e che avrà effetti devastanti se non compiranno un cambiamento radicale».

Gandhi

L'espansione economica, come insegna la storia, degenera spesso in guerra. «Al mondo c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti», diceva Gandhi, «ma non l'avidità di tutti».Sei mesi dopo la proclamazione dell'indipendenza, purtroppo, Gandhi venne ucciso. I suoi insegnamenti furono abbandonati e Nehru potè imporre il proprio programma. Si circondò di burocrati filoccidentali e aprì il paese a un nuovo colonialismo. Lo spiritualismo gandhiano fu velocemente rimpiazzato dall'avidità e dall'industrialismo sfrenato. Da allora la storia dell'India è segnata dalla corruzione e dagli intrighi. Il colonialismo britannico è finito nel 1947, ma l'India non è un paese libero, perché continua a essere governata in modo coloniale; l'unica differenza è che non ci sono più gli Inglesi.Ma la gente non ha dimenticato lo swadeshi proposto da Gandhi. I suoi principi, validi oggi più che mai, costituiscono un'alternativa integrale alle false promesse dell'industrialismo.

Il paese più spirituale del mondo è stato fagocitato dal sistema occidentale, che ne pensate?

Aggiornamento:

DrEvol, dal punto di vista dell'ateo e di chi vuole sempre di più, hai ragione tu!

Alla fine quello che conta è la felicità ricevuta nella vita, e darei tutta la tecnica che sto ipocritamente usando per avere la stessa felicità che leggo negli occhi dei bambini e anche degli adulti di paesi cosiddetti sottosviluppati.

La tecnica può disporre di migliaia di anni per evolversi ed andare avanti, prima o poi giungerà al massimo, ma nel frattempo visto che noi stiamo bruciando le tappe, preferirei vivere ed essere felice, invece che vedere individui accaparrarsi delle risorse del pianete per usarle solo per la loro megalomania e lasciare i più deboli morire di fame.

Complimenti per la tua capacità di ribaltare i punti di vista, e grazie per il tuo commento su You Tube!

Aggiornamento 2:

DrEvol, la via di mezzo, la via di mezzo!

5 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    E' semplice. Tanto per parlare secondo il nostro linguaggio noi entriamo in una macchina che va troppo veloce e che NON ha i freni? E per di piu' guidata da ubriachi di velocita'?

    Da questa risposta dipende il resto. Se si, allora non abbiamo problemi. Se no allora meglio che ci mettiamo i freni nella macchina, altrimenti non la guideremmo piu'. E cosi si dimostrera' nella realta' dei fatti che non era un "benessere e cibo" ma un inganno. Un ignoranza. Morte, e non vita.

    Il discorso e' questo. Siamo tutti responsabili. Siamo diventati dei drogati di materia di consumo di cadaveri di cose di cui NON abbiamo bisogno. E sono stati convinti anche altri che senza questa droga non possono vivere.

    In realta' nel nostro sistema di cose ci dovrebbero essere i freni, e se non li mettiamo .....

    Chiamano la morte vita, e la schiavitu' benessere.

    Ignoranza, inganno, ma in ogni caso potere e denaro.

    fa anche rima.

    Ciao.

    P.S. India era un paese che non conosceva le nostre malattie "industriali" cioe' cancro a non finire, diabete, cuore, sangue, diversi organi colpiti ecc ma grazie al mondo della barby dove il sole splende sempre basta avere i denari, sono anche loro diventati clienti fissi della farma.

    Ah a proposito di farma lo sai che sono andati in India per osservare cercando di capire come mai una grande fetta di popolo NON ha bisogno di loro?

    Chiediamoci se quelli hanno freni e che tipo e "compriamo"da loro se abbiamo buttato via i nostri.

    Senza etica e senza morale non esiste salute. Ne' dentro ne' fuori.

    Ma comunque......il dio consumo pensa a ogni cosa niente paura.

    Il peccato non esiste il male non esiste la violenza e' sempre lecita se la pratichiamo noi e tutto per il nostro "bene". No, e' per la nostra ignoranza. Certa gente parla di razionalita' mentre non sa di cosa sta parlano. Quando la gente pensa che l'industria sia benessere e vita, e la natura una cosa da usare come pare e piace secondo i sporchi comodi, allora si tratta di malessere non di benessere. Di schiavitu' non di liberta'.

    "Quando la gente capira' se mai capira' come funziona e su cosa si basa il nostro sistema finanziario avremmo la piu' grande reazione mai vista". Ford.

    Gandhi ha dimostrato che l' arte del fare sta nel non partecipare a cose che distruggono. Prima di tutto il cervello.

    La dignita' di essere chiamati esseri umani.

    In verita', la liberta', il benessere....l' uomo ha bisogno di freni per poter camminare. Altrimenti si chiama vizio non benessere.

    La natura ce li ha messi nel corpo. E' semplice. Non possiamo sapere solo quello che vogliamo noi come bambini.

    Ecco perche' bisogna fare Leggi.

    Ciao

  • 1 decennio fa

    Secondo me il benessere è come la benzina in un'automobile. Si può tenere il serbatoio sempre zeppo di benzina, ma se nel frattempo non ti dedichi anche alla manutenzione, prima o poi questa si fermerà ... anche col serbatoio bello pieno! Meglio allora, come suol dirsi, 'dare un colpo al cerchio e uno alla botte', per non morire, non estinguersi, non decadere, pur avendo la pancia piena.

    Gandhi aveva perfettamente ragione, e mi permetto di dire che è anche una questione di solo buon senso, che pare però, non interessi nessuno. Gandhi fa parte di quella piccola schiera di benigne 'comete' che annunciano qualcosa di nuovo, ma che appena passate, lasciano ancora spazio al vecchio uomo, sempre pronto a riproporre vecchi schemi, riappropriandosi e cavalcando ciò che più fa 'gola' alla gente comune: il benessere materiale. Lo so che fino a quando non si sarà raggiunto un'equità economica tra tutte le genti, questo resterà il primo pensiero di tutti coloro che soffrono una sperequazione. Non ci si può fare niente! Solo quando sono sradicati certi bisogni, la gente ha anche il tempo mentale per pensare a qualcos'altro. Il problema effettivo è che in certe culture, come la nostra, il potere ha la capacità di 'inventare' sempre nuovi bisogni, così da eternare la sua politica di rapina, di consumo, e di sudditanza, altrimenti destinata a far posto ad altre e più alte esperienze di conoscenza e di 'benessere', che abbracci tutti i bisogni dell'essere umano, e non solo la sua parte 'gastrica'!

  • 1 decennio fa

    che purtroppo siamo in un mondo dove vige la legge del più forte...

    l'avidità e la "soddisfazione materiale" sono le più grandi pecche del mondo....

    il voler soddisfare un bisogno senza l'autocontrollo porta sempre all'eccesso... e l'eccesso porta a??

    l'eccesso!!!

    effetto domino non controllabile,siamo in un mare di...

  • DrEvol
    Lv 7
    1 decennio fa

    Un'analisi sulla quale dissento assolotumante!

    "La soddisfazione dei bisogni materiali deve avere dei limiti,,," Non ci sono limiti ai bisogni individuali e nessuno puo' fare questa affermazione senza qualificare quali sono questi limiti e a chi devono essere applicati, e su quale autorita' si devono basare.

    Per esempio, chi puo' decidere il limite del miglioramento della propria vita (miglioramento fisico, materiale) per un'altra persona? Come puo' attuare questo LIMITE senza usare la forza fisica? Chi puo' impedire a qualcuno di voler migliorare la sua abitazione, la sua villa, di averne due o cinquanta se lo desidera? Su quale principio morale l'avidita' deve essere condannata? Quando uno possiede due capre invece di una, quando uno vuole possedere un gregge e' avido? Quando vogliamo espandere un'industria, e' immorale? Se un'azienda produce computers, medicine, cibo, e' sabgliato se si espande, se da' piu' lavoro a piu' persone, se i prezzi dei prodotti diminuiscono perche' l'offerta aumenta?

    Se uno scienziato volesse lavorare sull'idea che sia possibile clonare il cibo e dare la possibilita' di ottenerlo come respiriamo l'aria, ci deve essere un limite a questo? Se la scienza scopre che tutto cio' che e' fisico del corpo puo' essere clonato e riparato come nuovo e quindi darci l'immortalita' fisica, chi ha il diritto di porre un limite a questa possibilita' scientifica?

    "Al mondo c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti" ??

    Non direi che questa dichiarazione di Gandhi sia vera. A meno che s'imponga a tutti di soddisfare i bisogni di vivere solo nella misura prescritta da Gandhi stesso - niente industrializzazione, niente technologia, niente elettricita', niente progresso.

    E' possibile, forse, per sei miliardi di persone vivere e soddisfare tutti i bisogni accontendandoci di avere una pecora, quattro stracci di vestiti e una capanna a testa ed attendere la vita dell'aldila'. Il fatto che abbiamo un cervello creativo e non ci accontentiamo di vivere come gli animali e' cio' che ci ha portato a migliorare la condizione umana di miliardi di persone che oggi vivono in case climatizzate, hanno un lavoro piu' facile, tempo libero per essere "spirituali" se lo desiderano, tempo per incrementare la conoscenza invece che faticare sui campi 24 ore/7 giorni senza mezzi meccanici per ottenere una ciottola di riso tutti i giorni.

    C'e' chi si permette il tempo di comunicare su internet, come noi, mentre in tante parti del mondo miliardi di uomini, donne e bambini in paesi non industrializzati vivono come animali.

    Senza l'industrialismo torniamo al lavoro fisico delle bestie. Siamo cosi' abituati ai benefici dell'industrialismo che lo prendiamo per scontato, come se fosse un dono divino come l'aria che respiriamo. Grazie all'industrialismo l'India e la Cina entrano nella civilta' del 21mo secolo e la popolazione si emancipa a vivere con i miglioramenti che alcuni di noi occidentali ipocritamente maledicono a voce, ma di cui gioiscono in pratica.

    &&&&&&&&&&&&&&&&

    Grazie, Folle. Pero', dovrai ammetterlo anche tu, che la felicita' o infelicita' non ci viene dettata dalla tecnologia e dal progresso. La felicita' e' una cosa, i conforti della vita sono un'altra. La felicta' e' psicologica, ma la fame e le malattie sono cose fisiche essenziali. La pancia piena e il non far nulla non ci danno ne' felicita' ne' infelicita' - sono i nostri concetti e attitudini mentali a decidere e creare le nostre emozioni. La fame e la poverta' non sono le condizioni ideali e invidiabili per essere felici. Se la ricchezza fisica non va sempre di pari passo con la ricchezza spirituale, non dobbiamo dare la colpa al progresso ma a come lo usiamo, a come ragioniamo!

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  • 1 decennio fa

    anke io, proprio ieri... abbiamo tante cose in comune!

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