Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 1 decennio fa

Vi ritenete dei bravi scrittori o delle bravi scrittrici e volete mettere alla prova il vostro talento?

Mettevi alla prova.

Vi invito a scrivere un Racconto [reale o inventato che sia] sul tema dello ѕραикιиg.

I vostri racconti saranno letti e corretti da Tears' Rain in persona che provvederà a punirvi con sonore sculacciate per ogni errore di grammatica e di ortografia che commetterete

Partecipate numerosi

σтк

7 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ok, ci provo.

    Mi sveglio sentendomi un po' sottosopra, sentendo uno strano calore provenire dal mio posteriore, come se avessi passato tutta la notte su una coperta elettrica.

    Inizio a realizzare che sono sulle ginocchia di mia moglie e che ho le braghe e le mutande abbassate e vedevo con la coda dell' occhio un alone rosso, come quello di un pomodoro maturo, sulla pelle scoperta.

    Guardai mia moglie con sguardo enigmatico e lei mi rispose con un sorriso minimo molto forzato. Afferrava un battipanni con la mano destra e la mano sinistra ghermiva il la catena del guinzaglio che portavo. Sentivo in effetti un po' di fastidio al collo, ma non avevo ancora capito cosa c' era che mi tormentava lì, ma dopo aver visto come era messa mia moglie, afferrai appieno il concetto: era spanking.

    Come se niente fosse chiesi a mia moglie:

    "Buon giorno cara, che fai?"

    "Oh niente, tesoro, sto passando il tempo"

    Ricominciò a sculacciarmi. Feci delle smorfie di dolore senza emettere alcun grido, per non darle soddisfazione.

    Pausa inaspettata.

    "Amore, ma perché lo fai?"

    "Mi sto annoiando"

    "Amore, potrebbe esserti venuto in mente che magari (dico magari) non vorrei essere sculacciato come un bambino che ha fatto i capricci?"

    "Sì, tesoro"

    Stette per cominciare di nuovo.

    "Quindi?"

    Si bloccò.

    "Quindi cosa?"

    "Non hai niente da dirmi?"

    "Cosa dovrei dirti?"

    "Scusa?"

    Calò un silenzio con cui ci potevi riempire una stanza.

    "Ehhhhhh?!"

    Mi alzo, ma lei afferra sempre la catena, quindi mi trovai scomodo per rivestirmi, ma ci riuscii lo stesso.

    Presi il collare e me lo tolsi. Lei rimaneva lì stupita, forse non si rendeva conto di cosa stava succedendo.

    Stavo imboccando la porta di uscita.

    "Dove vai?" mi chiese. Non le diedi alcuna risposta. Aprii la porta e raggiunsi il pianerottolo. Chiusi la porta alle mie spalle, ma mi voltai per vedere se la sua faccia era mutata e mi accorsi del nominativo del campanello. "Rossi- De Luca" c' era scritto.

    Dove cavolo ero finito?

    Non è una meraviglia, ma non posso pretendere troppo in una ventina di minuti.

    Fonte/i: Sopra il pianoforte c'era un avviso a stampa: "Non sparate sul pianista. Fa del suo meglio."(Oscar Wilde)
  • Eh? ^^

    Ma che c'entro io in tutto ciò? -.-

  • 1 decennio fa

    Hello spank, gioca con me

    Hello spank, non te ne andare,

    ti devo sculacciare!!

    o.O

  • Anonimo
    1 decennio fa

    una poesia va bene?

    spam! splash! sbam! spak! bam!

    come la corrente, in un fresco giorno

    di brezza primaverile fa sbattere gli usci,

    così io percuoto le tue posteriori rotondità.

    titolo: ONOMATOSPANKING

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ci provo, e vedrò di far impallidire il peggior scrittore di Harmony.

    Ci sono scadenze?

  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa

    .....e quindi?

  • 1 decennio fa

    Ehm...non ho capito assolutamente il tema su cui poter sviluppare il racconto , puoi tradurlo please ?

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