Tua nonna ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Potete leggere un testo che ho dovuto scrivere per Italiano?

Forse qualcuno di voi ha già letto il breve racconto "Di fronte al nero" di Alfredo Antonaros. Il compito affidatomi dal mio prof di Italiano è stato quello di riscrivere la storia dal punto di vista del nero, invece che di Oscar (il bianco). Se non si legge il racconto originale penso che sia un po' incomprensibile, ma mi piacerebbe anche solo che controllaste un po' com'è l'ortografia.

10 punti al fantomatico volenteroso!

«Oddio» esclamò tutto ad un tratto con gli occhi stupiti di chi, stentando a crederci, scopre che la Terra è rotonda «Sono in ritardo!». Diede un’ulteriore occhiata alle lancette del suo vecchio orologio, balzò in piedi e uscì di casa in un battibaleno pensando che sì, questa era la sua giornata. La sera prima, il suo capo gli aveva infatti comunicato che, finalmente, avrebbe ottenuto un contratto a tempo pieno!

Quel giorno, sull’affollato tram che pressoché sempre prendeva per dirigersi verso il suo fast-food preferito avrebbe potuto sentirsi, nel suo piccolo, più importante e superbo di quanto non fosse mai stato. Ma non lo fece. Con la sua solita espressione di un’allegria quasi bonaria, si mise in fila fischiettando qualche ritornello che aveva avuto modo di ascoltare il giorno prima, nello stesso identico posto e davanti alla medesima cassa. “Non potrebbe andarmi meglio” pensò, mentre attendeva che gli venisse consegnata la sua minestra: una coppia di tavoli di fronte all’ingresso si era appena liberata. Prese il vassoio e corse a prendere posto. Cucchiaio dopo cucchiaio, con piena soddisfazione cominciò ad assaporare la sua gustosa pietanza calda. Forse proprio perché era così intento a mangiare, realizzò un po’ tardi che qualcuno si era seduto di fronte a lui. Quando riuscì a materializzare in modo concreto la sua presenza, fissò per un momento l’uomo (che faceva altrettanto da più tempo), poi riprese a consumare il suo pasto. Ma se il suo sguardo diventò sempre meno perplesso a favore di una crescente compassione, quell’ignoto mantenne per un lungo periodo un’espressione ben poco amichevole. “Ne prenda pure un po’ anche lei” avrebbe detto volentieri, ma non fece a tempo a pronunciare quelle parole che lo sconosciuto aveva già affondato il cucchiaio nel suo piatto. “Dev’essere proprio un poveraccio”, rimuginò, fissandolo per un istante mentre si stava riempiendo la bocca di minestra. I due avevano gli occhi puntati uno nell’altro, ma nessuno di essi si azzardò ad aprir bocca (se non per farci entrare il cibo). Quando la minestra fu terminata, con un sincero sorriso stampato sulla faccia si alzò. “Avrà sete, sarà meglio che prenda un caffè anche per lui”, pensò. Tornato con le due tazze, ne mise una davanti allo sconosciuto e bevve lentamente l’altra, al ritmo delle inusuali marce militari scandite dagli altoparlanti del ristorante. Osservando le cameriere che stavano lavorando, gli ritornò in mente che l’appuntamento in ufficio lo sta aspettando. “Devo scappare, arrivederla” pareva avesse voluto dire, ma si limitò a fargli un cenno con la testa. La sua sagoma si perse tra la folla e, non avendo minimamente notato il vassoio appena servito sul tavolo accanto, la sua felicità fu rinnovata dal’ipotetico gesto di carità che aveva, in realtà, appena dedicato non ad un miser’uomo, bensì a un povero sbadato.

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Rileggilo attentamente ci sono diversi piccoli errori",piu' che altro dovuti a banale distrazione.Ci sono verbi usati nel tempo e modo errati.Qualche virgola in piu' non guasterebbe.

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  • 1 decennio fa

    metate de voia caro!!

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