farfa92 ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Come vi sembra?? pareri su questo articolo di giornale..?

ho finalmente finito, corretto e tutto.. secondo voi come va?? dovrei correggere/aggiungere qualcosa?? grazie in anticipo ^-^

(sulla libertà di stampa in italia)

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La libertà di stampa si sta riducendo in tutto il mondo, e l'Italia non è esente da questa forma di degrado. Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo), il nostro Paese viene declassato da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia.

Le ragioni della retrocessione dell'Italia sono molteplici, spiegano gli estensori del Rapporto che esamina la libertà di stampa in 195 Paesi da quasi 30 anni (dal 1980): "Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media".

Il governo italiano, anche per la latitanza parlamentare, si è largamente sostituito al parlamento nell’attività legislativa, emanando decreti con pari efficacia rispetto alle leggi ordinarie poste da esso; ciò in contrasto con il postulato che afferma che titolare della sovranità legislativa, secondo costituzione e ripartizione dei poteri, deve essere il parlamento; questa espropriazione di poteri, verificatasi nel corso di tanti governi repubblicani, altera gli equilibri costituzionali.

Prima dell’articolo 21 della nostra costituzione italiana e della nostra legge sulla stampa, lo statuto albertino del 1848 affermava che la stampa era libera ma soggetta alle norme repressive; era una contraddizione in termini che ha ispirato anche l'inadeguatezza della nostra legislazione sulla stampa di era repubblicana.

La stampa non può essere sottoposta ad autorizzazioni o censure o sequestrata dalla polizia giudiziaria, anche se con convalida dell’autorità giudiziaria, il che è un escamotage democratico; i reati previsti a mezzo di questa devono essere puniti dal codice penale: le tirannie si riconoscono dalle leggi speciali imposte su di essa. Forse la fine del regime della stampa italiano verrà con internet, perché i politici non sono interessati a ciò che è bene per il popolo; si dovrebbero liberare i giornalisti dal controllo della procura, abolire il direttore responsabile e la corporazione dei giornalisti, con relativi privilegi fiscali e pensionistici, e ammettere l’albo come un’associazione non riconosciuta. Naturalmente, potrebbe rimanere l’esame d’abilitazione, con garanzie per i partecipanti; con questa riforma, ci si potrebbe difendere dalla diffamazione con le leggi comuni.

Invece oggi in Italia esiste ancora il divieto di pubblicazioni contrarie al buon costume; non si riesce a cambiare nulla. Noi italiani dobbiamo ancora conquistare la libertà d’associazione, di riunione e di stampa; ciò vale dal punto di vista dei diritti, i quali sono incerti, di difficile interpretazione e contrari ai tempi moderni ed ai principi di libertà, laicità e parità tra questi.

Io stessa scrivendo questo articolo e conducendo ricerche a riguardo comprendo di come noi semplici cittadini siamo condizionati, o meglio 'controllati' dai capi del governo i quali ci inducono a pensare come vogliono loro; oserei dire che ormai la moralità italiana e la libertà di pensiero, per ciò che concerne i nostri diritti riguardanti le norme per il bene del cittadino e, di conseguenza, del futuro stesso del paese, stanno via via diventando inesistenti.

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    è perfetto

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