Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Cosa è il caso????????????

Non è forse l'incapacità di comprendere il funzionamento psico-fisico di un determinato processo manifesto?

Se si conoscesse ogni cosa esisterebbe la casualità? Evidentemente no perchè il noto e l'ignoto sono connessi. Di conseguenza ciò che uno chiama caso in realtà è semplicemente una serie di leggi ordinate di cui però non si conosce la logica.

Nel momento in cui si viene a conoscenza, a vari livelli, di un processo reale, questo cessa di essere ignoto e diviene predicibile e ordinato in base a certe regole.

Esempio: per un topo, il meccanismo che regola la trappola che l'uomo ha costruito per catturarlo è caos(nel senso matematico di imprevedibile e conoscibile), e per esso la sua prigionia risulta l'espressione del caso, di un evento improvviso e inconcepibile nei suoi sviluppi precedenti, così come risulta una coincidenza per l'uomo una tegola che gli cade in testa mentre si trova "casualmente" a passare sotto un palazzo.

Il caso non potendo quindi essere una cosa assoluta( altrimenti anche per noi la trappola del topo sarebbe contraddittoriamente caos, dato che siamo noi ad averla costruita), non può esistere se non relativamente alla consapevolezza dell entità che si prende in considerazione.

Ciò è equivalente al moto relativo dei corpi (un corpo è in moto solo in relazione ad un altro stato di moto dato che non può esserlo in modo assoluto.

Per cui anche l'intero organismo universale è un'entità consapevole soltanto ad un'altra scala percettiva a noi inaccessibile.

Ciò è valido anche andando nel microscopico dove noi fungiamo da universo infinito nel tempo e nello spazio.

Aggiornamento:

@Malevole: come fai a chiamarti così e poi dire" non per cattiveria"?

Comunque spiegami perchè non potrei porre questa domanda su yahoo.

12 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    In genere si parla di caso quando due fenomeni non appaiono correlati nella loro incidenza. I fenomeni stessi non sono frutto di caso. Esistono leggi fisiche che l' uomo studia per carpirne la loro costanza. Una tegola cade dal tetto seguendo le leggi della fisica. Io ci passo sotto seguendo le leggi della mia volonta` fisica. Si da` il caso che la concomitanza nel tempo delle due cose, la tegola che cade e il tempo da me scelto per transitarci sotto, si sia accavallata in un evento molto sgradito all' incolumita` della mia testa. Questo evento e` cio` che chiamiamo caso, perche` non vediamo nessuna ricorrenza tra il cadere di una tegola e il passaggio di una testa umana prorio sotto in tempo per prenderla in testa. Altri chiamano questo fenomeno frutto del destino o anche del volere di Dio. Di queste asserzioni la fisica non puo` occuparsene, perche` quello che appositamente cade in testa ad uno, non cade in testa a molti e sempre. Noi non troveremo mai le leggi del caso, perche` non ci sono in questo mondo. Quindi e` inutile dire che le leggi esistono ma forse non le conosciamo ancora. Non le conosceremo mai, appunto perche` non possediamo parametri di conoscenza nella nostra ragione e nella osservazione dei fenomeni. E` vero che non conosciamo ancora molte cose. Non conosciamo ancora molto bene se esistano attrazioni fatali che potremmo analizzare. Ma il caso esiste sempre, come impossibilita` di catalogazione. Tirare in ballo Dio per riempire il buco cognoscitivo di un caso e` la cosa piu` insensata che possa fare un essere ragionevole. Mettersi ad agire come un topo nonostante tutto quel ben di Dio che e` l' intelletto. E` una scelta libera. Spegnere il cervello e` una scelta libera, come accenderlo per vederci meglio.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Direi che hai ragione e la teria del caos si adatta perfettamente alla tua tesi:

    Se studiamo il comportamento di due pecore in un recinto ci sono relativamente poche variabili che dovremmo prendere in esame, es. il sesso, l'età la stagione, il clima ecc... E queste due pecore interagirebbero solo fra di loro e quindi le possibilità di comportamento anche se moltissime sarebbero limitate.

    Ora, prova a immaginare di inserire un'altra pecora nel recinto, le variabili aumentano esponenzialmente, diventerebbero difficilissime da calcolare.

    Prova invece a togliere il recinto. Cioè con le nostre due pecore libere di interagire con qualunque altra cosa ci sia ll'esterno. Le variabili diventano virtualmente infinite.

    Questo è il concetto di caos. Non significa che l'ambiente, o le nostre due pecore, non seguano principi o leggi prederminate ma che le variabili sono talmente ampie da non poter essere previste.

  • 1 decennio fa

    Sono d'accordo con te, ciò che chiamiamo caso è solo la mancata conoscenza di tutte le concause che concorrono alla manifestazione di un fenomeno. La mente umana è inadeguata a comprendere tutto l'ordine della natura e, non potendo prevedere pertanto il verificarsi di ogni singolo fenomeno naturale, cerca leggi che ne approssimino i comportamenti; neanche il cervello elettronico più evoluto è in grado (per ora) di creare un modello matematico che prenda in considerazione tutte le variabili possibili. A livello microscopico, tuttavia, le più moderne teorie della meccanica quantistica vorrebbero confutare gli sviluppi ultimi delle filosofie deterministiche (che in Einstein hanno avuto il loro apice) attribuendo al "caso" il verificarsi di alcuni fenomeni (relativi ad esempio al comportamento della luce e delle particelle subatomiche). Ma allora tutta la realtà fenomenologica sarebbe il frutto di "decisioni" o "processi casuali" di elettroni e fotoni? Nonostante numerosi esperimenti personalmente non riesco a crederlo, sono più propenso ad accettare la teoria einsteiniana delle variabili nascoste, la cui mancata conoscenza non ci permette di avere un quadro definitivamente completo della realtà.

  • 1 decennio fa

    Si da il caso che il caso esista. Parto da qui : Ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria. Questa affermazione potrebbe spiegare tutti gli "effetti", o quasi tutti, ma non la "Causa Prima", l'esempio che proponi, quello del topo, è appropriato... se fossimo noi in una trappola ? La causa prima conoscerebbe la nostra sorte... Noi dovremmo evolvere fino alla causa prima per comprendere, i meccanismi che regolano il nostro vivere. Si il problema è l'ignoranza... ma come riempire questo vuoto ?

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  • 1 decennio fa

    A volte la verità è più semplice di quanto si creda...

    Anagramma la parola CASO e otterrai CAOS.

    Ed in effetti, ciò che è lasciato al caso, risulta al di fuori dell'ordine.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    mai mischiare religione con scienza

  • 1 decennio fa

    La tua domanda è una risposta,ma io credo che non esiste il caso o le coincidenze ognuno di noi ha il propio destino bello e scritto prima ancora della creazione e dell'esistenza della razza umana e nessno può fare niente per cambiarlo, più lo combatti più si rafforza,buona fortuna.

    D.

  • 1 decennio fa

    il caso è la particella fondamentale della teoria del caos http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_caos ,non è prevedibile

  • 1 decennio fa

    Pensavo che solo un fulmine inteligente potesse liberarci dal ducetto di arcore ma riflettendo sul personaggio mi rendo conto che egli abbia un pericolosissimo nemico: se stesso! ormai è nudo in tutto il suo splendore fatto di arroganza, ignoranza, prepotenza. Il suo passato e il suo modo di concepire il potere, lo stanno pian pianino cuocendo a dovere. un solo fattore è a suo favore: le mafie e i tanti comitati d’affari che lo sostengono, oltre ad un vasto popolo perdutamente da lui illuso e che lo sosterranno oltre il dovuto. In fondo il vero problema d’italia non è berlusconi ma gli italiani.

  • 1 decennio fa

    Il caso non esiste

    C'è troppa perfezione nell'universo... basti pensare al corpo umano: una macchina quasi perfetta

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