Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Aiutoooooo parafrasi riassuntiva!!!!?

sulla causa dell'ira di achille!!

3 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'ira di Achille O Calliope canta l'ira dell' impetuoso e valoroso guerriero Achille che agli Achei inflisse punizioni infinite, le gloriose vite getto nel regno dei morti e ne fece il bottino dei cani e di tutti gli uccelli. La decisione di Zeus si stava realizzando da cui si divisero scontrandosi il signore degli eroi Agamennone e il glorioso Achille Chi degli Dei li fece entrare in conflitto? Apollo, infuriato con il re, fece crescere sul campo una micidiale pestilenza, e la gente moriva perché Agamennone trattò malamente il sacerdote di Apollo. Per liberare la figlia, Crise venne alle veloci navi degli Achei, avendo tra le mani bende e le saette d'oro per riscattare sua figlia, e pregava tutti gli Achei, ma soprattutto i due comandanti dell'esercito: "Agamennone e Menelao, e voi tutti, Achei con armature robuste difendenti lo stinco, a voi diano gli dei che abitano il Monte Olimpo, il potere di abbattere la città di Priamo, tornando vivi in patria; e voi accettando il riscatto, liberate mia figlia venerando Apollo, figlio di Zeus. " Allora tutti gli altri Achei manifestarono il loro consenso, onorando il sacerdote per il ricco riscatto. Ma il sacerdote fu malamente cacciato, per volontà del figlio di Agamennone, Atreo, che non contento dell'offerta che gli era stata posta, rispose brutalmente: mai ti incontrerò sulle tue navi a indugiare se tornare in futuro e spero che tu sia colto dalla morte. Io non la libererò, diventerà vecchia lontano dalla patria, nella mia casa nell'Argòlide, lavorando al telaio e accorrendomi nel letto. Ma vattene, non mi faccia infuriare, se vuole partire sano e salvo. Il vecchio tremò e obbedì al comando, avviandosi in silenzio lungo la riva del mare; ma poi in disparte, molto autorevolmente prego il sovrano Apollo, che partorì la bella chioma Latona: "Ascoltami uccisore di Delfi e proteggi Crisa, località sacre al Dio, qualche volta ti ho fatto costruire un tempio e vi ho bruciato delle co...

    Omero, in questo capitolo, propone la contesa fra Achille e Agamennone per il rapimento di una schiava. E' bene chiarire l'antefatto. Crise, sacerdote di Apollo, chiede ad Agamennone il riscatto della figlia Criseide. Il condottiero supremo dell'esercito greco nella guerra di T roia, nega la fanciulla, trattenendola con sè e rendendola sua schiava. L'offesa al sacerdote viene punita dagli dei con una grande pestilenza che imperversa per nove giorni nel campo greco. Achille indice un'assemblea e chiede a Calcante (indovino) di spiegare la causa dell'ira di Apollo. La spiegazione sta proprio nell'offesa al dio, che chiede il riscatto immediato della fanciulla perché possa tornare da suo padre. La proposta non piace ad Agamennone che offende il sacerdote, mentre Achille prende le difese di Crise. Agamennone cedrà la schiava, ma vorrà quella di Achille. L'eroe abbandona la battaglia e prega la madre (Teti) di ottenere da Giove una atroce vendetta: la sconfitta dei Greci.

  • 1 decennio fa

    Siamo all'inizio del poema "Iliade". Indovino Calcante, interrogato sui motivi della pestilenza che infuria nel campo greco, ha rivelato che essa è stata mandata dal dio Apollo, arrabbiato per l'offesa fatta al suo sacerdote Crise: questi recatosi da Agamennone con ricchi doni per riscattare la figlia Criseide (fatta schiava da Agamennone) era stato trattato male proprio da Agamennone. Il supremo comandante (Agamennone) si oppone alla restituzione di Criseide al padre, ma poi accetta pretendendo in cambio una schiava da Achille: ecco il motivo dell'ira di Achille

  • 1 decennio fa

    Cantami, o Diva, del Pelìde Achille

    L'ira funesta, che infiniti addusse

    Lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco

    Generose travolse alme d'eroi,

    E di cani e d'augelli orrido pasto

    Lor salme abbandonò così di Giove

    L'alto consiglio si adempia, da quando

    Primamente disgiunse aspra contesa

    Il re de' prodi Atrìde e il divo Achille.

    Questa è forse la più celebre strofa dell'Iliade, ma quanti ne conoscono il significato? Provo ad interpretarlo, aiutandomi con le note a margine del testo "Iliade", a cura di M.Lombardi-Lotti e A.Paladini, libreria editrice Canova, Treviso.

    Omero, in questo capitolo, propone la contesa fra Achille e Agamennone per il rapimento di una schiava. E' bene chiarire l'antefatto. Crise, sacerdote di Apollo, chiede ad Agamennone il riscatto della figlia Criseide. Il condottiero supremo dell'esercito greco nella guerra di T roia, nega la fanciulla, trattenendola con sè e rendendola sua schiava. L'offesa al sacerdote viene punita dagli dei con una grande pestilenza che imperversa per nove giorni nel campo greco. Achille indice un'assemblea e chiede a Calcante (indovino) di spiegare la causa dell'ira di Apollo. La spiegazione sta proprio nell'offesa al dio, che chiede il riscatto immediato della fanciulla perché possa tornare da suo padre. La proposta non piace ad Agamennone che offende il sacerdote, mentre Achille prende le difese di Crise. Agamennone cedrà la schiava, ma vorrà quella di Achille. L'eroe abbandona la battaglia e prega la madre (Teti) di ottenere da Giove una atroce vendetta: la sconfitta dei Greci.

    Parafrasi libera, itegrata con commenti e licenze del sottoscritto

    Ispirami a cantare, o Musa, l'ira funesta di Achille, figlio di Peleo, che portò precocemente al regno dei morti infiniti uomini. La morte e la distruzione furono così atroci che abbandonò ai cani e agli uccelli le salme dei morti, poiché non c'era il tempo per onorarli con una degna sepoltura. Si compia così la decisione di Giove (che aveva promesso a Teti di vendicare l'offesa subita da Achille), presa da quando il divino (divo) Achille e il figlio di Atreo (Agamennone) si divisero (disgiunse) per la contesa della schiava.

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