Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

torre di babele!!!! 10 punti al + completo!!!!!?

me ne parlate??? xfavore... nnt cose da wikipedia.. ci so andare ank io lì :D (la ricerca è per un primo superiore)

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Giardini pensili di Babilonia. Una ricostruzione immaginaria

    di Babilonia, in un'incisione del XVI secolo, opera dell'artista

    olandese Marteen van Heemskerk (1498 - 1574). La leggenda

    narra che il re Nabucodonosor II fece costruire intorno al

    600 a.C. i primi giardini pensili per sua moglie, in modo

    che non rimpiangesse la lussureggiante regione della Media

    di cui era originaria.

    Il nome di Babilonia deriva dall'ebraico Babel, mentre in babilonese si diceva Babilu che significa "Porta del dio", o "Porta degli dèi". I greci la chiameranno Babilon, da cui Babilonia.

    Dopo la descrizione del Diluvio, la Bibbia conclude [Genesi 10, 32]:

    "Da esse, dopo il diluvio, sono sorte le nazioni sparse nel mondo". Seguiamo in Gen. 11, 1-9 il testo Biblico relativo alla distruzione della Torre di Babele:

    "Un tempo tutta l'umanità parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Emigrati dall'oriente gli uomini trovarono una pianura nella regione di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro:

    "Forza! Prepariamoci mattoni e cuociamoli al fuoco!".

    "Pensarono di adoperare mattoni al posto delle pietre e bitume invece della calce. Poi dissero: "Forza! Dunque! Costruiamoci una città! Faremo una torre alta fino al cielo! Così diventeremo famosi e non saremo dispersi in ogni parte del mondo!".

    "Il Signore scese per osservare la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Disse: "Ecco, tutti quanti formano un sol popolo e parlano la stessa lingua. E questo non è che il principio delle loro imprese! D'ora in poi saranno in grado di fare tutto quel che vogliono! Andiamo a confondere la loro lingua: così non potranno più capirsi tra loro".

    "E il Signore li disperse di là in tutto il mondo; perciò furono costretti a interrompere la costruzione della città. La città fu chiamata Babele (Confusione) perché fu lì che il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo".

    Risulta da ciò l'evidente "dispersione" dei popoli in tanti frammenti di un mosaico. Questi frammenti, oltre a "confondere" le lingue, hanno "confuso" l'unità storica del mondo esistente prima del Grande Diluvio. I popoli, dispersi nel tempo e nello spazio, ci hanno trasmesso, da visuali differenti, cronache e racconti veri, con date affidate prima alla memoria, solo molto più tardi alla scrittura.

    La confusione persiste ancora. Sappiamo però che molta parte di storia deve essere ricondotta al "vertice "piramidale che segna l'inizio del tempo nella civiltà atlantidea.

    Era il Raòvanýa dell'Indo, portatore del nome dei faraoni, il costruttore di quella "Scala" proiettata nel cielo, il medesimo costruttore della Torre di Babele, anch'essa diretta alle sommità celesti?

    L'indice delle Piramidi, puntato su Babilonia, lo farebbe presumere. Si tratta di correggere i tempi di questi avvenimenti? Se così fosse la Piramide farebbe retrocedere di colpo l'origine di Babilonia alla contemporanea esistenza di Atlantide, indicando in Babilonia stessa una parte della storia del Continente scomparso.

    Gli storici mesopotamici, che affermano che "tutto dipende dal diluvio mesopotamico", trovano in quest'ultima scoperta la conferma della loro tesi. dovrebbero, però, far risalire quel diluvio al contemporaneo "scempio delle acque" concernente Atlantide, perché si tratterebbe del medesimo evento.

    L'epopea del re Gilgamesh, con la quale è stato tramandato il diluvio mesopotamico prima, quello biblico poi, racconterebbe la fine della civiltà di Atlantide secondo la cultura e i nomi propri alla sua tradizione. Allo stesso modo sarebbe stato fatto dalla cultura ebraica.

    Questi frammenti di storia, liberati dalla "confusione linguistica", si rivelano tessere di un mosaico, che è espressione dell'unica civiltà che abitava la Terra e che parlava una sola lingua: la Civiltà di Atlantide.

    È ovvio che i Babilonesi con Utnapishtim, gli Ebrei con Noè e gli egiziani posteriori alla costruzione delle Piramidi, avendo tutti dimenticato la loro discendenza, fanno della "Storia Unica" tanti diversi "frammenti", ognuno dei quali fatto risalire a tempi e ramificazioni differenti dei loro popoli.

    È ancora questa la perdurante confusione linguistica seguita alla distruzione della "Torre di Babele".

    Al riguardo Tucidide, accennando alle difficoltà incontrate nel dedurre chiarezza dai documenti storici raccolti, così scrisse: "gli uomini accettano gli uni dagli altri e riportano pedissequamente, e cioè senza nessuna personale e creativa ricerca critica, le voci che corrono sugli avvenimenti più antichi…

    Così i più mettono poca fatica nella ricerca della verità e si volgono di preferenza a copiare e ripetere i luoghi comuni più facili".

    Quale significato sottende la Torre di Babele? La scalata al Cielo!

    Ma è perché l'uomo non si perda nelle "cose del mondo", che l'inesorabile Legge cancella periodicamente o ciclicamente ogni traccia del suo progresso, affinché la storia non abbia mai memoria delle cose terrene. È questa la Torre di Babele,

  • Babele fu una delle prime città costruite dopo il Diluvio, nella quale Dio confuse la lingua di tutta la terra. Il nome deriva dal verbo balàl, che significa confondere. Gli abitanti del luogo, pensando che la loro città fosse sede del governo di Dio, asserivano che il nome fosse composto da bab porta e ilu Dio, e volesse dire porta di Dio.

    Il regno del malvagio Nimrod, ebbe inizio proprio a Babele, nel paese di Sinar, nella pianura alluvionale formata dall’Eufrate e dal Tigri. Non c’erano pietre da costruzione, perciò i costruttori ricorsero ai grandi giacimenti d’argilla.

    Il principale edificio della progettata città di Babele, ideata contro il volere di Dio, era una torre religiosa con la sua cima nei cieli. Non era costruita per l’adorazione e la lode di Geova, ma era dedicata alla falsa religione di origine umana, allo scopo di rendere celebre il nome dei costruttori.

    Comunque la data del tentativo di costruzione della Torre di Babele non è indicata nella Bibbia. Genesi 10:25 accenna che la divisione provocata dalla confusione delle lingue avvenne ai giorni di Peleg. Questo non vuol dire necessariamente che l’avvenimento avesse luogo alla nascita di Peleg. L’espressione ai suoi giorni indicherebbe anzi che la divisione non avvenne alla nascita o immediatamente dopo, ma in qualche tempo durante la sua vita, che dal 2269 a.E.V. si protrasse fino al 2030 a.E.V. Se dopo il Diluvio ogni uomo all’età di 30 anni avesse cominciato a generare figli al ritmo di uno ogni tre anni, con una media di un figlio maschio ogni sei anni, e questo fino all’età di 90 anni, in un periodo di circa 180 anni dalla fine del Diluvio cioè fino al 2189 a.E.V. la popolazione avrebbe potuto raggiungere un totale di oltre 4.000 uomini adulti. Questo numero tutt’altro che esagerato potrebbe ben conciliarsi con le circostanze relative alla costruzione della torre e alla dispersione della popolazione.

  • 1 decennio fa

    La torre di Babele è la leggendaria costruzione di cui narra la Bibbia nel libro della Genesi: 11,1-9.

    « Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese del Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuciniamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non dispenderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra"". »

    La torre, in mattoni, fu costruita sul fiume Eufrate nel Sennaar (in Mesopotamia) con l'intenzione di arrivare al cielo e dunque a Dio. Secondo il racconto biblico, all'epoca gli uomini parlavano tutti la medesima lingua. La torre era anche un simbolo di unità tra gli uomini e dell'umanità con Dio. Ma Dio creò scompiglio nelle genti e, facendo che le persone parlassero lingue diverse e non si capissero più, impedì che la costruzione della torre venisse portata a termine.La narrazione dà conto del progetto di Dio affinché gli uomini si dividessero la Terra e la popolassero; nel contempo spiega mitologicamente l'origine delle differenze di linguaggio tra gli uomini. Un'altra interpretazione del racconto, spesso impiegata allegoricamente nei secoli successivi, è quello di punizione per un atto di superbia, il tentativo di alzarsi al cielo; anche se questo può far pensare ad un Dio fantoccio che, dopo aver intrappolato l'umanità sulla Terra, gli impedisce di compiere l'atto di ricongiungimento (re-ligio) con il Dio Altissimo; la punizione sarebbe un gesto improprio per Dio nei confronti dell'uomo, che secondo ogni religione deve cercare con tutte le proprie forze di tornare a Dio elevandosi dalla miserevole condizione in cui giace sulla Terra. A proposito della tendenza divina ad agire impropriamente nei confronti dell'uomo (si veda peccato originale). Nella simbologia cristiana, pare significativo che durante la Pentecoste gli apostoli, tornando ad essere comprensibili da popoli parlanti lingue diverse, vincono la spaccatura originata a Babele da Dio stesso.È interessante notare che il parlare la medesima lingua, durante la costruzione della torre di Babele, sia in contraddizione con quanto riportato in Genesi 10 dove si legge che i figli di Noè avevano ciascuno un proprio territorio e una propria lingua. In questo racconto la differenziazione linguistico-culturale non avviene per punizione divina ma come processo naturale.Anche se bisogna tenere conto del fatto che è vero che al capitolo 11 si parla della torre di Babele e al capitolo 10 dell'episodio citato sopra però dobbiamo tenere conto che la Bibbia non è scritta per ordine cronologico come evidente da altre narrazioni bibliche.Lascia perplessi anche un altro confronto: gli uomini dicono di voler costruire la Torre per non essere dispersi sulla faccia della Terra; all'istante, Dio scende e li disperde sulla faccia della Terra, proprio perché gli uomini hanno cercato di evitarlo.È interessante anche notare l'uso, in questo capitolo biblico, del termine ebraico שם (Shem): nel versetto 4, gli uomini si accingono a costruire la Torre per farsi un nome, acquisire fama (שם); al termine del racconto della Torre, al versetto 10, comincia la genealogia di Sem (שם) che significa proprio nome o fama, come se il personaggio di Sem rappresentasse simbolicamente il nome che gli uomini hanno appena acquisito; le parole pronunciate da Dio durante il suo intervento, infatti, non hanno un tono punitivo, e l'intero episodio della Torre può essere letto non in chiave punitiva ma come la realizzazione di un piano di Dio stesso. Nel versetto 9, si legge che «il Signore ... disperse coloro di là sopra la faccia di tutta la terra». Anche qui compare il termine ebraico שם, che può significare anche là. Questo versetto può quindi anche essere letto come: il Signore ... diffuse coloro dal Nome sopra la faccia di tutta la terra, dando al racconto un carattere decisamente positivo e costruttivo: immediatamente dopo viene data, infatti, la genealogia del Nome... ed essendoci una certa corrispondenza, nelle Scritture, tra nomi e luoghi, la genealogia di Sem può venir identificata proprio con la diffusione degli uomini (costruttori della Torre) sulla Terra.Dal punto di vista archeologico, si fa corrispondere la biblica Torre di Babele alla gigantesca ziqqura

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