Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Cosa ne pensano gli atei dei miracoli?

Come negano il fatto che siano il frutto di un essere divino?

Solo risposte di atei o di religiosi che comunque mi dicano il punto di vista ateo rispetto ai miracoli.

24 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Semplice.. i miracoli sono solo storie! Non ci sono prove concrete che siano avvenuti!

    Sono solo storielle che si tramandano di orecchio in orecchio... sono tutte cavolate inventate ad arte!

    Sono tutte cose portate all'eccesso.. sono una marea di cavolate, non è vero niente!

    Non hanno alcun senso logico

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Religio in latino significa superstizione.

    I miracoli, intesi come “sospensione delle leggi di natura”, non esistono: anche secondo alcuni teologi moderni come Durfur e Fitzmyer o di esponenti del clero cattolico come Jaki Stanley, le cui teorie sono ormai state largamente accolte, anche da parte del clero, i fenomeni miracolosi sfrutterebbero meccanismi naturali. Secondo questa tesi, Dio si servirebbe delle leggi fisiche per inviare agli uomini segnali che li inducano a credere in lui.

    Dal punto di vista logico, la credenza nel miracolo è una offesa a Dio, perché il miracolo sarebbe un’implicita ammissione che Dio stesso ha sbagliato: avendo tralasciato qualche regola o meccanismo in quella natura che egli ha creato, essa risulterebbe imperfetta e genererebbe dolore e sofferenza. In sostanza, secondo l’opinione del filosofo Voltaire, il miracolo apparirebbe come una sorta di riparazione di Dio che deve ricorrere a interventi straordinari per correggere errori e dimenticanze proprie.

    Inoltre come concepire, senza offenderlo, che l’Onnipotente abbia creato un cosmo infinitamente grande e complesso, con galassie, miliardi di stelle, pianeti, nebulose, leggi fisiche estremamente raffinate come la meccanica quantistica e la relatività generale, per poi adottare espedienti da circo equestre (statue lacrimanti, effetti ottici in cielo, ecc.) per sbalordire gli uomini? Se un uomo non prova stupore davanti al firmamento, perché dovrebbe sbalordirsi per i miracoli?

    Osservò poi il filosofo Kant: il fatto che Dio distribuisca guarigioni in modo assolutamente parziale ad un limitato numero di persone, rappresenta una profonda ingiustizia di una divinità iniqua e perversa. Per quale motivo, dei 300 milioni di pellegrini che in 145 anni sono andati a Lourdes a chiedere la guarigione, solo 66 (datodi fine 2002) hanno ottenuto un miracolo (riconosciuto dalla Chiesa)? Chi dispensa miracoli agli induisti, ai buddhisti e agli altri 5 miliardi di persone al mondo che non sono cristiane?

    Su questi argomenti voi credenti non capite o non volete capire, ma soprattutto non sapete utilizzare gli attrezzi del mestiere, ossia non conoscete i fondamenti teorici della dottrina alla quale affermate di appartenere.

    P.s.

    Esempio di Lourdes: una percentuale dello 0,0022% (66 miracoli su 3 milioni di malati) rappresenta un dato pessimistico rispetto al dato riguardante le guarigioni insiegabili che normalmente si verificano inambito ospedaliero o domestico. Questo vuol dire che ci sono maggiori probabilità di ottenere la guarigione restando nel proprio letto o in ospedale, piuttosto che recandosi a un santuario.

  • 1 decennio fa

    il fatto che avvengano cose inspiegabili non è sinonimo del fatto che siano "di origine divina".

    Storicamente sono milioni i "fatti inspiegabili" del passato che oggi sono largamente spiegati, dunque non sono più "miracoli" ai nostri occhi.

    Poi se esistesse qualche miracolo... quello di San Gennaro è stato riprodotto in laboratorio.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    no devi dimostrare te che un fatto che non capisci e non sai come sia avvenuto sia merito di un essere divino.

    ma dal momento che lo ritieni un fatto misterioso è inspiegabile (ovvero un miracolo) non puoi dimostrare che sia opera divina perchè non lo sai spiegare.

    quindi ecco quello che penso dei miracoli, sono fatti che non sappiamo ancora spiegare, ogni giudizio in merito è sospeso fino a che non emergano dati significativi a riguardo.

    aggiungo che ogni tentativo di fare congetture su un fatto di cui si dichiara esplicitamente ignoranza del meccanismo che lo ha provocato è un tentativo illogico, pieno di pregiudizi, sciocco, prevenuto, irrazionale e pure un po' stupido.

    Fonte/i: owned...
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io, da ateo, non ho mai assistito ad un'avvenimento che possa essere definito tale. Qual'ora ne vedessi uno, forse potrei anche ritornare sui miei passi.

    Per curiosità, visto che ne parli con tanta leggerezza quasi come fosse una cosa comune, potresti dirmi a quali e a quanti miracoli hai assistito tu? Ma soprattutto, mi diresti che cosa intendi tu con miracolo?

  • 1 decennio fa

    Corbezzoli !!

  • Garuda
    Lv 4
    1 decennio fa

    Secondo me i miracoli non sono altro che manifestazioni di fenomeni naturali di cui non conosciamo le leggi ed il loro svolgimento. Se il tuo Dio intendesse veramente dimostrare la sua esistenza a noi poveri miscredenti, farebbe qualcosa di più sensazionale, tipo bussare alla porta della mia casa con la sua vera forma oppure rispondere a tutti i miei perché

  • 1 decennio fa

    I miracoli sono qualcosa che non sappiamo spiegare. C'è chi come me sospende il proprio giudizio a riguardo, c'è chi invece tira in ballo la propria divinità.

    Ognuno interpreta i segni della natura nel modo che preferisce.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    da ateo penso che ciò che non è spiegabile scientificamente non deve per forza essere ricondotto all'opera di un presunto dio, smettiamola di adottare la religione come via di fuga per ciò a cui non si trova una soluzione razionale... chi crede in dio solo perchè "non c'è altra spiegazione" trovo che sbagli in partenza, i valori su cui basarsi sono ben altri... dio non serve a tappare i buchi che lascia l'uomo

  • 1 decennio fa

    Non ci credo, non esistono fatti che provano la loro esistenza.

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