Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Per quale motivo i Greci praticavano sacrifici cruenti?

12 risposte

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    Nel trattato Sull'astinenza dalle carni degli animali (II, 29/30), Porfirio riporta questo mito arcaico:

    «Nei tempi antichi gli uomini sacrificavano agli Dèi i frutti, ma non gli animali, e neppure li usavano per nutrirsi. Nel corso di un pubblico sacrificio celebrato in Atene, un certo Sopatro, che non era originario della regione ma lavorava la terra nell’Attica, aveva deposto sulla tavola liturgica, in evidenza, per sacrificarli agli dèi, una focaccia e altri dolci, quando sopraggiunse un bue, che tornava dal lavoro, divorò in parte le offerte e in parte le calpestò. Preso da furia dinanzi a ciò che accadeva, e visto qualcuno che, non lontano, stava affilando un’ascia, Sopatro la afferrò e colpì il bue. Morto il bue, riscosso che fu dalla furia, egli prese coscienza di quale atto avesse compiuto. Allora seppellì il bue, e fuggì di sua volontà, in esilio, verso Creta, come se fosse colpevole di empietà. Venne la siccità, con una terribile penuria di frutti. Le autorità pubbliche di Atene consultarono il Dio, e l’oracolo di Apollo: la Pizia diede il suo responso: l’esule a Creta avrebbe risolto la situazione e, se avessero punito l’uccisore e avessero rimesso in piedi l’ucciso in quel rito sacrificale che appunto lo aveva ucciso, sarebbe andata meglio, a condizione che si cibassero dell’ucciso e non se ne facessero scrupolo. Il responso avendo elargito delle spiegazioni su quanto si fosse fatto evento, si scopersero le azioni di Sopatro. Egli si sentiva colpevole, e pensò di liberarsi dall'ostilità che si raccoglieva su di lui, minacciosa, se fosse riuscito a convincere i Cretesi a commettere la stessa cosa che lui aveva commessa. Disse a ciascuno che incontrava sul suo cammino, che occorreva il sacrificio di un bue ad opera della città, al fine di rendersi il Cielo propizio. Trovandosi nell’imbarazzo di scegliere colui che si sarebbe risolto ad uccidere l’animale, ed essendo sacrilega l'eventualità in cui tutti avessero partecipato all’uccisione, Sopatro si offrì; a condizione che fosse assurto a cittadino e che gli abitanti acconsentissero ad essere complici dell’uccisione, che l’uccisione fosse messa in comune. Tutto ciò gli fu accordato. Si ritornò in città e si regolarono le cerimonie perpetue nello stesso modo in cui ancora oggi si svolgono. Si sceglievano delle vergini come portatrici dell’acqua; l’acqua che serviva per affilare l’ascia e il coltello. Affilati che li avevano, si dava l’ascia in mano a qualcuno che se ne serviva per colpire il bue; mentre questi lo colpiva, un altro, con il coltello, lo sgozzava. Lo scorticavano e tutti ne mangiavano, senza farsene scrupolo. Si cuciva la pelle del bue, lo si riempiva di fieno, lo si metteva eretto, nella stessa posizione che aveva avuta, quando era stato vivo, e lo si attaccava all’aratro, come quando aveva arato. Si spandeva la voce sull’uccisione: si sottoponeva a giudizio chiunque vi avesse preso parte, chiedendogli di giustificarsi. Tra questi, le portatrici d’acqua indicavano, come i piú colpevoli, coloro che avevano affilato l’ascia e il coltello; questi ultimi accusavano coloro che avevano dato loro l’ascia e il coltello da affilare. Questi ultimi accusavano colui che aveva sgozzato; questi infine accusava il coltello, il quale, non avendo voce per difendersi, era giudicato e condannato, quale colpevole del crimine. Da quei tempi, sino ai nostri giorni, sull’Acropoli di Atene, nello svolgersi delle Dipolie, si sacrifica un bue, nello stesso modo fin qui descritto. Dopo aver deposto su una tavola liturgica la focaccia e altri dolci, li fanno girare intorno a diversi buoi scelti, e quello che assaggia l’offerta è sgozzato. … e si finisce, gettando il coltello in mare».

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  • 1 decennio fa

    "Cruenti"? Loro sacrificavano perlopiù animali, i Cristiani sacrifica(va)no perlopiù umani...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    era una forma teatrale discendente dai fescennini.in pratica venivano uccisi e costretti ad avere rapporti sessuali sul palcoscenico i condannati a morte

  • Anonimo
    1 decennio fa

    per onorare le divinotà e rendere loro omaggio.spesso infatti le divinità stesse chiedevano sacrifici agli umani.un esempio chiaro è quello di Agamennone agli inizi dell'Iliade;per avere il vento favorevole per la partenza per la guerra sacrificò la figlia Ifigenia alla dea Artemide.

    un altro esempio è quello di Cassandra, figlia di Priamo, re di *****; fu sacrificata al termine della guerra dagli Achei.ossia i Greci, sulla tomba di Achille per rendere omaggio all'eroe e agli dei.

    per i Greci era assolutamente normale sacrificare sia animali che umani perchè faceva parte della loro cultura e della loro tradizione.

    chi si rifiutava di fare un sacrificio al dio veniva punito e su di lui incombeva una sottospecie di "maledizione" per l'atto di ubris ovvero di vigliaccheria, che si riversava non solo su di lui ma anche sui suoi discendenti, provocando sciagure e sfortuna in tutto il casato.

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  • 1 decennio fa

    perchè dovevano offrirli agli dei, infatti molti di anni fa è strato trovato in grecia un corpo che era stato sacrificato sgozzandolo e vicino c'erano dei canaletti che servivano per raccogliere il sangue

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Perchè credevano che una dea/o fosse il loro Dio

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Perchè pensavano che offrendo sacrifici di animali agli Dei fosse propizio per varie imprese o azioni.

    Ora ci si inginocchia davanti a due assi di legno, le manie cambiano.

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    Cipster, Cassandra venne accoppata da Klitemnestra ed Egisto assieme ad Agamennone quando tornarono a Micene.

  • 1 decennio fa

    ere la loro cultura e tradizione

  • 1 decennio fa

    xkè non avevano la tivù xD

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