LA NUOVA INFLUENZA SUINA A1h1N1?

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L'epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l'unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell'influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola "pandemia" fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la precedente definizione prevedeva. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. In realtà la mortalità potrebbe essere ancora inferiore, perché in genere i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può morire di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell'inverno australe (che coincide con l'estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell'inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno "normale" i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età; l'influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l'influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l'influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.

-I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l'azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di circa mezza giornata la durata dei sintomi dell'influenza. Né va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l'Oseltamivir contro l'A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici. Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l'influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, e il risultato fu un'epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillain-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un'influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l'errore del 1976.

Un'altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

QUESTO è TUTTO CIO' che ho letto qst mattina,Ci sono diversi pareri sul vaccino e io nn so' a chi dar retta..molti dottori,prediatri son contrari a far vaccina i piccoli...il mio pediatra ad esempio dice che i piccoli devono esser vaccinati..ma parlando e leggendo noto diversi risposte!!!Voi cosa ne pensate a proposito..???

5 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Sono d'accordo con quasi tutto quello che hai scritto.

    Aggiungerei alcune piccole cose: innanzitutto la microbiologia ci dice che la possibilità di aumento della virulenza del virus A/H1N1 potrebbe essere secondaria a una grande circolazione *naturale* del virus: se il virus *vivo* circola in individui e incontra dei cuginetti, può scambiare con essi materiale genetico e diventare un po' più cattivo. Quindi, la vaccinazione serve, tra l'altro, proprio a contrastare questo meccanismo, e non a favorirlo (e questo vale per tutte le vaccinazioni, non solo per questa !).

    Per quanto riguarda la vaccinazione dei piccoli, io penso che non bisogna dimenticare che la vaccinazione è *consigliata* e che la decisione va presa soprattutto sulla base delle condizioni di rischio dei bambini, quindi sul loro stato di salute generale, sulla eventuale presenza di controindicazioni all'assunzione di farmaci ecc. Purtroppo, in medicina non esistono regole generali, tutto va calibrato in funzione del paziente valutando bene rischi e benefici; perciò non posso risponderti se vaccinare i tuoi bambini, non li ho visitati e non posso, in tutta onestà, dirti di fare una cosa o l'altra.

    Fonte/i: Infettivologo
  • 1 decennio fa

    Io non mi vaccinerei.

    Forse se avessi un bambino piccolo in età scolare e vedessi che nella mia zona i casi di A H1N1 iniziassero a farsi numerosi ci farei un pensierino alla vaccinazione.

    Se il bambino fosse ancora più piccolo (asilo) ci farei due pensierini alla vaccinazione visto che a quell'età si rotolano per terra in continuazione e mettono in bocca tutto quello che trovano.

    In altri casi di persone adulte sane francamente non vedo la necessità di fare il vaccino con così tanta fretta

  • 1 decennio fa

    io ho un bambino con disturbo del comportamento probabilmente causato dalla somministrazione dei vaccini (in particolar modo morbillo-parotite-rosolia del 15° mese). Non glielo farei anche se fosse obbligatorio!

  • 1 decennio fa

    Evitate ogni tipo di vaccino.

    Fonte/i: medico
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  • wendy
    Lv 6
    1 decennio fa

    E' giusto che i bambini prendano le malattie sviluppando così i loro anticorpi e il loro sistema immunitario.

    No ai vaccini se non per patologie effettivamente pericolose (tetano, poliomielite, ecc.). Per l'influenza no.

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