Cerco materiale su differenze culturali tra italiani e cinesi?

salve a tutti!devo fare un piccolo progetto sulle differenze nella comunicazione non verbale (quindi gesti,distanza tra gli interlocutori,espressioni facciali ecc)tra due gruppi di persone, italiane e cinesi,omogenei per sesso ed età.. li dovrei ossrvare "dal vivo"purtroppo però non riesco a trovare nessuno..sapete dirmi alcune diffrenze che ci sono tra persone cinesi e italiane a livello di gestualità per esempio quando parlano???anche delle curiosità che conoscete..sennò anche siti o video dv potrei osservare qst genere di cose....grazie mille...

Aggiornamento:

Grazie per le informazioni che mi hai dato...sei molto gentile...senti mi sapresti dire qualcosa anche a proposito della distanza che c'è tra due interlocutori quando parlano se si toccano se sorridono spesso o altre cose di questo tipo?????grazie

Aggiornamento 2:

o anche se si baciano per salutarsi o si inchinano o s danno la mano...cose del genere

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Come dice Larissa alcune abitudini un po' disgustose erano presenti in ogni società contadina e vanno perdendosi, magari più lentamente , ma anche in Cina: sputare implica oggi una multa in quasi tutte le città e la gente usa il fazzoletto come ovunque (magari non il vecchietto con la bici carica di trouvailles, ma il cittadino medio si). Il ruttino discreto è ammissibile in molte società asiatiche e arabe, come segno di apprezzamento a fine pasto, ma anche questo va perdendosi e lo trovi ancora in qualche anziano o persone che vivono in aree di campagna.

    I gesti per indicare numeri hanno un'origine diversa dal... punto di inizio: in Cina si possono indicare con una mano i numeri da uno a 10, anzichè da 1 a 5 come da noi, per cui ovviamente la simbologia deve essere più varia.

    Il contatto fisico "personale" è più discreto, quindi vi è spesso una maggiore distanza e i baci e gli abbracci tra sconosciut o anche tra semplici conoscenti sono rarissimi. L'alta densità di popolazione in alcune situazioni rende però il contatto fisico "neutrale" molto comune e inavvertito dai più. Una certa rudezza di comportamento (spingere per scendere, saltare le code) è ancora diffusa nelle città minori, eredità della scarsità di risorse in tempi passati, ma quasi assente nelle giovani generazioni. Il contatto diretto degli occhi è spesso considerato scortese in una conversazione che non sia tra amici stretti. In un brindisi la persona meno importante tocca il bicchiere dell'altro tenendo il proprio bicchiere leggermente più basso. Il brindisi kanbei vuole che si vuoti sino all'ultima goccia del liquido contenuto nel bicchiere. Gli interlocutori in una conversazione sorridono spesso (come peraltro in italia) e a volte pronunciano fonemi esortativi per dimostrare attenzione alle parole altrui. L'inchino è molto meno formale e molto meno diffuso che in Corea o Giappone: è più diffuso un gesto con la mano o, di recente diffusione, e importata, la stretta di mano.

    Il galateo a tavola è diverso, a causa della diversa costruzione del pranzo. In un pranzo formale il tavolo è, di solito, rotondo. Un tavolo da ristorante accoglie fino a 10 persone. La persona più importante (o che paga, se al ristorante) siede con la faccia rivolta verso la porta di accesso del cibo (o del conto, per essere il primo a vederlo e bloccare eventuali errori di servizio). Il secondo più importante siede alla sua destra, il terzo a sinistra e così via alternandosi (il meno importante ha le spalle alla porta). I piatti di portata consentono di servirsi in comune (non si portano prima i cibi al proprio piatto) ma di recente appaiono sempre più spesso posate di portata, per evitare che tutti mettano le bacchette usate nello stesso piatto. Le bacchette e i cucchiai vanno sempre sistemati sui rispettivi appoggi e mai lasciate a fine pranzo "infilzate" nel cibo: ricorderebbero gli incensi votivi per i defunti.

    La scodella del riso può essere alzata con una mano e avvicinata alla bocca. I piatti, come da noi, no.

    Sempre sulla gestualità da conversazione, varia molto nelle diverse aree: dalle pacche sulle spalle del nord est (dongbei) dove in genere la gente si dice (per tradizione) sia più diretta ed estroversa ai semplici cenni del capo al sud.

    E' comune vedere uomini tra loro e donne tra loro, passeggiare conversando e dandosi la mano: ha solo un significato di amicizia e nessuna connotazione sentimentale o sessuale. L' irritazione è spesso espressa da una faccia annoiata o distante e non da una faccia irata. L'alzare la voce anche in condizioni di forte rabbia è considerato segno di debolezza e maleducazione (ma molti alzano la voce parlando al cellulare, anche quando la linea è ottima, a seconda della distanza fisica dell'altro utente). La distanza fisica tra due conversatori casuali e non noti uno all'altro è leggermente maggiore che in Italia.

    Chi ha il raffreddore spesso porta una mascherina in carta per evitare di infettare gli altri. E' comune, specie tra le donne, coprirsi parzialmente la bocca con una mano quando ridono.

    Gli spazi (e la privacy) diventano invece molto ridotti , oltre che nel caso della vicinanza neutra o di necessità (bus treni), all'interno del nucleo familiare ristretto

    Spero di averti dato qualche spunto

    Fonte/i: diretta: 14 anni di residenza in Cina
  • 1 decennio fa

    Non so che genere di ambienti e di persone Ivan65 frequenti quando va in Cina, ma posso affermare con cognizione di causa che nella sua risposta ci sono due affermazioni prive di qualsiasi fondamento.

    La prima è che tutti i cinesi ruttino a tavola: no, questo è una leggenda metropolitana. Ruttano solo i cinesi cafoni e maleducati, come dappertutto, peraltro.

    Le persone educate non lo fanno né in Cina né in nessuna parte del mondo.

    La seconda è che tutti i cinesi liberino rumorosamente le vie aeree superiori in due fasi, la prima attraverso il naso e la seconda attraverso la bocca.

    Anche questa è una leggenda metropolitana: solo i cinesi cafoni e maleducati scaracchiano.

    Vero è invece che non è possibile guardare alla TV una qualsiasi partita di calcio senza avere il voltastomaco: a parte le intemperanze di Totti ai mondiali, 9 volte su 10 in cui un calciatore viene inquadrato in primo piano, questi sputa.

    La cosa più irritante è che costoro fanno scuola... e un gran numero di giovani maschi italiani li imita.

    Se ci si sofferma a guardare i ragazzi dall'adolescenza ai 30 anni circa sarà facilissimo vederne un buon numero con la bavetta a fil di labbro sempre pronti a sputare come batraci.

    C'è da chiedersi come facciano le ragazze a baciarli... ma qui si va off-topic.

    Addendum:

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    A proposito di ruttare a tavola, segnalo che da qualche anno viene quotidianamente pubblicizzato un prodotto che nelle storie raccontate dagli spot - e anche nei dialoghi, soprattutto in quelli dell'ultimo spot in ordine di tempo, quello che si vede in questi giorni con Enrico Montesano e Antonella Clerici - non solo ha sdoganato come accettabile e motivo di una risata collettiva il rutto a fine pasto, ma ha perfino sdoganato il rutto femminile, dal momento che in tutte le pubblicità di quel prodotto sono sempre e solo le donne a ruttare e a far prima sorridere in modo discreto il cameriere, poi a far sghignazzare in modo sguaiato tutta la tavolata.

    Il dubbio sorge spontaneo: ma per essere à la page, adesso in Italia si deve ruttare a fine pasto?

    Da queste considerazioni si comprenderà che, se anche in astratto fossero vere le affermazioni di Ivan65 su cui ho eccepito, su questi due punti le differenze fra italiani e cinesi sarebbero nulle.

    Per fortuna non è così: cinesi e italiani sanno stare al mondo e salvo rare eccezioni sanno anche stare a tavola con buona creanza e con buona pace del - come recita il jingle - "Gran dessert che io vorrei".

    .

    Fonte/i: Famigliarità con moltissimi cinesi non cafoni nè maleducati e contemporanea osservazione delle persone che mi stanno intorno.
  • 1 decennio fa

    Ciao! Premetto che baso la mia risposta solo sulla mia personale esperienza e non su testi, fonti ufficiali o altro. Io, per lavoro, vado in Cina 2 - 3 volte l'anno e resto là circa 7 - 10 giorni. Le differenza più macroscopiche sono a mio avviso:

    1\ la distanza tra le persone è generalmente inferiore che da noi;

    2\ a tavola sono "terribili" in quanto non hanno il condizionamento del nostro Galateo; mangiando con le bacchette, tutto quanto non ha le dimensioni di un singolo boccone viene morso parzialmente e il resto viene riposto nel piatto; i liquidi vengono aspirati con risucchi imbarazzanti; tendono a pulirsi spesso le mani ma quasi mai la bocca. Il rutto è una prassi assolutamente comune, anche per le donne.

    3\ sono soliti liberare le vie aeree superiori (naso, bocca e gola) aspirando con forza e rumoracci imbarazzanti, per poi sputare il "risultato" nel primo posto disponibile (marciapiede, posacenere, ecc.);

    4\ hanno una gestualità molto sviluppata e frequente. Nel mondo gli italiani sono considerati tra i popoli che gesticolano di più, ma i cinesi, secondo me, ci battono alla grande;

    5\ quando contano con le dita, partono dal mignolo e proseguono con l'anulare e il medio. Per visualizzare il "3", quindi, fanno una specie di "ok" chiuso, con le tre ultime dita chiuse e non aparte;

    Al momento, non mi viene in mente altro... Spero possa bastare. Altrimenti, prova a ripostare la domanda e cercherò di ricordarmi altri particolari. In bocca al lupo per il progetto!

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