Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

raga 10 punti assicurati al più veloce......seattle la prima città a manifestare per la prima volta per il G8.?

raga mi sere una ricerca nn troppo lunga...che descriva però le cose più importanti su questo argomento...kiss....=)

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
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    Dal 30 novembre al 4 dicembre del 1999 circa 50.000 persone hanno protestato contro la terza conferenza dell’Organizzazione mondiale per il commercio (World trade organizzazion, Wto), convocata per avviare il Millenium round, un nuovo ciclo di negoziati per dare vita ad un’ulteriore liberalizzazione dei mercati. E’ stata una protesta collettiva senza precedenti sia il numero dei partecipanti sia per la natura stessa della mobilitazione. In primo luogo la dimensione cosmopolita: i manifestanti provengono da molti Paesi, per lo più appartenenti al mondo avanzato delle società. Non vi è un’organizzazione a livello internazionale che li chiama a raccolta, ma i collegamenti sono reticolari, la “parola” corre attraverso la rete. Internet infatti è divenuto un potente ed innovativo strumento di coordinamento, che riesce a mettere ad esempio in relazione gruppi dei paesi più poveri con quelli dei paesi ricchi. Quella di Seattle è stata definita come la prima grande protesta organizzata online.

    Per impedire ai delegati dei 135 Paesi di raggiungere il luogo dove si doveva svolgere la cerimonia di apertura del Wto vengono organizzati una serie di sit-in. I manifestanti, organizzati in gruppi di affinità autonomi ma in collegamento tra loro, si siedono per terra e si incatenano insieme per rendere più difficile la rimozione dei blocchi. Alla polizia, intervenuta per sgombrare le strade, i dimostranti non hanno opposto resistenza applicando le tattiche della non-violenza. Alcuni di loro travestiti da tartarughe, adottate come simbolo della saggezza e della non-violenza, si aggiravano tra la folla con il compito di evitare violenze. Purtroppo nonostante ciò piccoli gruppi di anarchici, i black block, sono intervenuti in modo violento, rompendo le vetrine di alcuni negozi di multinazionali, già sottoposte a campagne di boicottaggio con l'accusa di fare utilizzo di lavoro infantile o di prodotti geneticamente modificati.

    La critica principale del movimento è volta verso le multinazionali che, secondo gli aderenti, hanno un potere così forte da condizionare le scelte dei singoli governi verso politiche non sostenibili, da un punto di vista ambientale ed energetico, non rispettose delle peculiarità locali e dannose per le condizioni dei lavoratori.

    Seattle può essere definito come un momento di svolta, ma anche il punto culminante di un processo di integrazione di gruppi e organizzazioni attive in varie parti del mondo. Da lì in poi, ogni incontro al vertice su scala mondiale o europea è diventata un’occasione che fa convergere un’ondata di protesta di natura del tutto nuova.

    Dal 30 novembre al 4 dicembre del 1999 circa 50.000 persone hanno protestato contro la terza conferenza dell’Organizzazione mondiale per il commercio (World trade organizzazion, Wto), convocata per avviare il Millenium round, un nuovo ciclo di negoziati per dare vita ad un’ulteriore liberalizzazione dei mercati. E’ stata una protesta collettiva senza precedenti sia il numero dei partecipanti sia per la natura stessa della mobilitazione. In primo luogo la dimensione cosmopolita: i manifestanti provengono da molti Paesi, per lo più appartenenti al mondo avanzato delle società. Non vi è un’organizzazione a livello internazionale che li chiama a raccolta, ma i collegamenti sono reticolari, la “parola” corre attraverso la rete. Internet infatti è divenuto un potente ed innovativo strumento di coordinamento, che riesce a mettere ad esempio in relazione gruppi dei paesi più poveri con quelli dei paesi ricchi. Quella di Seattle è stata definita come la prima grande protesta organizzata online.

    Per impedire ai delegati dei 135 Paesi di raggiungere il luogo dove si doveva svolgere la cerimonia di apertura del Wto vengono organizzati una serie di sit-in. I manifestanti, organizzati in gruppi di affinità autonomi ma in collegamento tra loro, si siedono per terra e si incatenano insieme per rendere più difficile la rimozione dei blocchi. Alla polizia, intervenuta per sgombrare le strade, i dimostranti non hanno opposto resistenza applicando le tattiche della non-violenza. Alcuni di loro travestiti da tartarughe, adottate come simbolo della saggezza e della non-violenza, si aggiravano tra la folla con il compito di evitare violenze. Purtroppo nonostante ciò piccoli gruppi di anarchici, i black block, sono intervenuti in modo violento, rompendo le vetrine di alcuni negozi di multinazionali, già sottoposte a campagne di boicottaggio con l'accusa di fare utilizzo di lavoro infantile o di prodotti geneticamente modificati.

    La critica principale del movimento è volta verso le multinazionali che, secondo gli aderenti, hanno un potere così forte da condizionare le scelte dei singoli governi verso politiche non sostenibili, da un punto di vista ambientale ed energetico, non rispettose delle peculiarità locali e dannose per le condizioni dei lavoratori.

    Seattle può essere definito come un momento di svolta, ma anche il punto culminante di un processo di integrazione di gruppi e organizzazioni attive in varie parti del mondo. Da lì in poi, ogni incontro al vertice su scala mondiale o europea è diventata un’occasione che fa convergere un’ondata di protesta di natura del tutto nuova.

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