Anonimo
Anonimo ha chiesto in Elettronica di consumoMusica e riproduttori musicali · 1 decennio fa

Vorrei fare il dj!!!?

Ciao a ttt vorrei fare il dj e sikkome molti miei amici lo sn hanno imparato da soli a suonare consolle,mixer,synth...

Io ho la tastiera yamaha dgx305, va bn x suonare musica electro pop??

E potete darmi qualke dritta x imparare a suonare qst strumenti??(a parte la tastiera)

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    mi sa che stai facendo confusione tra dj e producer il dj suona con i giradischi cdj e mixer il produttore usa programmi pe produzione più pianole digitali....

    I “FERRI” DEL MESTIERE.

    Come ogni arte o mestiere che si rispetti, anche l’esercizio del mixaggio richiede i suoi “attrezzi”: innanzitutto il

    MIXER.

    E’ necessario che abbia un minimo di tre canali , uno per ogni piatto o lettore CD, più uno per gli ausiliari che possono essere il microfono, la piastra o il masterizzatore-lettore CD per registrare o mandare musica in sottofondo ecc.

    E’ indispensabile che il mixer abbia il PREASCOLTO, dispositivo che permette di ascoltare in cuffia un brano anche senza mandarlo in uscita, e ciò è indispensabile ai fini del mixaggio ( come vedremo più avanti ). Chiaramente qui stiamo parlando di mixaggio inteso come miscelaggio tra due dischi al fine di far ballare il pubblico in un locale o in una festa.

    Se parliamo invece di mixaggio discografico o live ( musica dal vivo con gruppo musicale ) il discorso cambia e sono necessarie almeno sedici piste con relativi equalizzatori ( parametrici o grafici ) ed altri dispositivi indispensabili in tal senso, ma di questo ne riparleremo più avanti, ora rimaniamo in discoteca!!!!

    PIATTI O LETTORI CD.

    Servono, logicamente, per poter fare in modo che i dischi o i CD suonino. E’ importantissimo che siano forniti di PITCH per la regolazione di giri ( variazione di velocità del brano ), anche questo dispositivo indispensabile ai fini del mixaggio.

    CUFFIE E MONITOR.

    Le prime servono per ascoltare il brano da mixare, i secondi per ascoltare la musica in uscita senza problemi di ritardo o risonanze.

    CONSIGLI PER GLI … ACQUISTI.

    Molto disinteressatamente, mi permetto di darvi qualche indicazione al fine di aiutarvi ad orientarvi meglio nel caso non aveste le idee chiare riguardo l’acquisto di un’attrezzatura professionale.

    Per ciò che riguarda il MIXER vi consiglio il DJM-500 o il DJM-600 della Pioneer ( 4 canali con preascolto , fader ed equalizzatore parametrico ) oppure la serie PS della Gemini ( 01, 02, 03, 04, tutti a tre canali con fader ) o l’UMX SE a 3 canali sempre della Gemini. Inoltre anche i modelli SMX ( 201 a 2 canali / 501 a 3 canali )e M( 303 e 304, a 3 canali ) della Stanton hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo. Non male anche la serie NUO ( 2, 3 e 5 ) della ECLER.

    Per ciò che riguarda i PIATTI ( per coloro, e sono tanti, che preferiscono lavorare con il vinile ) inizio subito con il consigliarvi i mitici SL 1200 MK2 della Technics ( da tutti conosciuti come MILLEDUE ) , giradischi con trazione diretta al quarzo che da più di 20 anni sono i preferiti dai DJ di tutto il mondo per la loro precisione, la maneggevolezza, la stabilità e l’affidabilità, nonchè il design, sempre attuale nonostante ormai sia da anni più che …maggiorenne. Il pioneristico PITCH per la regolazione dei giri a cursore laterale ha lanciato subito un Trend nel suo genere, ed il margine di regolazione +8 / - 8 è ottimale per quasi tutti i generi musicali. Ottimi anche il modello SL 1210 (diverso dai 1200 solo nel colore, nero anziché grigio ) e l’ SL 1200 MK 5e, la sua versione più aggiornata.

    Ottimi gli Stanton serie ST 150 ( in versione “braccio curvo” o “diritto”, a scelta ) e T 120 e il KAM, tutti molto simili ai mitici “ Milledue”.

    LE BPM.

    Per BPM si intende il numero di “battiti” che un brano “batte” (appunto) in un minuto. Ciò determina la velocità dello stesso ( avrete notato che tra due brani “veloci” ci sono comunque delle differenze non solo di ritmo ma anche di andatura ) e saperle calcolare è fondamentale ai fini del mixaggio ( più avanti ne vedremo il motivo ). Per avere un’ idea ancora più chiara del concetto di BPM provate a ballare su un brano Dance o House: ogni vostro passo di danza al ritmo è una BPM.

    O ancora, battete il piede seguendo il ritmo del brano e contate, sempre a tempo: ogni battuta e’ un numero, o un battito del vostro piede.

    A che pro bisogna saper calcolare le BPM di un brano? I motivi sono diversi e tutti fondamentali:

    1) Ai fini del mixaggio è bene accoppiare tra di loro brani che abbiano le BPM vicine , al massimo con un margine

    di + o – 4 BPM ( a parte casi particolari ).

    Esempio: un brano con 120 BPM va accoppiato con un altro che conti minimo 116 BPM e massimo 124 BPM.

    un brano con 130 BPM va accoppiato con un altro che abbia minimo 126 BPM e massimo 136 BPM

    e così via.

    Questo perché una modifica maggiore della velocità del brano altererebbe le sue caratteristiche, tra le quali, soprattutto,

    la tonalità ed il timbro delle voci. Va da sé che per ciò che riguarda i brani strumentali il discorso è meno rilevante.

    2) Una volta che si ha un’idea delle diverse velocità tra i brani a disposizione, diventa più semplice la regolazione dei giri del disco durante il mixaggio tramite il PITCH.

    3) La pratica del conteggio delle BPM dà modo di esercitarsi ad affi

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