johnny ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Chi vuole scrivere un racconto a 4 mani con me? Io ho scritto la prima pagina, chi vuol scrivere la seconda?

Guardai in alto e il cielo si divertiva a giocare a nascondino, ma io non avevo voglia di rincorrerlo, non avevo voglia di fare niente. Solo di lasciar passare il tempo, farmelo scorrere addosso come mani esperte che dal collo scendono sulla schiena, tonificando la massa muscolare, per troppo tempo rimasta contratta e in guardia come una sentinella in attesa del nemico.

<< Papà, papà, corri presto!>>. Era la voce di mia figlia Mariacarlotta.

Spostai lo sguardo verso quella bambina che correva verso di me. Aveva una matassa di capelli rossi, riccioli e due occhi azzurri, come i miei. Indossava un vestito bianco, con un grazioso grembiule ricamato.

La sua voce squillante continuava a chiamarmi.

<< Che c'è?>> domandai.

<< Briciola è salita sull'albero!>> si lagnò lei. Uffa. Come sempre aveva costretto il nostro povero gatto ad arrampicarsi sull'albero.

<< Oddio, un'altra volta? Va bene...>> mi alzai dal prato, spazzandomi l'erba ancora attaccata ai pantaloni e mi avviai a recuperare il compagno di giochi di mia figlia.

5 risposte

Classificazione
  • alpha
    Lv 4
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Questo accadeva due mesi fa. Prima che Kyra, la moglie che mi accoglieva con una tazza di the la sera, quella che mi massaggiava la schiena mentre le raccontavo la giornata al lavoro, ricevesse quella telefonata.

    << Scusami >> mi disse prima di avviarsi verso l'ingresso, dove il telefono che avevamo deciso di ignorare non aveva smesso di squillare.

    Non potei fare a meno di guardarla mentre saltava giù dal divano e correva con quei suoi passetti leggeri. Le lunghe gambe slanciate strette nei collant, i capelli bruni che sfuggivano dallo chignon, il gioco di perle che le pendeva sul petto. Scappare dall'Italia per cominciare una vita nuova in Inghilterra non era stato così difficile, insieme a lei. Cambiare lavoro, imparare una lingua, non c'era niente di impossibile se lei era con me, a fissarmi con gli occhi grigi un po' maliziosi, a ridere con quel suo tono particolare.

    << Come ha avuto il mio numero? >> la sentii chiedere << Pronto? >>

    Riagganciò ma non si mosse. Mi sporsi un po' in avanti per chiamarla, e la vidi nel riflesso dello specchio del salone portarsi una mano alla bocca, restare qualche secondo così, come in meditazione, per poi tornare da me.

    << E' successo qualcosa? >> le chiesi prendendole la mano.

    << Niente >> mi disse soltanto.

    Tre settimane dopo, quando mi ero già dimenticato di questo episodio, tornando dal lavoro la trovai in cucina, seduta accanto alla finestra che dava sul giardino.

    << Dobbiamo parlare >> disse.

    Quel giorno, scoprii due cose: mia moglie non era la donna che credevo. Mariacarlotta non era mia figlia. Il suo vero padre era morto tre settimane prima, appena due ore prima di quella telefonata.

    La sera stessa feci le valigie e lasciai il cottage. Ora vivo in un motel a pochi passi dal lavoro, ho venduto l'auto così ho più soldi da destinare al bere. Sono depresso, e ho tentato il suicidio. Tre volte.

  • 1 decennio fa

    << Vieni giù >> gridai << O ti butto giù scrollando l'albero! >>.

    Bom, basta.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mariacarlotta ansimava compiaciuta stringendo a sè il micino ke sgranava gli occhi e soffiava innervosito.

    <Cara, non stritolare il micio> la avverti io

    Lei mi rivolse uno dei suoi più bei sorrisi e mi precedette all'entrata con passo zelante

    <Ria! è pronto il pranzo! lavati le mani! Papà anche tu!> sorrise Kyra, la mia dolce metà

    ora continua tu! poi scrivo un'altro pezzetto ;)

  • 1 decennio fa

    Mi dispiace non posso aiutarti proprio non me ne intendo ma...

    STELLINA! *

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    <buon appetito>dissi io a tutti

    xD

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