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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 decennio fa

perché ci piacciono tanto i cattivi?

è una cosa che mi chiedo da tempo... prendiamo Star Wars: il personaggio più interessante è Darth Vader, tanto che gli hanno dedicato la nuova trilogia. Ken il Guerriero: Raoul è per molti (me incluso) il personaggio più amato, più del piatto protagonista. Hannibal Lecter è sicuramente uno dei personaggi più intriganti nella storia del cinema. E nel nuovo film di Tarantino non si può non ammirare il colonnello Landa... l'elenco potrebbe continuare a oltranza.

la mia teoria è che i cattivi ci piacciono proprio perché imperfetti: possono anche avere qualità eccezionali, ma ci sentiamo meno inadeguati in confronto a loro. La nobiltà degli "eroi senza macchia", al contrario, può risultare fastidiosa: "loro" sanno sempre cosa fare ecc.

è solo una mia ipotesi, mi piacerebbe ascoltare il vostro parere.

Aggiornamento:

caro nonno, anche senza bisogno dei film, basterebbe leggere Milton... magari non è il suo caso, ma il male affascina anche senza sentire il bisogno di praticarlo.

Aggiornamento 2:

Zaphod: è vero! Infatti mi sono scordato di aggiungere Wile Coyote XD

Aggiornamento 3:

Marta, invece a me Landa piace perché è un ******** a prescindere e non si nasconde dietro una "giusta causa", come fanno i bastardi (pazzi sadici anche loro), o i terroristi nella realtà. Lo trovo, a modo suo, più onesto.

13 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    amo i 'ragazzi cattivi' perchè hanno più spessore: hanno la possibilità di esprimere una più vasta gamma di emozioni. Il buono è buono, è assodato, è certo. Tuttavia il buono non sempre è vincente al di fuori del suo ruolo. Peter parker, ad esempio, è un secchione. I professori lo adorano ma i suoi compagni tendono ad isolarlo perchè troppo bravo e, in effetti, nella sua routine è quello che si definirebbe uno sfigato. Quando diventa spiderman, pur mantenendo il suo spirito di patate, immediatamente acquista 1000 punti fascino e per questo gli si passano anche le battutine cretine, anzi, si ride pure. Questa sua dualità ce lo fa sopportare al di fuori del ruolo da supereroe. In linea di massima sono tutti così, o quasi. Poi ci sono i supereroi 'particolari' e qui cominciamo ad entrare nella classifica dei miei preferiti. Uno su tutti wolverine. Fondamentalmente dalla parte dei buoni ma non si può dire che lui lo sia: ha un caratteraccio, se può infilarsi in una rissa non si fa pregare, piuttosto la provoca. Se si mette in testa di volere una donna è capace di mettersi in competizione con il leader del suo gruppo, vedi Cyclop. Insomma, fondamentalmente lui se ne frega e sarebbe pure coerente con se stesso se non fosse per quella sua umanità che lo obbliga ad intervenire se è il caso. Il cattivo, è cattivo. Punto. Tuttavia, quegli sprazzi di emotività controversa sono come dei lampi nel buio. Delle sorprendenti bordate alla nostra certezza, dei piccoli, minuscoli, dubbi acuminati che ci lanciano contro e che ci lavorano dentro tra 'se', 'ma', 'forse'. Minuscoli ragionevoli dubbi che ci lasciano aprire uno spiraglio e, ogni tanto, succede che anche il cattivo, anche il super cattivo, vuoi nel suo passato, oppure all'improvviso, faccia saltare tutto con un comportamento che contrasta fortemente con l'idea 'classica' che si ha su di loro. Questo lo chiamiamo umanità e come si può non provare un feeling improvviso, seppure inconscio, con quella creatura che ci fa concludere che sì, il cattivo è un gran ******** e deve pagare, tuttavia... Freddy Kruger di Nightmare, altro esempio, è uno dei cattivi per eccellenza, inoltre è orrendo, eppure è diventato un personaggio di culto, forte dei suoi 6 film, perchè ha un'ironia... ehm... graffiante. Così, tra un massacro e l'altro, quando sei impietrito dalla paura, dall'orrore e dall'impotenza, ti scappa un risolino. Valvola di sfogo per cui sei grato allo sceneggiatore e riesci ad arrivare alla fine della proiezione senza sentirti un quintale che ti schiaccia lo stomaco. Piccoli escamotages che un grande scrittore conosce bene, uno su tutti S. King. La gente si stufa presto dei personaggi bidimensionali: buoni o cattivi. La gente vuole il contrasto, vuole uscire dalla storia con delle domande, con delle riflessioni. I nostri personaggi cattivi reali, hanno quasi tutti molte sfaccettature, perchè questa è la realtà. Quindi è ovvio che più un personaggio la rispecchia, più ci appare interessante. L'umanità che ci fa protendere verso qualcuno non va intesa solo come 'bontà', ma può essere, appunto 'simpatia', una qualche sorta di debolezza, etc. e questo ci porta a pensare che accade perchè l'essere umano, bestia imperfetta e distruttrice, ha una potenziale positività che non può ignorare. Distocere, magari, c'è anche chi ha provato e prova ad estirparla, ma non ci riesce se non nello specifico contesto storico, che lo lega a quello temporale. Grazie a Dio. E' pur vero che la realtà è nettamente meno romantica, ma è per questo che la fiction ha grande successo, no? In fin dei conti, proprio perchè creature emotivamente sfaccettate, a noi ce ne frega ben poco di scavare nella personalità dei coniugi che hanno massacrato la famiglia di Erba, esempio, perchè il risultato non cambia, così come di entare nel vissuto di un pedofilo. E' vero che quasi sempre l'abusante è un abusato, ma questo modifica la gravità del suo reato? Al di là di tutto, questi cattivi, rimangono tali e non c'è battuta, passato o cambiamento che li rende diversi ai nostri occhi. Questo perchè noi li chiudiamo fuori dalla nostra vita. Però, se un giorno, qualcuno tornasse a parlarci di uno di loro sotto una nuova luce, magari la NOSTRA umanità ci porterebbe a dire: sì, il cattivo è un gran ******** e deve pagare, tuttavia... Questo processo mentale, gli autori ce lo fanno fare nel tempo di un film, nella storia di un libro racchiusa tra le copertine, per la durata di una puntata di una serie. Accellerano il tutto per legarci al personaggio che più è tormentato, contrastante, nei sentimenti, più ci coinvolge, ben oltre la coerenza della sua linea comportamentale e noi lasciamo che sia proprio perchè sono racchiusi in una dimensione che non è quella reale. Questo è il segreto del successo dei cattivi e dei super cattivi 'finti'.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ammiriamo la freddezza, l' impassibilità che mostrano nel compiere crudeltà, la genialità contorta di questi personaggi.

    Guardando nei film le azioni orrende che compiono, ti rabbrividisci, ma allo stesso tempo ti intrigano, perché loro non hanno paura, loro sono paura. Vedendo uno di questi personaggi, ti viene da pensare, questo ha il demonio dentro.

    Prendiamo l' esempio del tuo avatar, Pat Bateman, di American Psycho, ha sfondato il cranio del suo collega con un' accetta, perché ha prenotato un posto al Dorsia prima di lui... In due parole, non c'è un movente, lo ha ucciso per futili motivi. Tutti diremo: "È una cosa rivoltante"... Ma, chi di noi non ha mai avuto voglia di ammazzare uno che ci ha fatto un torto che va ad urtare la nostra sensibilità? Se non lo abbiamo fatto è solo per via delle possibili conseguenze. Quindi, se a noi intrigano questi personaggi, è per via del lato sadico che tutti abbiamo, ma che non possiamo tirare fuori.

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  • 1 decennio fa

    ci piacciono i cattivi perchè i buoni la prendono sempre in quel posto e di conseguenza i cattivi sono i "divi" della situazione...e cmq i registi tendono a mettere questi cattivi come personaggi irrangiungibili ,inimitabili, intelligenti ,(muscolosi),per noi miti...a volte facciamo noi la parte loro perchè ci piace dominare quel momento e tutto ciò che ci circonda che sappiamo che in quell'istante comandiamo noi la situazione...per molti non per tutti, i cattivi sono coloro che vanno avanti senza problemi ...mentre i buoni passano per scontati...scendono in secondo posto nella nostra mente ovviamente perchè il buono rappresenta il bene che molti non vogliono mostrare nella vita reale...invece il cattivo si lascia imitare per la sua bravura!... ciao un bacio

    Fonte/i: ti accendo una stellina che è "interessante" la tua domanda =)
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    A parer mio tendiamo ad ammirare i cattivi, perché esprimono liberamente una parte di noi stessi che tendiamo a freno; non siam santi riconosciamolo, i pensieri cattivi tentazioni ecc. li abbiamo e se son leggere ci cediamo, per le altre ci tratteniamo. Invece loro su quel punto di vista li vediamo liberi di esprimersi in tutte le loro forme ( il che non e una giustificazione o un complimento), molti eroi invece son perfetti, non sbagliano mai, non han parti negative, ecc. quindi si, .... li ammiriamo ma, nello stesso qual tempo li odiamo per la loro perfezione che noi non abbiamo, .... consapevoli pero... che e piu difficile essere un eroe, che non un malvagio! e questo in un certo senso ci irrita ancor di più ! perché ci fa sentir inferiori mentre se vediamo uno che sbaglia e noi no, ci sentiamo superiori diventiamo gli eroi della situazione! non facciamo gli ipocriti e cosi! l' uomo per quanto voglia far del bene per quanto sia buono resta un uomo e come ogni essere umano commette i suoi errori proprio cedendo a quel lato oscuro di noi stessi!

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  • Venom
    Lv 6
    1 decennio fa

    esprimono una parte di noi nascosta

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  • 1 decennio fa

    bè, i cattivi attraggono di più

    gli eroi sono noiosi, vincono sempre, insomma rompono! U_U

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  • sasa
    Lv 7
    1 decennio fa

    La mia teoria è perché escono dalla mediocrità e sono temuti. Forse una necessità di soddisfare quella parte di molti che subiscono a cui la vendetta viene negata per la propria indole.

    In altre parole : sono i miti dei vigliacchi

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  • 1 decennio fa

    Nella fiction, si sa quasi sempre dall'inizio che al buono andrà bene e al cattivo andrà male.

    Il cattivo si fa un mazzo così per tutto il film senza sapere che poi alla fine lo prenderà in quel posto. Dato che è quello che generalmente succede alla maggioranza delle persone scatta quindi un inconsapevole senso di solidarietà.

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  • ?
    Lv 4
    1 decennio fa

    perchè risvegliano in noi la nostra aggressività, cosa che non possiamo esternare quando siamo a lavoro o in giro.

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  • Marta
    Lv 5
    1 decennio fa

    Mah, non ne sono così convinta.

    Io Landa l'ho detestato, non vedevo l'ora che Aldo lo tagliuzzasse!

    A me piacciono da matti i buoni che diventano cattivelli e che agiscono con logica ferrea; per esempio, V, non è un buono, anzi, è vendicativo, violento, ma ha una logica di ferro e quindi mi piace; così come La Sposa di Tarantino o tanti altri personaggi che si vendicano dei torti subiti.

    Temo che i cartoni giapponesi, basati sulla vendetta e non sul perdono, siano stati deleteri!

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