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Peter Paul Mauser e la sua creatura?

Salve a tutti amici.

Ho letto diverse volte la descrizione del mitico mauser k98.

Ne sono rimasto affascinato,colpito,sconvolto positivamente.

E' uno strumento praticamente perfetto.

Mi chiedo come abbia fatto P.P Mauser a riuscire ad arrivare a pensare di creare un attacco per la baionetta che non risentisse delle vibrazioni della canna nell'atto dello sparo,oppure al fatto che la camera di scoppio sembra essere stata forgiata partendo da un bossolo 8 mm Mauser,direttamente dalla cartuccia che avrebbe contenuto.....cosi facendo è impossibile che il bossolo possa rompersi.

La mia domanda non è tecnica,volevo chiedere un paere personale a voi amici appassionati....secondo voi un progettista,in questo caso Peter Paul Mauser,come riesce a crare degli strumenti cosi accurati,robusti dotati di tantissimi piccoli accorgimenti pratici che rendono questi oggetti,questi strumenti,di altissimo valore in tutti i sensi?

Grazie.

1 risposta

Classificazione
  • abuelo
    Lv 7
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Premetto che sono molto poco obiettivo perché non ho mai nascosto le mie simpatie per il progetto di Mauser… comunque…

    io dico che P Mauser è riuscito a fare quel capolavoro che è il sistema mauser ’98 perché prima di tutto non era da solo, in quanto c’erano almeno altri due “geni” del calibro (è proprio il caso di dirlo) di Kropatschek e di Von Mannlicher, e poi perché il panorama dei fucili ad otturatore girevole-scorrevole era molto prolifico già da alcuni decenni, se non erro già dopo il 1860, quando le armi ad avancarica coesistevano con le moderne retrocarica a cartuccia (perfino Garibaldi aveva un Henry 1860 a leva – cioè il winchester di balla coi lupi).

    Prima di lui ci furono i Dreyse prussiani, i Gras, gli Chassepot, i complicati Carcano ad ago; poi arrivarono quelli veramente moderni come il Kropatschek e il “modernissimo” (perché PRIMO in assoluto ad usare le polveri infumi…) Lebel francese, ed eravamo appena nel 1886. Furono forse le polveri infumi a causare il “salto” generazionale: i calibri divennero più piccoli e veloci, e le armi si affinarono. È del 1888 il primo mannlicher “serio”, il kommissiongewehr; dello stesso anno, il Lee Metford di sua maestà britannica. Poi, se non erro è del 1889 l’enfield nr 1 mkIII (che arrivò fino alla seconda guerra mondiale) e del 1890 il modello austriaco M90 (già straight pull); infine, sono del 1891 i coevi mannlicher-carcano italiano e mosin nagant russo. Sono tutti (a parte gli enfield), chi più chi meno, bolt-action a due tenoni in testa.

    Nel 1893 arriva il primo, a memoria mia, dei Mauser: adottato dalla spagna e da molti paesi “satelliti” sudamericani (non c’era ancora la dottrina di Monroe). Si trattava di un otturatore a due tenoni in testa, che si armava in chiusura, già con il lungo estrattore a lamina non rotante e la sicura a bandiera a tre posizioni, e la scatola serbatoio a 5 colpi su due file a presentazione alternata. Il gruppo di scatto semplice ma geniale, con la leva dotata di due “gobbe” che conferivano la caratteristica dello scatto militare con precorsa, appoggio e sgancio. La cartuccia era letteralmente “avvolta” da tre strati di acciaio, contando la canna, il manicotto (il ponte anteriore di culatta) che la conteneva, e parzialmente la faccia dell’otturatore fresata per contenere il fondello.

    Però mancavano altre caratteristiche che arrivarono dopo. Ad esempio il modello 1894 svedese mi pare (NB: vado a memoria) introdusse la guida per il tenone sinistro e il foro di sfogo gas, mentre il 1895 era ancora sprovvisto della costolatura sul corpo (di questo son sicuro), con guida nel ponte posteriore, che comparve con il 1896 svedese il quale era dotato anche di una sicura contro lo sparo prematuro (sopra al grilletto, all’altezza del ponte posteriore).

    Il 1896 era già un capolavoro, senonché arrivò poi il modell 98… in primis aveva sì due tenoni in testa, ma ne aveva anche un terzo in coda (là dove il ’96 aveva la sicurezza contro lo sparo prematuro); altra novità importantissima, si armava già in apertura e non in chiusura (azione molto fluida); sarebbe bastato questo, per innovare decisamente, ma invece aveva anche una flangia di protezione dai gas per il viso del tiratore in caso di cedimento del bossolo e pressurizzazione dell’otturatore. Per non parlare dell’alzo, quel “lange visier” che fece scuola, e che poi fu cristallizzato (mi pare nel 1935) in quel capolavoro che fu il k98 con canna da 600mm.

    Insomma fu un progresso lento ma costante, i vari modelli evolutivi si possono ancor oggi esaminare uno per uno, come i vari stadi di un’evoluzione, prendendo in mano una delle varie ex ordinanze Mauser che si sono succedute dal 1893 al 1898, ognuna delle quali detiene un pezzetto di storia da raccontare…

    Il mio parere personale è che P Mauser aveva talento, ma che si applicò anche molto e non fu il solo a studiare queste nuove armi, ma era in buona compagnia. Il suo k98 è un capolavoro e lo dimostra ancora oggi. Manovrarne uno dà una sensazione di solidità che pochi bolt-action possono ancora dare. Non per nulla moltissimi dei fabbricanti di oggi ripropongono il progetto mauser riprodotto integralmente; non per nulla lo springfield 1903 fu una copia non autorizzata del mauser; non per nulla le azioni winchester modello 70 e remington 700 sono delle copie (estrattore a parte) delle azioni mauser. Anzi, il mod 70 pre ’67 era se non erro una copia conforme, completa di estrattore a lamina non rotante. Insomma copiato e ricopiato, perché rappresenta il punto di massima espressione dei bolt-action. Dopo di lui, nessuno. E ormai ne è passato di tempo… difficilmente credo verrà spodestato, e il “trono” se l’è guadagnato in 110 anni di storia.

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