la serotonina è il neurotrasmettitore del benessere? e perche'?

la serotonina è il neurotrasmettitore del benessere? e perche'?

ma è l unico trasmettitore che abbiamo nel cervello a dare questa sensazione di benessere o ve ne sono altri?

1 risposta

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  • 1 decennio fa
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    La serotonina viene chiamata "neurotrasmettitore del benessere" in quanto la sua azione si esplica a livello di altre sinapsi, aumentanto l'efficienza di quest'ultime. E' un derivato del triptofano (aminoacido), di fatti il suo nome chimicho è 5-idrossi-triptamina (5'HT).

    Vediamo un po' quali sono le sue funzioni (sarò breve):

    -il 90% della serotonina presente nel nostro corpo è utilizzata a livello delle cellule enterocromaffini dell'intestino, ed è fondamentale per il controllo della peristalsi

    -in tracce è presente nelle piastrine, con funzione importantissima nella coagulazione in seguito a danni tissutali

    -ha azione vasocostrittrice sui grandi vasi sanguigni della circolazione intracranica (diminuendo quindi la possibilità di emicranie, ed usata farmacologicamente proprio a questo scopo)

    -è un neurotrasmettitore ad attività neuromodulatrice nel Sistema Nervoso Centrale

    Visto che l'ultimo sembra l'argomento che richiedi, cercherò di spiegare, per quanto ne so, la sua funzione nel sistema nervoso centrale. Da notare che non conoscendo il tuo livello di preparazione su questo argomento cercherò di essere il più semplice possibile..se poi ti interessa qualcosa in più, basta chiederlo.

    -i neuroni, cioè le cellule eccitabili del sistema, hanno contatti tra loro denominati sinapsi, che permettono la modulazione della trasmissione dell'impulso nervoso. L'importanza di queste "stazioni" lungo una singola via nervosa si evince nella regolabilità che esse acquisiscono: se non ci fossero fermate intermedie, ogni stimolo sarebbe identico a quello precedente, e la variabilità sarebbe pressocchè assente; invece ad ogni stazione (neurone) arriva una quantità rilevante di stimoli che vengono integrati e "sommati", il neurone così fa una piccola somma tra stimoli eccitatori e stimoli inibitori e "decide" se dare il via o non ad un altro stimolo che viaggia lungo la via nervosa (da notare che ogni stimolo non è altro che un flusso di ioni tra le membrane, e che la sommazione non è una vera decisione del neurone, ma un evento elettrochimico biologicamente regolato).

    -in tutte le vie nervose quindi, ci sono queste stazioni intermedie che le regolano finemente e ne determinano l'andamento

    -in prossimità di determinate sinapsi,talvolta ci sono altre sinapsi particolari (sinapsi asso-assoniche), che hanno il ruolo specifico di regolare la trasmissibilità di un segnale tra i 2 neuroni che sono coinvolti in quella sinapsi

    -ecco, la serotonina spesso agisce in questi distretti, determinando un allungamento del tempo in cui un neurotrasmettitore permane in un bottone sinaptico, aumentando le possibilità dell'innesco di un potenziale d'azione (neurotrasmettitore eccitatorio) o diminuendole (neurotrasmettitore inibitorio)

    -questo è il meccanismo secondo il quale la serotonina influisce sulla motivazione di una determinata azione. Carenza nella stimolazione serotoninergica a questo livello porta a depressione ed aumento porta ad una sensazione di superpotenza tipica delle droghe eccitanti (cocaina, anfetamine ed alcuni medicinali antidepressivi come il prozac) che agiscono proprio determinando una permanenza maggiore della serotonina nel bottone sinaptico

    Ovviamente esistono anche altri circuiti serotoninergici (che funzionano utilizzando la serotonina come neurotrasmettitore) che non hanno funzione modulatrice. Alcuni di questi sono presenti nel sistema limbico e sono associati alla sensazione di piacere che proviamo in determinate situazioni (momenti emotivi forti, sesso, relax...). A proposito di questo, inserisco solo una curiosità: l'ingestione di cacao sembra avere un effetto positivo sull'umore proprio perchè ricco di triptofano, l'aminoacido dal quale si sintetizza la serotonina.

    Infine, si, esitono altri neurotrasmettitori ad azione modulatrice (istamina e dopamina, ad esempio) o associati al benessere, e sono per la maggior parte di tipo peptidico cioè endorfine ed encefaline. Queste sostanze vengono rilasciate nel circolo sanguigno, ma hanno anche azione nel SNC, in seguito a sforzi intensi o a stimoli dolorifici intensi. Danno quella sensazione che si prova quando, in seguito al dolore iniziale, si ha un affievolimento dello stimolo dolorifico che in alcuni soggetti può addirittura mutarsi in uno stimolo di piacere (da qui probabilmente le pratiche autolesionistiche...). A differenza della serotonina, però, queste sostanze agiscono a livello dei recettori del dolore inibendo la loro azione, provocando così uno stato di quiete dei sensi tipico degli oppiacei (oppio, morfina, eroina, metadone...).

    Spero di aver centrato la risposta.

    Ciao!

    Fonte/i: studente di medicina
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