Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

L'amico devoto di Oscar wilde?

leggete il brano e aiutatemi a fare l'esercizioo

il brano è questo:

Il piccolo Hans aveva moltissimi amici, ma l’amico più devoto di tutti era il grosso Hugh, il Mugnaio. E veramente il ricco Mugnaio era così devoto al piccolo Hans, che non passava mai vicino al suo giardino senza chinarsi sul muro e cogliersi un bel mazzolino profumato, o una manciata di erbe dolci, o senza riempirsi le tasche di susine e ciliegie se era la stagione della frutta.

“I veri amici dovrebbero avere tutto in comune”, era solito dire il Mugnaio, e il piccolo Hans annuiva e sorrideva, e si sentiva fierissimo di avere un amico dalle idee così nobili.

A volte, per la verità, i vicini trovavano strano che il ricco Mugnaio non desse mai niente in cambio al piccolo Hans, benché avesse cento sacchi di farina messi via nel suo mulino, e sei mucche da latte, e un grande gregge di pecore lanose; ma Hans non badava a queste cose, e nulla gli dava maggior piacere dell’ascoltare tutte le cose meravigliose che il Mugnaio soleva dire sull’altruismo della vera amicizia. Così il piccolo Hans lavorava nel suo giardino. Durante la primavera, l’estate e l’autunno era molto felice, ma quando veniva l’inverno, e non aveva frutta né fiori da portare al mercato, pativa il freddo e la fame, e spesso doveva andare a letto senz’altra cena che qualche pera secca o qualche nocciolina. Durante l’inverno era inoltre estremamente solo, dato che allora il Mugnaio non lo veniva mai a trovare.

“Inutile ch’io vada a trovare il piccolo Hans finché c’è la neve”, soleva dire il Mugnaio alla Moglie, “perché le persone quando sono nei guai vanno lasciate sole, e non seccate con le visite. Almeno questa è la mia idea dell’amicizia, e sono certo di avere ragione. Così aspetterò fino a primavera, e allora andrò a fargli visita, e lui potrà darmi un cesto pieno di primule, cosa che gli farà tanto piacere.”

“Certo tu ti dai una gran pena per gli altri”, rispondeva la Moglie dalla sua comoda poltrona accanto al gran fuoco di legna di pino, “una gran pena davvero. Fa proprio piacere sentirti parlare dell’amicizia. Sono certa che neppure il parroco in persona saprebbe dire cose così belle.”

“Ma non potremmo invitare qui il piccolo Hans?”, chiese il figlio più piccolo del Mugnaio. “Se il povero Hans se la passa male, gli darò la metà della mia zuppa d’avena, e gli mostrerò i miei conigli bianchi.”

“Che ragazzo sciocco sei!”, esclamò il Mugnaio. “Veramente non so a che serva mandarti a scuola. A quanto pare non impari nulla. Ma come! Se il piccolo Hans venisse qui, e vedesse il nostro fuoco caldo, e la nostra buona cena, e il nostro barile di vino rosso, potrebbe provare invidia, e l’invidia è una cosa terribile, capace di rovinar la natura di chiunque. Non ho certo intenzione di permettere che la natura di Hans si rovini. Sono il suo migliore amico, e lo veglierò affinché non sia indotto in nessuna tentazione. E poi, se venisse qui, Hans potrebbe chiedermi di prestargli un po’ di farina a credito, e questo non potrei mai farlo. La farina è una cosa, e l’amicizia è un’altra, e non bisogna confonderle.”

Ebbene: non appena l’inverno fu finito, il Mugnaio disse a sua Moglie che sarebbe andato a trovare il piccolo Hans.

“Ma che buon cuore che hai!”, esclamò sua Moglie. “Pensi sempre agli altri, tu. Mi raccomando, non dimenticare i portare il cestino grande per i fiori”.

Così il Mugnaio scese il colle con il cestino al braccio.

“Buongiorno, piccolo Hans”, disse il Mugnaio.

“Buongiorno”, disse Hans, appoggiandosi alla vanga e sorridendo da un orecchio all’altro.

“E come te la sei passata tutto l’inverno?”, disse il Mugnaio.

“Be’, veramente”, esclamò Hans, “sei molto buono a chiederlo, molto buono davvero. Temo di essermela passata abbastanza male, ma adesso è arrivata la primavera e sono tutto contento, e i miei fiori stanno bene.”

“Abbiamo spesso parlato di te durante l’inverno, Hans”, disse il Mugnaio, “e ci siamo chiesti come te la cavavi.”

“Ma come siete stati gentili”, disse Hans, “avevo quasi paura che mi avessi dimenticato.”

“Hans, tu mi sorprendi”, disse il Mugnaio. “L’amicizia non dimentica mai. E’ questa la cosa meravigliosa dell’amicizia, ma ho paura che non riuscirai mai a capire la poesia della vita, tu. A proposito, come sono belle le tue primule!”

“Sì, sono proprio bellissime”, disse Hans “e sono proprio fortunato ad averne tante. Le porterò al mercato e le venderò alla figlia del Borgomastro, e con quei soldi mi ricomprerò la carriola.”

“Ricomprarti la carriola? Non vorrai dirmi che l’hai venduta! Che sciocchezza!”

“Be’, sta di fatto che ho dovuto”, disse Hans. “Vedi, l’inverno è stato molto duro per me, e veramente sono rimasto senza il denaro per comprarmi il pane. Così prima mi sono venduto i bottoni d’argento della giacca buona, poi mi sono venduto la catena d’argento, poi mi sono venduto la pipa grande, e da ultimo mi sono venduto la carriola. Però adesso mi ricomprerò ogni cosa.”

“Hans”, disse il Mugnaio, “ti voglio dare la mia carriola.

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    e le domande ????

  • Anonimo
    4 anni fa

    Dorian gray è senz'ombra di dubbio un capolavoro della letteratura mondiale, ma non è una fiaba! Le vere e proprie favole di Oscar Wilde sono : Il Principe felice Il gigante egoista L'usignolo e l. a. rosa L'amico devoto Il razzo eccezionale Il compleanno dell'infanta Il figlio delle stelle Il milionario modello Sono favole che Wilde scrisse in line with i figli con precisi intenti educativi, certo è che alcune sono di una tristezza sbalorditiva, in line with quanto assolutamente meravigliose, così come tutta l. a. sua copiosa produzione del resto! Buona lettura! Ciao

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.