Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

ogni rosa ha le sue spine...................?

così ogni uomo le sue sofferenze.

partendo dalla base che ognuno è responsabile di ciò che è e di ciò che sente, sofferenze comprese,allora a cosa servono tali tormenti?

io ho verificato che attraversando il dolore si cresce, ci si osserva,si può sbocciare a nuove consapevolezze, ma questa è la mia visione di vita sulla base di ciò che ho vissuto....mi aiutate a fare un collage di esperienze di vita , non tanto per rivangare passati che si vogliono magari scordare e non rivivere più ,a per trovare il perchè di quelle esperienze che ci hanno aiutato ad arrivare QUI-ORA a confrontarci, a portare la testimonianza di vita , esperienza osservata anche con il cuore che a volte sembra vada in frantumi , si è ritrovata una nuova forza e si è compreso che senza quella " DETERMINATA ESPERIENZA" non sarebbe potuto accadere......

allora tutto ha il suo perchè....

possiamo costruire il nuovo sulla base del vecchio?

Aggiornamento:

********

scrivo il mio pensiero, ma aspetto di condividere il vostro pensiero agganciato al CUORE!!

;-)))

******************

la sofferenza di vedersi dentro porterà frutti d'amore e donerà gioia a chi ha già il cuore all'erta e attende che nuove rose sboccino ancora più belleeeeeeeeeeee!!

**************

grazie a chi in-terr-verrà!!

Aggiornamento 2:

Grazie Saturno!! ;-)))

il trasloco mi ha messo " sottosopra" ahahah ma mi piaceeeeeeeeee sembra che tutto funzioni così .....come in cielo così in terra....ahahahahah

un abbraccione a te !

anche ad Adon.....un sorrisone Ragggianteeeeeeeee!!

10 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ogni rosa ha le sue spine, ma noi ne cogliamo soltanto la bellezza e la semplicità che ci esprime.

    Ogni Uomo è come una rosa, ma ci odiamo quando ci cogliamo per le nostre spine.

    Voglio cogliere in un battito di ciglio ogni più piccola sfumatura di profumo, ogni colore, di ogni fiore che chiamiamo Vita, prima che il vento m’inviti a danzare sull'ottava nota, che mi solleva in volo sopra l'ultima riga del pentagramma, felice di salutare le radici terrene, restituendo i miei petali uno a uno cullati nel vento, libera, libera dalle mie spine, dalle mie paure di volare, libera di regalare in ogni petalo ciò che sono stata.

    Mi piace aspettare il nuovo raggio di sole che sorge questa mattina, che piano avvolge le strade vuote e le case silenziose, che piano entra dalla mia finestra come a chiedere permesso.

    Mi piace avvolgermi nei miei pensieri, mi piace cogliere la brezza del mattino, ricca di muschio e di poesia.

    Mi piace questo ritmo rallentato, senza spazio e senza tempo, mi piace descriverlo.

    Quante cose si possono vedere in un battito di ciglio, se solo riuscissi a rallentare ancor più, a essere presente ogni secondo, ogni vita che si compie in un secondo.

    Cos'è questa se non l'eternità?

    Eternità!

    Attimo in cui la nostra felicità esprime la sua forma e si condensa in quell'attimo cui noi tutti crediamo, per quell’attimo, che il tempo si è fermato, rallentato a tal punto da essersi fermato.

    Cos'è il tempo, se non la nostra misura di felicità, cos'è la felicità se non la nostra eternità.

    Rido, nella mia condizione di finita eternità, felice di camminare in casa sollevata dal pavimento, felice di essere e non essere, felice di tutto e di niente.

    Felice di sorridere, di essere finita e infinita, di essere rosa e spina, di danzare col vento per poi tornare radice in terra.

    Felice di regalare a te, oggi, il mio sorriso, che nulla porta, ma ogni volta che strizzerai l'occhio alla vita, saprai che nulla vale di più e nulla dura più a lungo di un sorriso.

    Felice di essere una stella che non si cura delle spine, ma ti relaga il profumo di una rosa.

    Sempre felicemente e sorridente per tutti voi rose con poche spine

    Marianna

  • 1 decennio fa

    Il dolore è una componente della vita.

    Molti esorcizzano il dolore perche' lo temono altri ne fanno una religione, altri ancora pensano che fuggire dal dolore li allontana dalla possibilita' di soffrire...

    Ma non e' cosi'. Nessun uomo e nessuna donna desidera di soffrire, ma la vera consapevolezza e' accettare il fluire della vita e quando capita di incontrare la sofferenza, la si deve guardare in fondo agli occhi. E' dura, non lo metto in dubbio, ma e' sciocco pensare che soffrire vuol dire essere stati maledetti o semplicemente una casualita' chiamata jella...

    Il dolore quando arriva e ci fermiamo a guardarlo senza combatterlo allora si insegna...

    Ho imparato che il dolore e' come una porta chiusa che noi vorremmo aprire a tutti i costi ed e' proprio in questo sforzo immane e fuori tempo che il dolore cresce a dismisura..

    Non so se ci hai fatto caso, molte persone quando attraversano momenti bui, iniziano a pensare ai momenti belli credendo di farsi cosi' del bene, ma non e' vero, e' come ravanare il coltello nella piaga... perche' la realta' che si sta vivendo non e' quella. Quindi e' fuggire dalla realta' che non ci piace ma neppure siamo in grado di raggiungere quella realta' bella che stiamo ricordando.. cosi' il vuoto dentro...cresce a dismisura....

    Il dolore e la sofferenza sono sempre state la causa dei piu' grandi lavaggi mentali perpetrati dalla religione e dallo stato per assoggettare i popoli alla propria volonta'. Ricordo che mio padre mi diceva sempre che colui che crede di avere il potere su questa terra sia presidente o papa non fa differenza... gode nel mantenere il popolo ignorante e sottomesso.. Un popolo ignorante non si domanda nulla, non cerca l'origine delle origini.. si lascia influenzare dalla mente e dai suoi giochetti giustificativi...

    Non c'è un metro per capire se è sbagliato o giusto soffrire.. c'è il momento, il fluire della vita che non e' mai lo stesso.. Questa vita non puo' essere solo rose o solo spine, ma anche se cosi' fosse io ho compito di non lasciarmi influenzare dalle troppe spine e neppure dalle troppe rose...

    L'armonia e' cio' che devo raggiungere dentro di me.. e fuori di me...

    Belle le domande di stella rampicante....

    Angela

    Fonte/i: Al di la' dell'infinito che vive nel mio cuore e oltre la mente che giace ai piedi dei quadri di idee
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Occorrerebbe prima di tutto cancellare

    quell'informazione religiosa errata .....

    la vita dell'uomo si arricchisce maggiormente

    da percorsi di sofferenza.....

    questa è una delle tante castrazioni

    mentali, che hanno condotto

    l' essere a temere quasi le gioie della

    vita, perché sarebbe venuto meno alla sofferenza !

    La vita è un esperienza

    e tale doveva essere da noi vista e

    vissuta !

    Durante la vita c'è da tener conto

    di episodi per noi dolorosi , ma se visti

    come esperienza , possiamo ripercorrere

    a ritroso gli eventi per comprendere e cambiare !

    Vale molto nella vita non sentirsi

    dei poveri sfigati: qualsiasi intoppo

    lo si affronta meglio mantenendo alta

    la propria dignità di esseri umani !!!!!

    Ciao....bentornata !

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La tua logica è impeccabile, ma presenta un errore di fondo. Tu dici: noi siamo responsabili di ciò che siamo e di ciò che sentiamo, sofferenze comprese. Allora a che servono queste sofferenze?? Come è noto a tutti, le sofferenze aiutano a crescere perchè diventiamo più forti caratterialmente, più consapevoli così da evitare di ricommettere gli stessi errori e ritornare di nuovo a soffrire. Ma quindi, secondo il tuo ragionamento (spero che non abbia frainteso :D) siamo noi che decidiamo di diventare più forti e consapevoli, dato che siamo noi causa del nostro dolore...

    Io non penso che sia così. Se io sono così è perchè sono stato educato ad essere così. Se io sono debole caratterialmente è perchè mio padre mi ha pressato così tanto psicologicamente che io ho paura addirittura della mia stessa ombra... Io non c'entro nulla, quindi, non sono rensponsabile della mia sofferenza (perchè essere così fa soffrire, perchè nessuno ti accetta per il tuo carattere chiuso, timido e riservato).

    Però, soffrire in questo modo mi ha cambiato, mi ha reso più forte; in altre parole, mi ha fatto crescere. Certo, non è un bel modo di crescere, ma è una esperienza che comunque mi servirà nella vita. Se oggi sono più forte lo devo al mio passato e alle sofferenze che ho vissuto. Quindi, si può costruire il nuovo sulla base del vecchio, ma bisogna avere forza e coraggio per andare avanti e superare i momenti difficili e possibilmente senza perdere la Fede in Dio.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Carissima stellina, quoto le risposte di Angela B. e di Stella rampicante...

    Bellissime... si completano vero e oltre l'infinito..

    Mille bacini

    Alba

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non possiamo fare delle considerazioni superficiali sull'esistenza e sulla vita che appare come realta'. Questa è una delle epoche piu' belle dell'umanita' perche' vediamo crescere la consapevolezza e la liberta' e invece il fondamentalismo appare agli occhi di tutti come un'esasperazione religiosa che non si puo' piu' sopportare.. è troppo davvero!!!

    Fino a 50 anni fa la vita era legata ad un filo .. malattie che non si potevano curare, bastava un semplice taglio per andare in setticemia... e poi tifo, malaria, tubercolosi.. polmoniti hanno ammazzato piu' delle guerre. Senza contare le carestie, la miseria, la fame e lo stra-potere religioso e temporale che hanno segnato altrettante vittime. Inoltre ci sono le vittime di chi non aderiva al pensiero collettivo, venivano uccisi o imprigionati che per l'epoca voleva dire morte certa per le condizioni di vita che c'erano. Ma stavamo parlando della mente umana, dei problemi umani, delegare tutto ad un Dio immaginario o ad un piano immaginario potrebbe essere un falso intellettivo.... perche' sono nostre le responsabilita' delle nostre azioni, i nostri stessi pensieri.... Non possiamo pensare di poter mangiare un kilo di carne e berci dietro un litro vino e pensare di stare bene... e conciati cosi' cercare Dio... Le sensazioni che producono queste ssimilazioni potrebbero essere del tutto illusorie.

    Uno potrebbe dire che sono cose divine... ma sono piu' cose di-vino .

    Guardiamo l'aspetto della mente umana, il pensiero stesso dell'uomo ....dov'è indirizzato..?

    Perche' l'uomo si dibatte continuamente nella sofferenza...? Cosa si sente costretto a cercare..? Cosa deve raggiungere..?

    L'uomo cerca Dio e non sa nemmeno qual è la natura della sua mente... lo cerca in un posto indefinito dove deve andare a parare per rispondere ai suoi guai...e quando chiude gli occhi non sa piu' dov'è... si sente ottuso, e non sa piu' cosa deve diventare o essere. Ti sei mai chiesta perche'..?

    Tutti quelli che ci indicano una via.. che ci vogliono uniformare a qualcosa che dobbiamo essere o a qualcosa che dobbiamo raggiungere...anche questo potrebbe essere un falso intellettivo...

    La mente è portata a fantasticare anzichè ad una vera osservazione di cio' che siamo veramente. La nostra origine, l'origine stessa della mente, è questo uno dei grandi misteri della vita, perche' a qualcuno è concesso di sapere e perche' ad altri no. Prova ad immaginare il Papa che è convinto di essere la luce di Dio in terra.. anche questo potrebbe essere un falso intellettuale che poi dica :" fatemi santo subito.. fatemi santo subito..."...non serve proprio a nessuno... se non solo a se stesso.. gode da solo... Ma dove sta allora la vera definizione del dolore umano..?

    Ma anche questo appartiene ad un'eredita' del passato che voleva assoggettare gli uomini attraverso il dolore e la paura stessa del dolore, giocando proprio sull'istintiva avversione che l'uomo ha per la sofferenza. E pensare che in quei secoli si credeva che la terra era piatta, chi diceva il contrario veniva ucciso o imprigionato per essere meglio esorcizzato e per cercare a tutti i costi il diavolo dentro di lui... Ma la vera piaga dell'umanita' e' credere a tutte queste illusioni. Ma allora dov'è la realta' di noi stessi? Chi siamo noi veramente..? Cos'è il nostro corpo...la nostra anima...? Che significato ha la nostra esistenza nell'universo...? Che differenza c'è tra immaginare tutto e percepire tutto..? Qual è il limite umano..? Qual è quella condizione che non ci permette di superare questi limiti umani e di non arrivare al cuore della realta'? Qual è questo segreto che ci hanno sempre nascosto..? Ma perche' ce lo hanno nascosto c'è da chiedersi...

    Fonte/i: Fatemi santo subito.. fatemi santo subito...
  • 1 decennio fa

    ciao bellissima!!

    sembra che questa domanda sia fatta per il mio periodo...

    sono tutta piena di spine....

    spine che mi si conficcano addosso....

    ma sento anche che stò sbocciando.....

    perchè "grazie " a questo perido ...duuuro....

    mi stò fortificando,ripulendo e stò prendendo tutto ciò come...un esame che devo passare.....

  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa

    Ciao ;-)

    Concordo pienamente con la riflessione di Angela

    CiòUnCiaoPerTe ;-)

  • Anonimo
    1 decennio fa

    il dolore bisogna comprenderlo in modo diverso da come l'uomo procura ad altri o a se stesso il dolore.quando il vecchio si stacca dall'attaccamento ,procura dolore xchè le radici si sono ramificate e immerse fino al profondo dell'essere,e quando tali radici cominciano a staccarsi,lacerano l'essere stesso,fino a percuoterlo nella carne,tale processo serve x sdradicare fino all'essenzialità la vecchia appartenenza,il vecchio schema mentale,emotivo ma soprattutto spirituale che si è cristallizzato,x lasciar spazio alla nuova energia che rinnoverà l'essere. le basi essenziali dove si collocherà il nuovo devono rimanere,esse sono la pietra angolare dove si posa la pietra nuova del tempio interiore,il cui scopo dal non manifesto si proparrà alla manifestazione vera e propria.in questo periodo storico in cui l'uomo vive,è il + doloroso e il + oscuro dell'umanità,tale periodo serve x la comprensione delle parti + profonde di tutto l'essere,se tale periodo è vissuto come stato di consapevolezza e di scoperta ,allora potrà essere sdradicato dal nucleo obsoleto dell'uomo x donare la rigenerazione di tutto l'apparato cellulare di se stesso,manifestando poi la vera rinuncia e la vera scoperta dell'uomo stesso.bisogna aver coraggio nell'affrontare il distacco di certezze che sono potenti di incertezze e dare spazio x nuove inizialmente incertezze che manifesteranno certezze.solo così possiamo percorrere la via del ritorno verso la dimenticanza riscoprendo il vero significato di famiglia.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    chi parla del dolore come occasione di crescita, lo sottoporrei alle torture più atroci, magari quelle speciali della "santa" inquisizione, ma non per cattiveria, per il loro bene.

    Per me il dolore è doloroso... e faccio di tutto per sfuggirne (sia dolore fisico che psichico).

    ma si sa che i fedeli sno strani!

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