Quando sarà conveniente avere degli accumulatori di energia elettrica con fonte rinnovabile ?

ho letto recentemente che in Spagna hanno conflitto di interessi tra le fonti rinnovabili e tradizionali di energia. Hanno il 13% di energia nazionale da Eolico, ma siccome hanno anche centrali termoelettriche e nucleari, devono spegnere almeno il 2 - 4 % delle pale eoliche. tra le 4 e le 6 di mattina

MI CHIEDO : quanta energia si perde tra l'accumulo in batterie e nell'utilizzo dell'energia accumulata in quest'ultime ? il 50 % in totale ? Se fosse meno del 50% (per chi in italia non ha lo scambio sul posto con il fotovoltaico) sarebbe interessante accumulare la corrente prodotta invece di metterla in rete (sempre che quella che si consumi costi 20 centesimi e quella che si vende costi 10 cent).

Quando e come sarà conveniente avere in ogni casa un accumularore di corrente elettrica da fonti rinnovabili ?

e l'Idrogeno ??? Quanto accumulerà energia chimica con queste eccedenze produttive?

GRAZIE

Aggiornamento:

grazie ragazzi per le risposte!

Tuttavia la mia problematica non è far andare un'utenza domestica al di fuori dell'allaccio ENEL (ancora è impossibile non avere un'utenza di rete, se non spendendo grossi capitali)

vorrei sapere se e quando sarà possibile e conveniente ad esempio avere un impianto fotovoltaico che mi produce 3000 kwh/anno di cui ne riesco a consumare direttamente 1500 kw/anno di giorno, ed i 1500 kwh/anno in eccedenza accumularli in una batteria per il consumo notturno invece di fare lo scambio sul posto con la rete ENEL.

Quali sono le varie problematiche tecniche ed economiche che rendono questa soluzione poco conveniente? La tecnologia troverà una soluzione in questo senso almeno tra qualche anno ?

Quanta energia si perde nella carica della Batteria? Quanta nella scarica e trasformazione ?

GRAZIE ANCORA

3 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Le centrali elettiche non si possono accendere e spegnere a piacimento a meneo che non siano dei turbogas a metano di derivazione aeronautico/industriale. L'eccesso di potenza in rete che si verifica alla mattina presto è uno dei problemi più sentiti fra la "prontezza" delle centrali e la loro "disponibilità", far funzionare una centrale poi a regime differente dall'ottimale signifca ridurre i rendimenti di alcuni punti percentuali, che, viste le potenze in gioco signifiano il entinaio di megavattora per gigawattora prodotta.

    Un'alta strategia sarebbe quella di sostituire progressivamente le centrali termoelettriche con turbine a vapore con centraline diesel/motore a metano a 500 rpm da cIrca 20 MW per unità (120 MW per centrale, 1/8 di una centrale elettrica "standard" da 960 MW).

    Il diesel o il motore a metano è pronto a partire e prendere il carico in una decina di minuti, in "un minuto" se in backup caldo accettando il consumo per il mantenimento in circolazione calda dell'olio e dell'acqua di raffreddamento (di solito attraverso l'economizzatore di altri motori in moto) con la strategia di "almeno uno marcia e eroga, almeno uno marcia a vuoto pronto ad erogare, due si possono mettere in moto quando serve, uno è in manutenzione programmata, uno potrebbe essere in avaria"

    Sono importanti i problemi ecologici e i costi delle batterie al piombo stazionarie e i costi della loro installazione e manutenzione (se sono batterie a piombo per lunghissima durata devono essere manutenzionate almeno una volta ogni 2 mesi in periodo invernale e ogni mese in periodo estivo) Il problema del rendimento è minoritario (85%-65% dell'energia resa da continua a continua+ le perdite di inversione in alternata.

    In ogni casa dovresti avere, alla tecnologia di oggi di batterie al piombo DURATURE 1,8 tonnellate di batterie per assicurare 3 kW di picco e 0,9 kW per 36 ore, cioè per 3 giornate di abitazione, e un sistema a 8 kW di picco per 6 [3] ore utili al giorno per ricaricarle, ammesso che le batterie accettino di essere ricaricate con correnti molto elevate fuori specifiche.

    I costi si aggirerebbero dai 28.000 Euro ai 35.000 Euro per materiali di qualità e compreso il costo dell'ambiente dell'immobile (più i costi della riconversione dell'energia) per una previsione di 15-18 anni di durata del parco batterie con sostituzione del 3% delle batterie per avaria. Altri dai 3.000 ai 7.000 Euro per lo smaltimento del parco batterie compresa la manodopera di smontaggio e bonifica.

    L'ambiente dovrebbe essere di circa 25 metricubi e dotato di ventilazione meccanica, impianti a prova di esplosione, paranco da 200 kg. per la movimentazione delle batterie e rivelatore di idrogeno in caso di sovraccarica. Pavimanto con vasca di raccolta dell'acido in caso di spargimento.

    L'idrogeno bisogna produrlo o dal metano buttando via in CO2 la maggior parte dell'energia del metano sotto forma di combustione o per dissociazione elettrolitica dell'acqua con elettrodi di carbone (o di mercurio per aumentare l'efficienza; notizia riportata) facendo ricorso all'energia offerta da centrali nucleari declassate e in esercizo a potenza ridotta prima della loro completa dismissione. Le enormi potenze ad elevate corenti necessarie per la elettrolisi impongono di avere un eccesso di corrente non discontinuo ma continuo (24 ore al giorno) e sorvegliato per la economia degli impianti.

    Altrimenti l'inquinamento e il bilanco energetico fra combustibile consumato, costi di personale e manutenzioni verso l'energia da idrogeno prodotto è sfavorevole.

    Se si fa il conto dei costi energetici per l'affinazione del silicio, la produzione del vetro, l'incollaggio a caldo delle celle nel sandwtch, il bilancio energetico senza costi energetici di trasporto, di installazione, di manutanzione, di ausiliari, dovrebbe dare energia per un 30 anni prima di restituire l'energia usata. Se si aggiunge il costo energetico di batterie e di installazione degli ausiliari per un impianto in isola, la sostituzione delle batterie ogni 15 anni (batterie di altissima qualità) l'energia che le celle producono in 15 anni non bastano a bilanciare l'energia che serve per produrre la batteria.

    Il rendimento di un carica batterie, per pannello solare in piena insolazione e tensone di lavoro dai 120V ai 260V, switching a hexfet ha un rendimento dal 92 al 96%; crolla al 65%-80% ad insolazione ridotta o per nuvolosità o per incidenza del sole maggiore di 40° per peggiore adattamanto fra celle e sistema switching. Si può migliorare il rendimento aumentando (dalle 3 alle 8 volte) le correnti di picco che l'inverter è capace di convertire alle basse tensioni e dotandolo di condensatori di ingresso molto maggiorati con aumenti dei costi.

    Una batteria, NUOVISSIMA, ottimizzata per la massima resa, sovradimensionata per la più ridotta resistenza parasita ha un rendimento dal 80 al 88%, decrementa per ricarica rapida (necessaria quando il sole è in orari brevi); verso metà vita il rednimento scende al 60-70% e a fine vita al 45-50% (esperienza su batterie a piastre piane, professionali, stazionarie, elettrolito a bassa concentrazione (1,22)) manutenzionate ogni mese d'estate e ogni 2 mesi di inverno da 140-360 Ah)

    Bisogna accettare che il fotovoltaico dà quello che può negli impianti in parallelo alla rete e che è finanziariamente conveniente solo finchè si basa sul contributo a peso di tutta la comunità.

    Bisogna endersi conto che l'utente elettrico domanda presenza di energia con spunti elevati e variazioni di consumi istantanei, finchè non si crea una completo sistema produzione/rete interna/ utlizzatori armonizzati fra di loro stravolgando la strategia di rete continentale adatta la produzione distribuita o non è significativa o non riesce a mantenerre spenti i gruppi di produzione delle centrali, e le centrali o lavorano al regime di progetto ottimale o sono un costo energetico per mancato rendimento.

    @aviator: se l'impianto è in parallelo all'Enel fa quello che può, spiegami come fa ad alimentare, in isola, una lavatrice ha uno spunto di 2,6 kW all'avviamento della centrifuga, e un PC una potenza di spunto per 30 msec di 3,8 kW.

    Spiegami quale rendimento, quali semiconduttori e che frequenza di switching usi per convertire 24 V in 3 kW alternati a 220 efficaci (620 V picco-picco) che chiederebbe correnti di centinaia di ampere (che si triplica nei picchi sui semoconduttori per dare loro una possibilità di regolazione con la diversa insolazione.

    So che sono obsoleto, ma vorrei sapere che passi avanti ha fatto l'elettronica di potenza per permettere ciò con alti rendimenti. Dimmi cose è cambiato da quando commutavo 1000A a 260Vcc in 3,5 microsecondi per produrre 45 kVA trifase su filtro risonante a 85Veff 50 Hz poi trasformati con trasformatore risonante in salita a 380V trifase. (1986) Ciascuno dei 18 transistor pesava 950 grammi e aveva un radiatore di 17 chili con 2 ventilatori che solo loro consumavano 60 W e la resistenza di emettitore era da 150 W. Altrimenti il circuito era instabile da mandare in avaria i transistor nel giro di 2 anni.

    Fonte/i: Cultura generale sulle batterie stazionarie di gruppi di continuità di media potenza e di impianti elettrici in isola
  • Anonimo
    6 anni fa

    Ho comprato da poco su Amazon una centrifuga Clatronic. Ne ho subito fatto buon uso è a dir poco eccezionale .ho centrifugato 2 pere con 2 pesche una carota grande e due rami di sedano con aggiunta di zenzero e 7 acini di uva bianca...è uscito fuori un succo per 2 persone squisitissimo ,mai avrei pensato di mescolare frutta e verdura e bere il loro succo ma devo dire che nn è buono ma sublime .consiglio l acquisto non siate scettici come lo ero io.potete sbizzarrirvi con tutti i tipi di frutta e verdura che mescolati insieme sono una divinità.di facile pulizia e ingombro nella normalità.speriamo che duri nel tempo. non comprate succhi di frutta nei supermercati contenenti conservanti e quant altro .fatevi una centrifuga di frutta e verdura che è molto salutare e sopratutto naturale!!!!

    Ecco il link alla centrifuga che ho acquistato io http://amzn.to/110p3qY

  • Anonimo
    1 decennio fa

    A mio avviso il sistema più economico di energia alternativa è e resterà finche il Sole brillerà nel nostro cielo.Attualmente il costo di un impianto fotovoltaico semplice per una casa isolata stand-alone con una produzione di 3 KW di picco si aggira sui 6 Euro per W e pertanto = Euro 18.000,=chiavi in mano.Detto impianto comprende;A) Campo Pannelli fotovoltaici da 12 o 24 Volt fissi per una superficedi mq. 6 circa. B) Regolatore Carica e scarica.C)Batterie a gel di accumulo corrente.D)Inverter.E)Valvole ,Cavi e Apparecchi di controllo..Inoltre va tenuto presente che esiste la possibilità di contributi statali italiani ed europei tramite Enel e altri Enti autorizzati.

    Sconsigliabile in quanto più costoso e più soggetto a manutenzione e guasti un'impianto eolico.e anche l'accumulo delicato e pericoloso di energie chimiche in casa o nei pressi.

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