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Il crocifisso addosso

di Emilio Gentile

in “Il Sole 24 Ore” dell'8 novembre 2009

Forse i giudici della Corte di Strasburgo che hanno emesso la sentenza sull'esposizione del

crocifisso nelle scuole dello Stato, entità eminentemente profana, sono stati inconsapevoli strumenti

di un Disegno Superiore mirante a restituire la maestà del sacro al simbolo massimo della religione

cristiana, sottraendolo ai molti usi che se ne fanno.

Infatti, il crocifisso lo si vede dondolare dai lobi, dalle narici o dall'arco sopraccigliare di giovani

uomini e donne; ondeggiare su prosperosi seni di attrici, cantanti e presentatrici; pencolare da

bracciali, portachiavi, specchi retrovisori; e apparire stampigliato su indumenti e tatuato sulla pelle.

Chi lo esibisce dichiara di manifestare la sua fede in Cristo, ma probabilmente ha frainteso le parole

di Gesù: «Se uno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua»

(Matteo, 16,24). Molti che esibiscono il crocifisso hanno probabilmente scambiato "portare" per

"indossare".

Dello stesso fraintendimento sembrano essere vittime inconsapevoli quanti sostengono che la

presenza obbligatoria del crocifisso nelle scuole dello Stato sia doverosa testimonianza di una antica

tradizione, nella quale si identificano le radici e l'identità italiana. Così facendo, forse non si

avvedono di trasformare il simbolo della più universale e antimondana delle religioni nell'idolo tribale

di una entità mondana, attribuendo una fissità vegetale alle radici della identità nazionale.

Il fraintendimento del comando di Gesù sul portare la croce è antico quanto le guerre di religione fra

cristiani. Nel secolo scorso, il crocifisso fu insegna degli opposti eserciti che si massacrarono durante

la Grande Guerra, la più anticristiana fra le guerre mai combattute da nazioni che si proclamavano

cristiane. La croce col Sacro Cuore, sovrapposto al tricolore repubblicano, accompagnò i soldati

francesi all'uccisione dei soldati tedeschi, che correvano a uccidere i francesi esibendo come

protettore della Germania il Cristo crocifisso. Come simbolo di una tradizione nazionale,

l'esposizione del crocifisso nelle scuole e nei tribunali fu resa obbligatoria in Italia, a partire dal 1923,

da un regime totalitario, che predicava un'etica anticristiana, anche se siglò un concordato con la

Chiesa cattolica per confermare il cattolicesimo come religione di Stato, considerandolo una

espressione della tradizione italiana e un prodotto storico della romanità. Il duce che volle

l'esposizione obbligatoria del crocifisso nelle scuole sosteneva che l'impero romano era stato il

presupposto storico del cattolicesimo, perché se fosse rimasta in Palestina, affermava il duce, la

religione di Cristo sarebbe stata soltanto «una delle tante sette che fiorivano in quell'ambiente

arroventato ... e molto probabilmente si sarebbe spenta, senza lasciar traccia di sé». Tale

interpretazione delle origini del cattolicesimo fu dichiarata eretica da Pio XI.

Da allora, l'esposizione del crocifisso è rimasta obbligatoria nelle scuole. Qualcuno oggi la giudica

inoffensiva, altri lesiva dei diritti umani, altri imprecano contro chi vuol togliere il crocifisso

invocando la difesa dell'identità italiana. Non sembra, comunque, che tale esposizione obbligatoria

abbia ispirato finora una effettiva pratica del comando di Cristo: «Se qualcuno vuol venire dietro di

me, rinneghi se stesso, prenda la propria croce ogni giorno, e mi segua» (Luca, 9,23). Appeso alle

pareti delle scuole per comando dello Stato, il crocifisso non ha mosso molti italiani a seguire Cristo

prendendo la propria croce: al massimo, l'hanno indossata. Senza rinnegare se stessi

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    io sono atea, ma non mi da certo fastidio la visione del crocifisso, infatti non sono contraria al corcifisso nelle aule... diciamo piuttosto che non prendo posizioni

    penso però che non c'è bisogno di avere un simbolo per dire "io sono cristiano"... le persone -veramente- cristiane si vedono dal comportamento... in teoria...

    E' anche vero che oggi si sta trasformando da simbolo religioso a decorazione, infatti lo si trova in molti gioielli... e come leggevo qua sopra perde anche il suo significato...

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