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Jimi Stalker ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Leggereste un libro con questo corto prologo?

Teru si accasciò lentamente, osservando il suo apprendista. «Maestro!», urlò il ragazzo.

Teru scosse la testa e cadde nella pozzanghera.

«********!», urlò l’apprendista. Digrignò i denti e scagliò un coltello da lancio su l’assassino, che lo evitò balzando di lato. L’uomo s’avvicinò velocemente e lo scagliò lontano, afferrandolo per il colletto della camicia. Miraem sputò sangue, ma si rialzò, ostinato.

Studiò l’avversario con attenzione, e con una nota argentina sguainò la sua lama.

«Cosa credi ragazzino? che possibilità hai?», domandò l’assassino sbraitando e osservandolo con i suoi occhi piccoli e malvagi. Miraem lo ignorò e avanzò, calpestando il terreno brullo della radura. L’assassino gli si avventò contro, tentò un affondo, che Miraem schivò con facilità. La collera s’era impadronita di lui, rendendolo suo schiavo, e il giovane se ne compiaceva, perché lo rendeva più potente. Parò una stoccata diretta alla gamba e avanzò con i suoi colpi violenti. Fu una lotta lunga ed estenuante, Miraem, nonostante tutto, si dimostrò all’altezza. La lama dell’uomo lacerò la spalla del giovane che urlò di dolore, cadendo a terra, il fiato spezzato, e il rammarico sul suo viso da bambino. L’assassino rise ancora una volta, beffandosi di lui. Miraem pianse. La collera ormai svanita andava mutandosi in rammarico. «Uccidimi», supplicò il ragazzo, con una voce che non sembrava la sua. L’assassino si beò del silenzio, s’avvicinò al giovane, inginocchiato accanto al suo maestro deceduto. «Troppo facile», rise il mercenario, tirandogli con la mano i capelli. Aveva i capelli neri come la pece, un viso sciupato, dai lineamenti fini. Sentì la paura, guardandolo negli occhi.

Se solo Teru fosse stato ancora con lui… l’avrebbe confortato. Cosa gli avrebbe detto? Miraem non lo sapeva, e pianse. L’assassino gli posò la lama sul collo, la fece scivolare lentamente sulla spalla lacerata. Miraem urlò, guardando l’assassino con uno sguardo di fuoco, che esprimeva il suo dolore. La rabbia tornò più forte, la sentiva prepotente nelle sue viscere, come se cercasse di uscire. Afferrò la pesante spada del cadavere, la tirò con forza verso di lui, intanto rotolò vicino all’assassino, e con un movimento fulmineo, frutto dell’addestramento, si alzò e gli tagliò la testa.

5 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    No, sinceramente no. Già leggendo il prologo, infatti, si vedono le tue carenze stilistiche, che andrebbero migliorate. Nelle scene di combattimento, ad esempio, tu racconti e non mostri. Conosci la regola del "mostrare e raccontare"? E' una regola per coinvolgere di più il lettore emotivamente. Il raccontato, che andrebbe evitato, é quello che fai tu: "Parò una stoccata diretta alla gamba e avanzò con i suoi colpi violenti. Fu una lotta lunga ed estenuante, Miraem, nonostante tutto, si dimostrò all’altezza. La lama dell’uomo lacerò la spalla del giovane che urlò di dolore, cadendo a terra, il fiato spezzato, e il rammarico sul suo viso da bambino." Questo pezzo (ma non solo) é raccontato. Riflettici: cosa VEDE il lettore? Un bel niente. Non vede i colpi violenti, non vede la lotta accanita, non vede nemmeno cosa succede, visto che si vede soltanto Miraem che urla di dolore. Così il lettore non può legarsi al personaggio, non può parteggiare per lui, non può dispiacersi della sua cattiva situazione. Mostrare, invece, é descrivere i colpi, la lotta, ecc. ecc. Mostrare sarebbe descrivere Miraem che para dei colpi molto difficili, far vedere il sole che si muove (per far capire che la lotta si protrae nel tempo) descrivere la stoccata finale, che spezza il fianco al giovane. E' una tecnica molto difficile da fare: anch'io ho dei problemi a mostrare. Però, se uno ci riesce, dà parecchie soddisfazioni. Se il pezzo fosse mostrato, un libro del genere lo leggerei. Però devi esercitarti parecchio, e non arrenderti.

  • Urpega
    Lv 4
    1 decennio fa

    Non si capisce molto chi fa cosa, in realtà. Chi è il ragazzino di cui parla l'assassino? Miraem è l'apprendista? Peché si rialza sputando sangue? Come si sguaina la spada "con nota argentina"?

    Forse è un po' troppo caotico...

  • 1 decennio fa

    ti devo dire che come inizio è davvero coinvolgente vorrei tantissimo leggere il resto nn è un prologo scocciante con una descrizione dei personaggi fiacca ma è già ricca d'azione e lascia una gran voglia di leggere il resto. Se è un libro già scritto vorrei tanto leggerlo potresti dirmi il titolo?.Se è un tuo libro come penso che sia vorrei comunque leggerlo è davvero appassionante...

  • 1 decennio fa

    Non lo so. Può darsi. Forse. A leggere questo, sembra un romanzo di samurai, o qualcosa del genere... sbaglio? Se sì, non è esattamente il mio genere. Ma se conoscessi la trama, forse potrebbe stregarmi, e portarmi a leggerlo.

    Se l'hai scritto tu, comunque, devo e voglio farti i miei complimenti. Anch'io adoro scrivere...

  • S@r@
    Lv 6
    1 decennio fa

    questo è l'inizio?

    ammazza, ma l'hai scritto tu??

    è figo perchè si butta già nel mezzo della narrazione...non ha un classico inizio di introduzione ai personaggi...mi piace!

    certo non è proprio il mio genere, ma lascia di stucco e ha un forte impatto!

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