Tyler2
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Tyler2 ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Urgentissimooooooo grazieee?!?! 10 punti??!!?

Ragazzi mi potete fare o dare il riassunto di "Eracle: il mito della forza" ?

Questo è il titolo che ho sul libro di epica ...

Grazieee, ciao! (non troppo lungo il riassunto ;-))

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Nella mitologia greca e romana gli dei e gli eroi appartenevano a due gruppi ben distinti: i primi erano di pura stirpe divina, erano immortali, avevano una precisa collocazione e "funzione" nel cosmo, erano onorati con templi e culti particolari; gli eroi avevano generalmente uno solo dei genitori divino e immortale, si distinguevano per forza, coraggio e bellezza, compivano imprese straordinarie; spesso, dopo la morte, venivano loro dedicate grandi feste propiziatorie e le loro tombe e monumenti venivano onorati e rispettati.

    Una delle figure eroiche più importanti per quanto riguarda il culto è Eracle, che i Romani chiamarono Ercole. Egli gode della doppia natura terrena e celeste: dopo la morte per volontà degli dei viene, infatti, assunto nell'Olimpo e riceve in sposa Ebe, la dea dell'eterna giovinezza.

    Eracle fu onorato in numerosi santuari sparsi un po' dovunque in Grecia e le sue tante imprese, espressione dell'altruismo e della forza fisica, lo fecero credere il fondatore dei Giochi Olimpici. In alcuni casi, mettendo in luce la generosità con la quale affrontava avversari temibili, si rese dell'eroe un'immagine dall'intensa forza morale, oltre che puramente fisica.

    La sua complessa personalità, l'ambientazione di certe sue imprese e il fatto che la maggior parte di esse sia legata ad animali, assimilano talvolta l'immagine di Eracle agli antichi sciamani, dotati di poteri soprannaturali, e una certa comunanza di aspetti si rintraccia anche in eroi fenici come Melqart.

    Le dodici fatiche, poi, possono avere qualche correlazione con i segni dello Zodiaco, molti dei quali sono appunto rappresentati da animali.

    Nel mondo romano Ercole presiedeva alle palestre e a tutti i luoghi in cui si faceva attività fisica; considerato anche una divinità propizia, gli si rivolgevano invocazioni in caso di disgrazie, chiamandolo Hercules Defensor o Salutaris.

    E' inoltre da ricordare che fin quasi all'età moderna lo Stretto di Gibilterra era noto come "Colonne d'Ercole", con espressione chiaramente evocativa: un ricordo dei viaggi e degli spostamenti dell'eroe che, nel corso delle sue imprese, toccò paesi dell'Asia Minore e del Caucaso e raggiunse l'Estremo Oriente e il Grande Oceano, che delimitava le "terre dei vivi". La leggenda era d'origine fenicia: il dio tirio Melqart (identificato poi dai Romani con Ercole e detto Hecules Gaditanus, per il famoso tempio di Gades a lui dedicato) avrebbe posto ai lati dello Stretto due colonne, che furono poi considerate l'estremo limite raggiunto da Ercole e, soprattutto nel Medioevo, il confine posto dal dio affinché gli uomini non si spingessero nell'Oceano Atlantico.

    Le leggende legate alla sua figura costituiscono un ciclo infinito, in perpetua evoluzione dall'epoca pre-ellenistica fino al termine dell'Antichità, ed è difficile esporre i diversi episodi secondo un ordine logico ed anche enumerarli tutti. Molte imprese sono connesse e intrecciate con le famose dodici fatiche impostegli da Euristeo, altre sono anteriori a quel periodo e infine, dopo la dodicesima fatica, Eracle compì un'altra serie di gesta eroiche, tra cui varie spedizioni guerresche.

    Quando era ancora nella culla, ebbe ragione di due grossi serpenti che avrebbero dovuto ucciderlo, strozzandoli con le mani. Gli animali erano stati mandati da Era, la moglie legittima di Zeus, che voleva vendicarsi dell'infedeltà del marito: questi, invaghitosi di Alcmena, moglie di Anfitrione, aveva profittato dell'assenza di costui per introdursi nel suo letto assumendone le sembianze per ingannare Alcmena, e aveva generato Eracle.

  • 1 decennio fa

    w

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