Anonimo
Anonimo ha chiesto in SaluteMalattie e disfunzioniMalattie - Altro · 1 decennio fa

Logopedia agli anziani?

Sono una logopedista, dovrei cercare delle possibile terapie riabilitative logopediche rivolte ad anziani con xeropatia, o più semplicemente con secchezza delle fauci...qualche esperto nel campo mi sa dare una mano?

Aggiornamento:

ho scritto velocemente e mi sono sbagliata...hai ragione è Xerostomia..! =)

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Quello a cui fai riferimento si chiama xerostomia, una condizione caratterizzata da alterata secrezione della saliva. In alcuni casi si accompagna a xeroftalmia, un'alterata secrezione delle lacrime.

    Purtroppo la figura del logopedista nulla può in casi di questa patologia, essa infatti è di difficile cura, e le uniche terapie possibili hanno l'unico obiettivo di aumentare il flusso salivare ma questo è possibile solo quando vi sia una funzionalità residua delle ghiandole salivari. Il farmaco meglio studiato, soprattutto nelle forme di xerostomia indotta da radiazioni, è la pilocarpina orale (Salagen). La pilocarpina è un parasimpaticomimetico, con predominante attività muscarinica, che favorisce l'attività secretiva da parte delle ghiandole esocrine ed è in grado di stimolare il tessuto residuo funzionante nelle ghiandole salivari danneggiate. Negli studi condotti su pazienti trattati per xerostomia indotta da radiazioni, il 40-50% ha riferito un miglioramento della secchezza del cavo orale e i risultati più favorevoli si sono ottenuti con dosi di 5-10 mg tre volte al giorno. In un recente studio randomizzato controllato con placebo, 373 pazienti con sindrome di Sjögren sono stati trattati con 2,5 mg pilocarpina, 5 mg di pilocapina o placebo, somministrati 4 volte al giorno per 12 settimane. Una percentuale significativamente superiore di pazienti trattati con pilocarpina 5 mg ha ottenuto un miglioramento dei sintomi (secchezza della bocca, secchezza oculare) rispetto al placebo (61,3% vs 31,1% e 42% vs 26,1% rispettivamente).

    Gli effetti indesiderati del trattamento sono quelli tipici della stimolazione colinergica (sudorazione, nausea, pollachiuria, crampi addominali).

    Una formulazione galenica preparata utilizzando una idonea diluizione in acqua della soluzione oftalmica all'1% potrebbe rappresentare un'altermativa alle compresse.

    L'efficacia dell'anetoltritione (Sulfarlem, disponibile solo all'estero) è poco documentata: il meccanismo d'azione non è noto e i pochi studi hanno dato risultati contrastanti.

    L'umidificazione della mucosa orale con un sostituto della saliva (Xerotin umettante spray, Secriva spray) rimane a volte l'unica soluzione: richiede purtroppo frequenti somministrazioni sia diurne che notturne. La formulazione in gel (Oralbalance), grazie alla sua adesività, consente una minore frequenza di somministrazione.

    Laddove non vi siano precise controindicazioni, aumentare l'assunzione di liquidi durante tutto l'arco della giornata e durante i pasti ha sempre un effetto benefico. Talora si dimostrano di una certa utilità sciacqui con formulazioni magistrali a base di acido citrico o acido ascorbico ma, a parte l'efficacia di breve durata, a causa della loro acidità possono risultare irritanti e intaccare col tempo lo smalto dei denti; sono da riservare perciò ai portatori di protesi dentarie e a chi non ha lesioni in bocca. Anche succhiare caramelle o masticare gomme può aumentare la salivazione: è importante però che siano prodotti senza zucchero non cariogeni. A questo proposito si dovrà anche ricordare al paziente di adottare tutti provvedimenti per una adeguata igiene orale (scrupolosa pulizia dei denti e cure regolari con rimozione della placca) e di evitare fattori aggravanti quali alcool e fumo.

    saluti

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