Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Ciao a tutti, vorrei chiedervi se sapevate la favola "La Housse Partie" tradotta in ITALIANO, :) grazie !!!!!?

Aggiornamento:

Vorrei capire come il figlio dà la lezione al padre... perchè ha tagliato in due parti la coperta di lana ? cosa voleva fargli capire ? vi preogo domani mi interrogano in francese !!

2 risposte

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  • Linda
    Lv 7
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Sotto ti ho riportato la storia, ma in poche parole la favola parla di un uomo che dopo aver dato tutti i suoi beni al figlio per permettergli di sposare una donna, questi lo caccia via di casa. Sarà il nipotino del vecchio a salvare la situazione, dichiarando a chiare lettere l'intenzione di riservare lo stesso trattamento del nonno a suo padre quando sarà il momento...

    - Comunque il bambino dice al padre che l'altra metà della coperta la conserva per lui (per suo padre) quando arriverà il momento perché gli riserverà lo stesso trattamento del nonno!! Pretenderà tutti i suoi beni e lo abbandonerà con quella mezza coperta come un miserabile. A quel punto il padre si ravvede si scusa col suo vecchio padre lo riprende in casa e gli offre tutti gli onori!

    LEGGI SUBITO IN FONDO ALLA STORIA ho avuto un problema nell'inviarti tutto lo scritto, NO no ho sistemato tutto la storia ora c'è per intero, però qui sopra già ti ho riportato il finale : )

    LA COPERTA DIVISA (N.B. non è scritta proprio in un italiano perfetto!!)

    Ora vi raccontola storia di un ricco cittadino di Abbeville. Quest'uomo aveva terreni ed immobili. Ma è successo che il paese era devastato dalla guerra. Per paura dei nemici, ha lasciato la sua città natale con la moglie e il figlio giovanottto, e andò a Parigi.

    Questo uomo d'onore è stato saggio e cortese, la moglie molto giocosa, e il giovane è stato stupido e scortese. I vicini di casa, erano molto felici di accoglierli. Essi erano tenuti in grande considerazione. L'umo era commerciante, comprando e vendendo merci abilmente, ha notevolmente aumentato la sua proprietà. Ha vissuto molto felice, fino a quando ha perso la sua sposa. Il ragazzo, che era il loro unico figlio, era molto triste. Parlava incessantemente di sua madre. Piangeva e sveniva. Tanto che suo padre cercava di consolarlo.

    - Bello dolce figlio mio, disse, tua madre è morta, prega Dio di aver pietà della sua anima! Ma asciuga i tuoi occhi, figlio mio, il pianto è inutile.Presto sarai cavaliere, e hai l'età di sposarsi. Noi siamo qui, in terra straniera, lontano dai nostri parenti ei nostri amici. Se anch'io dovessi morire, ti troveresti molto solo in questa grande città. Vorrei vederti sposato. Hai bisogno di una donna di buona famiglia, che abbia zii, zie, fratelli e cugini, tutta brava gente . Certo, per la tua felicità, io non risparmiano i miei soldi.

    Davanti la casa dell' uomo abitava una ragaza di buona famiglia. Suo padre era un cavaliere molto esperto nel maneggiare le armi, ma aveva impegnato tutti i suoi averi ed è stato rovinato dall' usura.

    La ragazza era gentile, bella, e il buon uomo chiese la sua mano al padre.

    Il cavaliere, subito si informa dei beni e del bestiame del buon uomo.

    - Io ho tanti soldi quanto mercanzia, Ne darò la metà a mio figlio.

    - Bene dice il cavaliere, ma se voi diventerete un Templare, o monaco bianco, voi lascerete i vostri beni al tempio o al monastero. Non posso permettere questo! No, signore, ha la mia parola! - E come si fa allora? - E 'giusto, signore, che tutto quello che possedete lo doniate a vostro figlio. Solo a questa condizione il matrimonio si farà! I buon uomo riflettè un po' ... - Signore, si compia la vostra volontà disse. Poi si spogliò di tutto quello che aveva , non tenendo per sé abbastanza neanche per mangiare un giorno.

    Così il cavaliere concesse la mano di sua figlia al giovane. Il buon uomo andò a vivere con suo figlio e la sua sposa

    Essi ebbero presto un bambino, così buono e bello, pieno di affetto per suo nonno e per i suoi genitori. Passarono dodici anni. Il buon uomo è diventato così vecchio che aveva bisogno di un bastone di sostegno. Siccome era a carico degli sposi, questi glielo facevano crudelmente pesare. La nuora che era orgogliosa e altezzosa, lo disprezzava. Continuava a dire al marito:

    - Signore, vi prego per amor mio mandate via vostro padre. In verità, io non mangierò più, finché lui sarà qui.

    Il marito era debole e temeva sua moglie. Alla fine si piegò alla sua volontà.

    - Padre, padre, disse, andare via! Non abbiamo bisogno di voi andate altrove! Sono più di dodici anni che mangiate il nostro pane. Ora andate a stare dove meglio vi pare! Il padre sentendo tutto questo, pianse amaramente.

    Figlio mio, che mi dici? Non mettermi alla porta! Non ho bisogno di molto spazio, nemmeno del fuoco né di una coperta né di un tappeto. Ma non mi buttare fuori di casa: Fammi sistemare nel fienile tra le balle di fieno. Ho così poco tempo da vivere!

    - Padre perché parlate tanto? Andate via in fretta se no mia moglie diventa furiosa!

    - Figlio mio, dove vuoi che vada? Io non ho un soldo.

    - Andrete in città. E a Dio piacendo troverete qualche buon amico, che vi ospiterà nella sua casa. Ma che cosa posso aspettarmi dagli estranei, quando mio figlio mi caccia?

    - Padre,credetemi, io non posso farci niente, non è per mia volontà.

    Il cuore del vecchio era straziato. Barcollante, si alza e va verso la soglia.

    - Figlio mio, disse, ti affido a Dio. Poiché vuoi che me ne vada, per favore, dammi qualche coperta, perché non posso sopportare il freddo..- L'altro imprecando, chiama il suo bambino.

    - Che cosa volete signore? Dice il piccolo

    - figlio mio va nella stalla, e prendi la coperta che è sul mio cavallo nero, e portarla a tuo nonno.

    Il bambino prende la coperta, la piega in due per il centro, e la divide con il suo coltello. Poi porta una metà al nonno -Bambino,gli dice il nonno, stai agendo con cattiveria, tuo padre me l'aveva data tutta! Il padre gli disse, -Dio ti punirà. Dagliela tutta!- Io non lo farò, disse il bambino. Ve ne metto da parte una metà, la userò un giorno quando adotterò lo stesso trattamento che ora voi usate per lui. Proprio come avete avuto i suoi beni, anch'io vorrò avere i vostri beni quando sarà il momento. Se voi lasciate morire mio nonno da miserabile anch'io lo farò con voi.

    Il padre scuote la testa e sospira. Medita, torna in se stesso.- Il diavolo mi ha spinto stavo per commettere un peccato mortale. Grazie a Dio, mi sono ravveduto. Sono io il padrone di casa! Sarà mia moglie a servirvi. Padre voi avrete tutti i comfort, morbidi cuscini e trapunte. Per San Martino, vi dico, non berrò vino, né mangierò boccone che voi, padre, non ne abbiate di migliore. Avrete una stanza privata, e il caminetto acceso. Sarete ben vestito. A voi devo la mia fortuna e la mia felicità, caro dolce padre, io sono ricco grazie ai vostri beni.

    Signori miei, la lezione è buona, credetemi. Colui che ha donato tutto al figlio, troppo spesso è vittima di certe mogli...

    CAVOLO proprio l'ultima parte non me l'ha presa!!! Si ora ho sistemato.. c'è tutta

  • 4 anni fa

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    Naturalmente non vi dovete lanciare senza convinzione. L’uomo che vuole rimorchiare deve avvicinarsi convinto e sicuro di quello che sta facendo, ma soprattutto delle proprie potenzialità. Deve poter credere di avere delle carte da giocarsi, per riuscire a centrare l’obiettivo.

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