Interpretazione di un incubo ricorrente...?

Buio.

Una 'maschera' azzurra e bianca appare, di qualcuno che so ignoto.

Gli occhi si intravedono, e sono... Agghiaccianti.

Di un turchese chiarissimo, il bianco velato di vene rosse, piccoli e orribilmente crudeli.

Sono tanto rancorosi, tanto pieni d' odio da terrorizzarmi, letteralmente.

Sento l'accusa, in essi...

Spariscono, e per un attimo mi sento sollevata.

Non ci sono, posso stare tranquilla, no?

No.

Improvvisamente mi ritrovo su un uscio.

L'uscio di un luogo grigio, con l'aria grigia, i mobili grigi, la vita grigia.

Tutto troppo grigio, senza vita, opprimente, soffocante...

E' una prigioni, di quelle western, dei film di quel tipo.

Sulla mia sinistra una scrivania con una donna che scrive a macchina, giovane, una segretaria; sulla mia destra un uomo anziano, un giornale in mano, seduto su una sedia di quelle delle sale d'aspetto, scomode al solo guardarle.

Non mi guardano.

In effetti sembrerebbe proprio la sala d'aspetto di uno studio medico, se non fosse per il corridoio che si apre al centro della stanza spoglia.

E' oscuro, ma so che lì si trovano le celle.

Mi giro verso la giovane segretaria, muta, come chiedendo qualcosa.

Lei silenziosamente, senza nemmeno alzare lo sguardo dal suo lavoro, mi indica con un gesto proprio il corridoio.

Io, col cuore in gola, inizio ad andare.

Lì c'è il mostro, la maschera di prima.

So che mi ucciderà...

Ma ho una lametta in mano, e con quella, capisco, posso ammazzarlo.

E' la mia sola opportunità.

Il terrore svanisce, per lasciare il vuoto, e mi avvio da lui.

Vedo me stessa incamminarsi, e girare a sinistra.

Un secondo, due...

Silenzio.

Tre...

Quattro...

Una macchia di sangue, più simile a un getto, a uno spruzzo, imbratta il muro davanti a me, finora immacolato, ma sempre mescolato a quell'opprimente grigiore.

Sono stata io a perire.

Continuo a guardare, e due uomini ( anch'essi armati come me ) si fanno avanti, andando incontro a una sorte sconosciuta.

Credo siano morti, ma non m'importa di loro.

Fisso il mio sangue scarlatto, con morbosità, cadere pian piano, fino ad allagare il pavimento, fino a seccarsi.

Sento una torbida curiosità, pigra, sul motivo del mio rimanere in vita.

Cioè, io sono perita, ma allora perchè continuo a pensare, a ESISTERE?

Non comprendo.

Infine capisco.

Solo io posso ucciderlo, far chiudere quegli occhi così angoscianti...

La scena della mia uccisione - come a me è data vederla, solo la mia linfa vitale spruzzata sulla parete - si ripete ancora ancora e ancora.

Finchè non sarà morto io dovrò continuare...

E fallire.

Mi spiego un attimo: io faccio spesso sogni del genere, che contengono enigmi d'ogni genere.

Ebbene, dopo un pò li risolvo, ed essi non si ripresentano più.

Ora, invece...

Sono anni che ricompare, e mi angoscia, mi terrorizza, da morire.

Spesso rivedo quel terribile volto anche da sveglia - sono attimi, solo attimi, ma è come se ci fosse tutto buio, e il suo viso davanti a me - ma subito torno a vedere quel che ho davanti.

Che significa? Che devo fare?

Rispondete in tanti!

5 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Interessante il tuo incubo... Essendo ottima anche la capacità espositiva, rendi piu' facile il lavoro di interpretazione che richiedi.... Da come la vedo, potrebbe essere una cosa del genere. Il tutto è incentrato sul tuo futuro. il personaggio mascherato è il tuo destino appunto, che si copre il volto proprio perchè sei tu a non conoscerlo. Il tuo fato ti guarda male, perchè tu senti di star sprecando il tuo presente, ma nei suoi occhi, tra le venature insanguinate c'è del turchese. Un colore chiaro, luminoso e speranzoso. Ti fa paura quel che ti prospetta il futuro, ma in cuor tuo sai, o speri, che sia sereno. Il grigio, il silenzio della stanza in cui ti trovi rappresenta l'apatia in cui vivi. La tua vita, forse, attualmente, è priva di movimento, di colore, di suono. C'è chi cerca di aiutarti con distacco e disinteresse, (la segretaria) e chi non è interessato a te (il vecchio). Ma sanno tutti che in te c'è un problema da affrontare. Hai una lametta, sei armato. La paura che senti, è probabilmente legata all'arma che porti con te. Vorresti affrontare il problema, ma hai paura che ciò che hai per farlo non sia sufficiente, così, ti lasci "morire". Non hai una reazione. E' così che fai nella tua vita reale? C'è chi ti aiuta. Due persone come nel sogno, o forse di piu'. Sono due, ma potrebbero significare solo che in realtà c'è ne sono poche. O potrebbero rappresentare parti di te stessa che conbattono. Ma tu non le aiuti. non ti interessa di loro perchè tu sei già morta nel sogno. Continuerai a vedere "parti" di te che lottano, ma non basta. Per sconfiggere l'angoscia del tuo destino devi lottare interamente e con tutte le tue forze. Nel reale devi comprendere se hai compiuto o devi compiere scelte difficili. E devi essere sicura di ciò che scegli. Prova. Se la scelta è sbagliata e te ne rendi conto, se possibile, torna indietro. Non lasciare che il destino compia il suo corso, avendo te come spettatrice. Prendi la tua lama, rialzati e aiuta chi già ti sta aiutando, che sia una parte di te o persone esterne. La maschera non è un nemico vero e proprio. Lo è ora e lo è per te. Se ti viene in mente qualcosa di utile, prova ad aggiungerlo nei dettagli. Mi hai incuriosito, devi essere un persona molto intelligente per porti certe domande. Spero tu riesca a porre fine a questo triste e ricorrente incubo.

    P.S. per ReBeCcA. Aggiungimi tra i contatti, in modo da potermi cercare se hai bisogno.Sarò felice di aiutarti se mi è possibile!

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  • premetto, come sempre, che non ho studiato psicologia o simili, mi baso sul mio intuito. Credo che il messaggio del sogno sia che devi cambiare la tua vita. Provo a mostrarti elemento per elemento quello che penso: la prima cosa è che il mostro sei tu. La maschera è una copertura, una finzione che tu operi nella tua vita. Qualcosa che ti è stata imposta o che ti sei imposta per qualcuno. La scelta della scuola, per esempio, o del lavoro... Qualcosa di importante. Gli occhi ti terrorizzano perchè sono il tuo io più interiore, il tuo subconscio, che ti odia, perchè ti imponi di non rivelarlo. Il grigio è il colore della noia, della monotonia, della serietà. Ma è una serietà malata, perchè non ti si addice. La segretaria è più difficile da analizzare, perchè non ti conosco, ma credo che possa essere come tu immagini che sarai: il lavoro è noioso, ripetitivo, e non parli mai: non puoi comunicare con chi ti sta intorno, perchè quello che esprimeresti non è quello che realmente pensi, e quello che realmente pensi non sarebbe capito dagli altri. La segretaria ti prega di affrontare la maschera, di entrare nel corridoio e ucciderla. Il vecchio sei tu quando ormai non potrai più fare niente, perchè la tua giovinezza sarà andata: è un invito a sbrigarsi. Gli altri uomini sono altri che, come te, stanno combattendo questa battaglia, ma non ti curi di loro, perchè ti basta il tuo, di problema. Vieni colpita tu, perchè nella realtà - fuori dal sogno - non stai facendo niente per ribellarti.

    Baso questa mia strampalata analisi sullo studio delle opere di Pirandello, ti consiglio di leggere qualche novella o, ancora meglio, Uno, nessuno e centomila, e capirai cosa intendo. Spero di esserti stata utile, e spero che ti libererai di questo orribile incubo (ha fatto paura anche a me, leggendolo! sei brava a scrivere, sai?). Buona notte, Marta

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  • 1 decennio fa

    si

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  • 1 decennio fa

    ciao scs ma nn volevo rispondere alla tua domanda ma volevo chiedere a genio della teiera di passare a veddere le mie domande xkè ho notato ke riponde molto bn a tutt ele domande e vorrei ke mi aiutasse anke a me..aspetto spero ke leggi questo messagio kiss kiss

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Hi

    Il tuo incubo ricorrente non lo si può eliminare solo con un consiglio, questo è diventato cronico.

    Ciò che prende una forma cronica si può eliminare solo tramite rieducazione, nel tuo caso mentale.

    Per la rieducazione bisogna conoscere la causa è ciò non ti si riesce a farlo da solo.

    Cerchi aiuto da persone qualificate nella tua città o vicinanze per intraprendere una terapia.

    La rieducazione può durare a lungo, di pente da te e della qualifica della persona che ti fa la terapia. Ma senza di essa non va via.

    Saluti

    Leonardo

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