Diviciacus ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Australia, storia di un nuovissimo mondo ?

Ciao a tutti,

qualcuno saprebbe indicarmi:

- quali furono i primi esploratori che giunsero in Australia

- quali motivazioni li spinsero ad arrivare in questo territorio

- come furono inizialmente i rapporti con i popoli aborigeni

Aggiornamento:

@ Vetra:

"Roma caput mundi", questo è solo un viaggetto al di fuori dei suoi confini ;)

@ {ЯiCHЧ ≈ ѕшëëт пuпzìαтìпo~ ♥c.яч

Wikipedia la conosco anche io ;)

6 risposte

Classificazione
  •  
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    1) primi esploratori europei

    L'esistenza di un continente opposto all'Europa fu già ipotizzato dai Greci e dai Romani; i quali lo denominarono “Terra Australis Incognita” e lo immaginarono molto più esteso di quello che è in realtà.

    Nel XVIII secolo le esplorazioni lungo il Pacifico spinsero molti a dubitare sull'effettiva esistenza della Terra Australis. Spedizioni nei secoli precedenti da parte di marinai portoghesi, spagnoli e olandesi portarono a credere che quella parte del mondo fosse composta essenzialmente dalle isole dell'Oceania. L'Australia, però, fu già avvistata nel 1606 quando Willem Janszoon sfiorò l'attuale Capo York. Nel 1616, Dirk Hartog, a bordo dell'Eendracht, fu il primo europeo a scendere sul suolo australiano. Gli olandesi Peter Nuyts e, soprattutto, Abel Tasman esplolarono fra il 1635 e il 1645 gran parte della costa meridionale e l'attuale isola di Tasmania, giungendo fino in Nuova Zelanda. Gli olandesi, credettero erroneamente che il sud dell'Australia costituisse un'isola diversa da quella toccata da Hartog e le diedero il nome di Nuova Olanda, senza però occuparla e colonizzarla perché ritenevano che fosse solo un immenso deserto privo di risorse.

    Un ritratto di Abel TasmanL'Australia fu avvistata anche da marinai portoghesi che la chiamarono "Terra dello Spirito Santo", nome mai impiegato ufficialmente.

    2)

    Al tempo del loro primo contatto con i colonizzatori europei, nel tardo XVIII secolo, i nativi australiani erano prevalentemente popoli di cacciatori-raccoglitori in possesso di una ricca cultura orale e valori spirituali basati sulla venerazione della terra e sulla fede nel "sogno", inteso contemporaneamente come l'antica epoca della creazione del mondo (il cosiddetto dreamtime, o "tempo del sogno") e l'attuale realtà del sognare (dreaming)[1].

    L'esatta epoca di arrivo degli antenati degli aborigeni è oggetto di disputa tra gli archeologi. L'opinione più accreditata è che giunsero dall'Indocina più di 50.000 anni fa: questo significa che si sono succedute in Australia oltre 1250 generazioni. La data di 50.000 anni fa è basata su alcune misure di termoluminescenza eseguite in siti archeologici dell'Australia settentrionale. Un gran numero di siti è stato datato tramite il radiocarbonio a circa 40.000 anni fa, portando alcuni ricercatori a dubitare dell'accuratezza del metodo a termoluminescenza. La datazione a termoluminescenza del sito di Jinmium nel Northern Territory ha indicato per l'insediamento un'età di 120.000 anni. Benché questo risultato abbia avuto vasta eco sulla stampa, è ancora messo in dubbio dalla maggior parte degli archeologi.

    I popoli aborigeni sono sopravvissuti a molti mutamenti climatici e si sono stabilmente adattati a diversi ambienti. C'è molto dibattito su quanto gli aborigeni abbiano modificato il proprio ambiente. Una delle controversie ruota attorno al loro presunto ruolo nell'estinzione dei grandi marsupiali; per alcuni da attribuirsi alle sole modificazioni climatiche, per altri al loro essere facile preda dei cacciatori in quanto grossi e lenti. Una terza ipotesi è invece legata ad un'estinzione indiretta dovuta alla modificazione del loro habitat.

    Anche le modificazioni ambientali apportate dagli aborigeni, in special modo attraverso l'uso del fuoco, sono oggetto di controversia. È accertato che gli aborigeni usassero il fuoco per un'ampia serie di scopi - dall'incoraggiare la crescita di piante commestibili e di foraggio per le potenziali prede, al ridurre il rischio di grandi incendi devastanti, al rendere più facili i trasporti, all'eliminare i parassiti, all'uso rituale ed al semplice "tenere pulito". C'è disaccordo, tuttavia, nel valutare l'impatto che l'utilizzo del fuoco possa aver avuto in modifiche a grande scala della vegetazione continentale.

    Nonostante la loro nomea di "superstiti" dell'età della pietra, è provato che la cultura aborigena è cambiata nel tempo. La pittura rupestre in svariate località dell'Australia settentrionale consiste in una sequenza di diversi stili legati ai diversi periodi storici. Harry Lourandos è il principale promotore della teoria che ipotizza un'intensificazione dell'attività di caccia e raccolta tra 5000 e 3000 anni fa. Tale intensificazione ha portato ad un aumento dell'impatto umano sull'ambiente (ad esempio la costruzione di trappole per i pesci nell'attuale stato di Victoria), alla crescita della popolazione, all'aumento degli scambi tra i gruppi, ad una più complessa struttura sociale e ad altri cambiamenti culturali. In questo periodo si nota, inoltre, un cambiamento negli utensili di pietra, con lo sviluppo di punteruoli e raschiatoi più piccoli ed elaborati.

    Vi sono stati molti gruppi aborigeni diversi, ognuno con una propria cultura, religione e lingua, si contano circa 200 lingue diverse al momento del contatto con gli europei. Queste culture si sovrapposero in maniera più o meno ampia e si evolsero nel tempo. Anche gli stili di vita presentavano un'ampia varietà;

  • 1 decennio fa

    1) La scoperta dell'Australia fu resa possibile proprio dagli olandesi che, muovendo dai loro insediamenti nei porti indonesiani di Bantam e Batavia (Giacarta), affrontarono il Pacifico meridionale. All'inizio del 1606 Willem Janszoon raggiunse l'attuale stretto di Torres e avvistò parte della costa australiana, precisamente capo Keer-Weer, sul versante occidentale della penisola di capo York. Nell'ottobre del 1616 l'Eendracht, guidata dal comandante Dirk Hartóg, fu la prima nave a portare degli europei in terra australiana.

    2) L'Australia era, per la Gran Bretagna, una << colonia penale>>. L'Inghilterra era un Paese pieno di "furfanti", e l'unico modo sicuro per tenerli a bada era mandarli proprio in Australia, che diventò un carcere per ladri, imbroglioni, originari dell'Inghilterra. Infatti, ancora oggi, molti australiani discendono proprio dai furfanti inglesi.

    3) http://digilander.libero.it/australiatravel/TEXT2....

  • 1 decennio fa

    Quoto nunziatino,

    aggiungerei che anche se l'Australia fu avvistata ben prima di Cook, non si riteneva conveniente una colonizzazione vista la lontananza e l'esistenza di un continente americano ancora da esplorare e popolare,

    poi alla fine del 700 l'unica potenza in grado di colonizzarla era la Gran Bretagna

    L'australia era al di fuori di tutte le rotte commerciali, però molto vicina alle coste di Giava e Nuova Guinea, fu avvistata da vascelli fuori rotta e poi semplicemente visitata, era qualcosa come 6 volte più lontana delle coste americane...

    Gli aborigeni subirono un gravissimo calo della popolazione e furono confinati in riserve,

    erano di meno e meno combattivi dei nativi americani

  • - James Cook

    - Scopi economici, al fine di trovare nuove rotte più veloci.

    - Quella zona era scarsamente popolata, per questo venne utilizzata come "prigione" inglese. In ugual modo venne usata la Giamaica per gli schiavi neri.

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  • 1 decennio fa

    EHEH... ti sposti dall'Europa Romana?? :D

    - Fu James Cook, che le annesse alla corona britannica nel XVIII sec....

    - Inizialmente non vennero scoperte le ingenti risorse minerarie ed energetiche, infatti venne usata come valvola di sfogo della manodopera in eccesso Britannica, ma soprattutto venne usata come prigione militare per tutti i delinquenti che sovraffollavano le prigioni inglesi...

    - Beh, come con gli Indios vennero trattati come di Serie B, tanto che vennero cacciati prima nelle zone interne e poi nelle riserve, ma tuttoggi il razzismo continua a vivere...

    Vetra

  • 1 decennio fa

    1- Il navigatore inglese James Cook

    2- Scopi economici

    3- All'inizio erano buoni, ma un giorno un'indigeno distrusse una scialuppa inglese e per punizione Cook e la sua ciurma tennero prigionieri i capi tribù. E, dopo, gli indigeni si ribellarono e costrinsero gli inglesi alla fuga. Prima che potesse scappare, Cook fu ferito da una botta in testa con una mazza e finito a coltellate mentre era a terra.

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