Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

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Letteratura e Natale:

Allarme nel presepe

Come ogni anno, vi presentiamo una storia dedicata al Natale. Questa volta un racconto di Gianni Rodari, della serie con tre finali: un modo per acuire il piacere della lettura e il senso del "costruirsi" della narrazione, dei suoi componenti, delle sue possibilità. Con un commento dello stesso Gianni Rodari, che non manca di farci riflettere.

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Allarme nel presepe

Una volta, mancava poco a Natale, un bambino fece il suo presepio. Preparò le montagne di cartapesta, il cielo di carta da zucchero, il laghetto di vetro, la capanna con sopra la stella. Dispose con fantasia le statuine, levandole una per una dalla scatola in cui le aveva riposte l'anno prima. E dopo che le ebbe collocate qua e là, al loro posto - i pastori e le pecore sul muschio, i re Magi sulla montagna, la vecchina delle caldarroste presso il sentiero - gli sembrò che fossero poche. Restavano troppi spazi vuoti. Che fare? Era troppo tardi per uscire a comprare altre statuine, e del resto lui di soldi non ne aveva tanti...

Mentre si guardava intorno, in cerca di un'idea, gli capitò sotto gli occhi un altro scatolone, quello in cui aveva messo a riposo, in pensione, certi vecchi giocattoli: per esempio, un pellerossa di plastica, ultimo superstite di un'intera tribù che marciava all'assalto di Fort Apache... un piccolo aeroplano senza timone, con l'aviatore seduto nella carlinga... una bamboletta un po' «hippy », con la chitarra a tracolla: gli era capitata in casa per combinazione, dentro la scatola del detersivo per la lavatrice. Lui, naturalmente, non ci aveva giocato mai, i maschi non giocano con le bambole. Però, a guardarla, era proprio carina.

Il bambino la posò sul sentiero del presepe, accanto alla vecchietta delle caldarroste. Prese anche il pellerossa, con l'ascia di guerra in mano, e lo collocò in fondo al gregge, presso la coda dell'ultima pecora. Infine appese con un filo l'aeroplano e il suo pilota a un alberello di plastica, abbastanza alto, che una volta era stato un albero di Natale, di quelli che si comprano ai Grandi Magazzini e trovò il posto anche per loro, sulla montagna, non lontano dai re Magi e dai loro cammelli. Contemplò soddisfatto il suo lavoro, poi andò a letto e si addormentò subito.

Allora si svegliarono le statuine del presepio. Il primo ad aprire gli occhi fu uno dei pastori. Egli notò subito che c'era qualcosa di nuovo e di diverso nel presepio. Una novità che non gli piaceva troppo. Anzi, non gli piaceva per niente.

- Ehi, ma chi è quel tipaccio che segue il mio gregge con in mano un'accetta? Chi sei? Che cosa vuoi? Vattene in fretta, prima che ti faccia azzannare dai miei cani.

- Augh, - fece per tutta risposta il pellerossa.

- Come hai detto? Senti, parla chiaro, sai? Meglio ancora, non parlare per niente e porta il tuo muso rosso da un'altra parte.

- Io restare, - fece il pellerossa, - augh!

- E quella scure? Che ci fai, di' un po'? Ci accarezzi i miei agnelli?

- Scure stare per tagliare legna. Notte fredda, io volere fare fuoco.

In quel momento si svegliò anche la vecchina delle caldarroste e vide la ragazzetta con la chitarra a tracolla.

- Dico, quella ragazza, che specie di cornamusa è la vostra?

- Non è una cornamusa, è una chitarra.

- Non sono cieca, lo vedo bene che è una chitarra. Non lo sai che qui sono permesse solo zampogne e i pifferi?

- Ma la mia chitarra ha un bellissimo suono. Sentite...

- Per carità, smettila. Sei matta? Ma senti che roba. Ah, la gioventú d'oggigiorno. Dammi retta, fila via prima che ti tiri in faccia le mie castagne. E guarda che scottano, perché sono quasi arrostite.

- Sono buone le castagne, - disse la ragazza.

- Fai anche la spiritosa? Ti vuoi prendere le mie castagne? Ma allora sei pure una ladra, oltre che una svergognata. Ora ti faccio vedere io... Al ladro! Anzi, alla ladra!

Ma il grido della vecchietta non fu udito. L'aviatore, infatti, aveva scelto proprio quel momento per svegliarsi e accendere il motore. Fece un paio di giri sul presepio, salutando tutti con la mano, e atterrò vicino al pellerossa. I pastori lo circondarono minacciosi:

- Cosa vuoi fare, spaventarci le pecore?

- Distruggere il presepio con le tue bombe?

- Ma io non porto bombe, - rispose l'aviatore, - questo è un apparecchio da turismo. Volete fare un giretto?

- Fallo tu, il giretto: gira bene al largo e non farti più vedere da queste, parti.

- Sí, sí, - strillò la vecchina, - e mandate via anche questa ragazzaccia, che mi vuol rubare le mie castagne...

- Nonnina, - fece la ragazza, - non dite bugie. Le vostre castagne, se me le volete vendere, ve le pago.

- Mandatela via, lei e la sua maledetta chitarra!

- E anche tu, muso rosso, - riprese il pastore di prima, - torna alle tue praterie: non vogliamo predoni, tra noi.

- Né predoni né chitarre, - aggiunse la vecchina.

- Chitarra stare strumento molto bello, - disse il pellerossa

relaz

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Si avvicinò al bambinello, facendosi largo tra gli ingombranti abiti dei re magi, e porse la chitarra alla madonna: "suonala per bambino, così lui dorme". Maria ringrazia il pellerossa, chiede ai magi di andarsene via, con i loro ridicoli doni, e siccome a Gesù già si facevano pesanti le palpebre, prende la chitarra e inizia a cantargli la ninna nanna di Bella (kiss the rain).

    La madonna suonava e cantava così bene, con una voce così bella, che tutti i pastori si inginocchiarono in adorazione.

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