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Mane ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

mi potete dare la recensione di cantico di natale?? x fav!!?

mi va bn anke la recensione di christmas carol!!

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Questo capolavoro di Charles Dickens è un trattato sul Natale in cui l'autore con una forte satira sociale esprime la propria indignazione per la condizione dei poveri nell'Inghilterra di metà ottocento. Il protagonista dela storia, che si svolge in una non determinata vigilia di Natale, è l'anziano Ebenezer Scrooge un signore molto avaro (e badate bene! Avarissimo, più di quanto possiate pensare se ignorate che Uncle Scrooge negli Stati Uniti non è altri che il nostro zio Paperone), che reincarna nel pensiero di Dickens il prototipo del ricco inglese sprezzante delle classi inferiori. Il suo animo è chiuso ad ogni sentimento ed è incurante del bisogno, la sua misantropia è accertata dalla condivisione della teoria di Malthus, che spopolava nei ceti più agiati in quell'epoca, secondo cui la popolazione che non disponeva dei mezzi di sussistenza non aveva diritto a vivere. A una tale personalità si oppone radicalmente lo spirito natalizio, che nei giorni della trama è ben palpabile; Natale che, con tutti i suoi usi e le sue tradizioni, rappresenta l'apice degli affetti

    familiari, dell'amore collettivo, la migliore occasione per avvicinarsi agli altri e rinsaldare la comunità. Tutti valori che stridono con quelli della degradante società inglese del periodo (e perciò anche dell'affiliato Scrooge), in cui il profitto negli affari e il tempo subordinato al denaro sono l'unica logica accettabile. Quando la vita di Ebenezer sembra ormai irrecuperabilmente perduta, gli si presenta un'occasione tanto incredibile quanto cristiana: un'ultima possibilità di redenzione con la comparsa soprannaturale dei fantasmi dei Natali passati, presenti e futuri. Il primo spirito lo conduce indietro nel tempo quando lui era più giovane e l'identità di Scrooge viene sdoppiata: da una parte osservatore invisibile ed etereo, dall'altra protagonista delle vicende che furono. Da questi flashback è costretto così alla riflessione sul male compiuto, ma soprattutto sulla scelta giovanile di abbracciare il denaro a scapito dell'amore, il peggiore modo di attraversare la linea d'ombra fra mondo adolescente e mondo adulto. Con lo spirito del presente Scrooge torna ad essere un'entità sola, osservatore della sua presenza nella vita degli altri: si rende conto di quanto le sua aridità di cuore e il suo egoismo influenzino negativamente intere famiglie, mentre basterebbe poco in realtà per renderle felici. Con l'ultimo spirito Ebenezer visita nel futuro i luoghi del suo quotidiano, cercando invano se stesso fra le facce conosciute, finché con orrore scopre che in quella visione lui è già morto. Del suo passaggio su questo mondo non è rimasta altro che una lapide piena di erbacce a cui nessuno rende visita per ricordarlo. Col ritorno al presente nel giorno della vigilia di Natale, Scrooge si redime ed evita così la tragica prospettiva che gli è stata paventata, trasformando egoismo e avarizia in bontà e generosità, fondendosi a pieno con lo spirito natalizio.

    Il linguaggio usato da Dickens è davvero semplice e la trama risulta così essere facilmente godibile in ogni suo aspetto. Il grande pregio dell'autore è quindi proprio quello di inserire in una storia che sembra quasi una favola per bambini, fortissimi elementi di critica sociale e continui spunti di riflessione sulla nostra esistenza. Emblematica è la scena in cui rappresenta due bambini, figli dell'uomo, che sono Bisogno e Ignoranza: mostri orribili e spaventosi, si avvinghiano allo spirito del presente per farsi difendere dai loro stessi creatori, che li sfruttano per i propri scopi in privato per poi condannarli in pubblico. Inoltre particolarmente efficace è l'utilizzo del narratore della storia, che ironizzando spesso sulle paure di Scrooge, impedisce l'immedesimazione del lettore col personaggio. Nello stesso tempo coinvolgendo i nostri sensi, con numerosi riferimenti a sensazioni che tutti abbiamo provato nella vita, ci avvicina all'opera ed è allora che Dickens sferra i suoi attacchi alla società ottocentesca e più in generale ci invita a una riflessione sempre odierna sull'importanza della solidarietà e del rispetto per i nostri simili.

    "Avrei voluto, lo confesso, godere della più insignificante licenza di un bambino, essendo tuttavia sufficientemente uomo per conoscerne il valore" C.Dickens - Canto di Natale

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