Anonimo
Anonimo ha chiesto in SaluteAssistenza sanitariaPronto soccorso · 1 decennio fa

Che qualifiche deve avere un membro dell'equipaggio di un'ambulanza?

Ieri....mentre uscivo dal portone di casa....ho visto una scena davvero terribile...

Un uomo sulla 70 ina...cade a terra immobile....dopo 10 minuti arriva l'ambulanza..l'equipaggio era composto da 4 persone....ho potuto riconoscere solo uno di uno solo di essi....l'autista...che aveva il marchio di pilota sulla divisa...l'equipaggio rimanente si dedicò al corpo inerme...vidi che gli aprirono una linea venosa nel braccio inserendo credo una flebo di soluzione fisiologica....dopo aver accertato l'assenza del battito cominciarono a turno a comprimere il torace...quindi rianimazione cardio-polmonare...nello stesso tempo lo ventilavano....

Il tutto avveniva sul marciapiede...per terra....

Per quel che ho capito...vi era solo una dottoressa....che guardava i volontari della croce rossa comprimere il torace.....tutta l'operazione si protrasse per circa 50 minuti.....intanto la folla aumentava intorno a loro....passati quindi 50 minuti circa la dottoressa lesse il responso dell'elettrocardiogramma...risultato era assenza di battito...la dottoressa spiegò alla figlia dell'anziano, mentre gli altri continuavano a rianimarlo sul marciapiede, che non c'era niente da fare perchè il prolungato arresto e ipossia dovuta alla mancanza di attività cardiaca avevano sicuramente causato danni irrecersibili al cervello....ora...mi sono chiesto:

1) Perchè non hanno eseguito la rianimazione nell'ambulanza cercando di arrivare in ospedale per poter avere il supporto di altri medici e di altri strumenti??

2)Perchè non hanno utilizzato il defibrillatore per cercare il ripristino del battito cardiaco??

Sono un ragazzo di 19 anni...sogno di fare il medico...però tutto ciò che è stato fatto ieri per quel poveretto mi è sembrato davvero troppo insufficiente...davveo troppo poco...

Ritorno alla domanda per cercare di capire: Un equipaggio efficente quali competenze deve avere??

Perchè 3 volontari e un solo medico sono davvero pochi...

Grazie a tutti

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    sono anch'io un volontario e non sono d'accordo con ciò che ha scritto l'infermiera. secondo gli insegnamenti ricevuti quando arriviamo sul posto dove c'è una persona che non da segni di vita, un soccorritore fa chiedere aiuto e inizia la valutazione, 10 secondi di gas controllando il circolo sulla giugulare, se non ci sono segni di vita inizia ilmassaggio cardiaco, il secondo si prepara ad insufflare con l'ambu, ossigeno etc, e inizia a preparare il dae, e dopo due minuti di rianimazione cardiopolomare il defibrillatore fa la diagnosi e se è ritmo defibrillabile si prepara alla scarica. come può dire il medico, se il ritmo era defibrillabile o meno se non ha provato con nessuno strumento? per quanto riguarda la rianimazione invece si esegue sul posto e la dottoressa ha fatto bene, non si deve perdere tempo.tieni presente che se siamo inseriti in un contesto qual'è il 118 è perchè siamo formati e siamo sparsi sul territorio più di quanto lo siano le istituzioni, e per l'arresto cardiaco la tempestività dell'intervento è alla base di tutto, se si riesce ad intervenire nei primi 5 minuti c'è probabilità di riuscita quasi dell'80% ogni ulteriore minuto le probabilità si abbassano del10%. se chi si trova sul posto effettua immediatamente le compressioni toraciche e una discreta ventilazione, le probabilità di riuscita all'arrivo dei soccorsi sono maggiori. le morti per arresto cardiaco improvviso sono in media uno ogni mille abitanti ma si possono ridurre con l'insegnamento della rianimazione cardiopolmonare a tutti i cittadini.

    Fonte/i: volontario 118
  • 1 decennio fa

    sono state date risposte giuste per il 95% ma anche qualche contraddizione specie nell'ultimo intervento anche se valuto, siano in relazione alla preparazione assistenziale dei vari intervenuti. Quanto a colui che ha posto la domanda, la valutazione che ha dato sull'efficacia dell'intervento è una valutazione data da una persona senza minima conoscenza di assistenza, nemmeno di tipo generalizzato

  • 1 decennio fa

    sono volontaria da parecchi anni e sono anch'io d' accordo su quanto scritto sopra siamo sempre meno persone ,coraggio fate pure voi i volontari

  • Craig
    Lv 6
    1 decennio fa

    Punto primo: nel retro di un'ambulanza due soccorritori, un medico (o infermiere) e il paziente creano già una piccola folla, dove li vorresti mettere ulteriori soccorritori? Punto secondo: visto che c'era il medico l'ambulanza che hai visto era quella che dalle nostre parti si chiama "medicalizzata" ed i soccorritori devono avere superato un corso di livello avanzato e pure il Bls-d, che li autorizza ad usare da soli il defibrillatore semiautomatico e credimi, sono addestrati gestire un'emergenza molto spesso meglio dei medici di reparto. Punto terzo: proprio tu che vuoi fare il medico dovresti sapere che non tutti i ritmi sono defibrillabili, quindi usare un defibrillatore in assenza di attività elettrica del cuore è inutile, anzi, in questi casi l'unica chance di sopravvivenza è solo il massaggio cardiaco esterno che potrebbe (anche se in rari casi) riportare un ritmo defibrillabile (anche per merito di quell'accesso venoso che non serviva solo per la fisiologica, ma per un supporto farmcologico al paziente). Tutto questo è stato visto dal medico attraverso (immagino) le tre derivazioni ecg che gli erano state applicate dal'equpe. Credimi, penso che quell'equipaggio abbia fatto tutto il possible,perchè ti assicuro che 50 minuti di massaggio (anche se a turno) sfiancherebbero chiunque!

    Fonte/i: volontaria misericordie 118 arezzo
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    prima di me ti hanno già risposto in modo adeguato, vorrei solo aggiungere un paio di chiarimenti.

    non so dove abiti tu ma da me in emilia funziona così:

    equipaggio composto da autista (livello più alto del gruppo)

    barelliere rosso (con qualifica per utilizzare il dae)

    barelliere giallo (ultimo ma non meno importante)

    queste tre figure sono VOLONTARI che seguono corsi ed esami per poter prestare soccorso, ma non sono ne infermieri ne medici

    qualora il 118 ritenga che un servizio sia più grave di altri invia oltre all'ambulanza anche l'automedica su cui sono presenti medico e infermiere.

    in tutti i casi l'equipaggio è sotto la diretta responsabilità del 118 che darà indicazioni su cosa fare/ non fare.

    in questo caso, se come dici tu c'era il medico del 118, lui avrà deciso cosa era opportuno fare.

    per le specifiche tecniche del defribillatore ti hanno già risposto sopra

  • 1 decennio fa

    Prima di rispondera alla tue tue domande voglio premettere che il volontariato, sia in croce rossa, in A.N.P.AS che in misericordie è una cultura che sta andando perdendosi, ovvero ci sono sempre meno persone che si dedicano al volontariato. Di conseguenza ci sono sempre meno persone che coprono i turni. Mi è capitato di sentire dal 118, che ci ha chiesto di fare le emergenze per 2 gg conscutivi, che in genere facciamo un giorno di emergenze (ASA) e un giorno di reperibili per ordinarie, e appunto il 118 ci ha chiesto di fare per 2 gg le emergenze perchè la pubblica assistenza che doveva fare le emrgenze come di consueto non poteva in quanto non aveva personale qualificato al livello avanzato per poter ricoprire i turni. Ciò vuole anche dire che se un ambulanza deve arrivare da un posto più lontano perchè quella più vicina non è disponibile in quanto non c'è personale, l'infortunato ha minori possibilità di sopravvivenza perchè l'ambulanza impiega più tempo ad arrivare.

    Adesso ti rispondo alle domande. Se su un luogo c'è un medico del 118 è lui che assume il controllo di tutta la squadra in quanto ha una capacità di fare maggiore di quella di un volontario; arrivati sul posto con l'ambulanza il paziente non viene caricato e portato via ma viene prima fatto un tentativo di stabillizazione, ovvero si cerca prima di stabilizzare il paziente e poi lo si carcia sul ambulanza portandolo in ospedale se lo avessero caricato sull'amulanza subito appensa arrivati, avrebbero perso altro tempo e quindi altre possibilità di riuscita. Il defibrillatore se non lo hanno usato è perchè o il medico ha visto che non ce ne era necessità oppure perchè non lo avevano dietro cosa del tutto impossibile. Un equipaggio che si occupa delle urgenze-emergenze deve avere l'attestato di primo e di secondo livello. Il secondo livello è obbligatorio per potere operare sulle ambulanze in emergenza. E' vero che tre volontario e un medico sono pochi, ma sulle ambulanze non ci sentra se siamo in troppi, non c'è abbastanza spazio per operare e poi più di 3-4 soccorritori su un ambulanza sono sufficienti e pronti per tutto anche perchè per una rianimazione cardio polmonare ne servono solo 2, uno che massaggia e uno che ossigena. Quando 3 soccorritori sono pochi viene allertata un altra ambulanza o se c'è bisogno di un medico ed un infermiere viene chiamata l'auto-medica. Se mettessimo più di 3 soccorritori su un ambulanza si darebbero noia e sarebbero tolti dal formare un altra squadra. Credimi operare nelle emrgenze vere al tempo di oggi diventa quasi un problema. I volontari sono sempre meno, e i pochi che ci sono sacrficano tutto famiglia amici, studio, lavoro tempo libero per dedicare anche un ora al giorno ad aiutare chi ne ha vermanete bisogno, dal sempice anziano accompagnarlo a fare la spesa all'emrgenza dell'arresto cardiaco.

    Fonte/i: Volontario misericordie 118 Toscana
  • Fato
    Lv 6
    1 decennio fa

    Per prima cosa, è bene sapere che ovunque, sempre e comunque è meglio non muovere un ferito, se non in caso di estrema necessità.

    Questa è una tra le prime cose che viene insegnata ai bambini durante i corsi di primo soccorso.

    Secondo, se hanno deciso di non spostarla voleva dire che ritenevano potesse avere subito danni più gravi, se avesse avuto la colonna vertebrale rotta, ipotizzando che soffrisse di osteoporosi e se la fosse rotta nella caduta, lo spostamento avrebbe richiesto grande delicatezza, e molto tempo...

    E' stata l'idea migliore non muoverla, avrebbero necessitato di più tempo prima della rianimazione, e di sicuro ci sarebbero state ancora minori probabilità di sopravvivenza.

    Se anche fossero arrivati in ospedale, comunque, in ambiente sterile, con tutti gli strumenti disponibili a loro disposizione è assai improbabile che la donna rinvenisse miracolosamente: solo un medico alla volta può effettuare una rianimazione, ed è uguale sia per un medico professionista che per un volontario.

    Infine la faccenda defibrillatore.

    Questo strumento è particolarmente delicato e si deve usare in maniera molto più responsabile rispetto a quello che fanno vedere nei film.

    Infine, per essere un volontario della croce rossa, basta seguire il corso che ti fanno, in cui ti spiegano come soccorrere un ferito.

    Ovviamente sarebbe molto meglio un equipaggio di medici specializzati molto esperti, ma purtroppo c'è sia l'insufficenza fisiologica di medici sia l'insufficienza di fondi (un volontario è praticamente gratuito, un medico esperto costa molto).

    Un equipaggio volontario di un'ambulanza ha già le competenze necessarie per una rianimazione o per un primo soccorso.

    P.s. Anche il medico più esperto non avrebbe potuto fare di più con una persona anziana in quelle condizioni, hanno tentato una rianimazione, è inutile dire che quando viene l'ora per una persona ci può anche essere il più qualificato team di medici, ma... la natura è più forte.

  • 1 decennio fa

    Ciao, sono un'infermiera. Mi associo completamente a ciò che ha scritto "volontario misericordia", ma ci tenevo a fare una precisazione sull'uso del defibrillatore: contrariamente a quanto si pensi il defibrillatore non viene utilizzato in caso di arresto cardiaco, bensì quando si presenta uno di questi tre casi: tachicardia ventricolare, flutter, fibrillazione ventricolare. Evidentemente il paziente in questione era in arresto cardiaco, di conseguenza non avrebbe avuto senso utilizzare il defibrillatore, ma era invece necessario procedere con una manovra di rianimazione cardio-polmonare come in effetti è avvenuto. Qualora tramite il massaggio cardiaco fossero riusciti a riportare il cuore ad un'attività, molto probabilmente ad una fibrillazione, allora a quel punto sì che sarebbe stato necessario ricorrere al defibrillatore. Spero tanto riuscirai nel tuo sogno di diventare medico. In bocca al lupo!!!!

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