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? ha chiesto in Auto e trasportiAuto e trasporti - Altro · 1 decennio fa

incidente tra automobilista e pedone, danni responsabilità e conseguenze?

mi è sorta una curiosità.. vedendo gia altre risposte.. e leggendo molti commenti insulsi.. ma purtroppo leggendo anche risposte serie.. ho visto che comunque si parla quasi sempre della regola: il pedone ha sempre ragione.

l'esempio riportato è il seguente: l'automobile marcia su strada a due corsie a doppio senso di circolazione ,limite di velocità 60km/h,si trova a distanza 150 metri circa da una rotonda(dietro) a 250 metri circa da un semaforo(incrocio) davanti,strada sgombra (nessuna auto che viaggiava nella stessa direzione di marcia),nessuna presenza di strisce pedonali,presenza di una curva che riduce l'angolo di visione.

condizioni atmosferiche e del terreno:pioggia leggera, asfalto bagnato e molto liscio, strada poco illuminata, orario notturno (sole calato completamente da piu di un ora)

appena l'automobile esce dalla curva a distanza di una ventina di metri circa sbuca un pedone che attraversa la strada dal lato sinistro verso il lato destro rispetto al conducente.

avvistato il rischio di un probabile investimento dovuto anche alla scarsa visibilità(il pedone sbuca all improvviso, correndo per attraversare) il conducente frena perdendo il controllo della vettura si direziona nella corsia opposta, vedendo veicoli sopraggiungere cerca di riprendere il controllo della vettura sterzando a destra, l'automobile inizialmente non risponde dopo qualche secondo acquista nuovamente trazione e parte violentemente sul bordo della strada dove per evitare il pedone che era ancora presente sul bordo della strada sbatte contro un cassonetto dell immondizia, il forte urto dell auto incontrollata provoca una traslazione dell automobile di 120° in direzione opposta al senso di marcia colpendo con la parte posteriore dell auto, il pedone , il quale viene colpito ad una gamba e alla schiena cadendo a terra.

vorrei sapere secondo il codice della strada...quali sono gli elementi da giudicare?come potrebbe risolversi la vicenda? percentuali di colpe, assicurazioni, pagamento danni,etc,lascio agli esperti il compito.

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    La dinamica del sinistro , direi esposta in modo dettagliato, con l'uso di una terminologia in alcuni passaggi, propria dell'infortunistica stradale, va osservata in ordine alle condotte delle parti coinvolte, le cui manovre vanno analizzate con riferimento alle norme comportamentali del Codice della Strada ,oltre che sotto il profilo generico della perizia, diligenza e prudenza.

    La condotta di guida del nostro conducente, alla luce dell'evoluzione cinematica del veicolo , posta questa in relazione allo stato dei luoghi, risulta , direi in maniera oggettivamente incontrovertibile, in violazione dell'art.141/3 CdS che obbliga i conducenti a moderare la velocita' in presenza di situazioni potenzialmente pericolose quali, nel caso di specie, tratto di strada caratterizzato da una curva a stretto raggio, piano viabile bagnato e visibilità ridotta.

    Infatti, la perdita di controllo conseguente all'azione frenante, la prolungata fase di sbandamento, l'urto violento contro il cassonetto per la raccolta dei rsu ed, infine, l'ulteriore traslazione in direzione opposta al senso di marcia, sono fatti e circostanze che provano, oltre ogni dubbio, una velocità non commisurata alla situazione ambientale e , quindi, in contrasto con la norma citata.

    Tale comportamento, illecito ed imprudente, tenuto dal nostro conducente gia' prima del palesarsi della condizione di pericolo che si concretizzera' poi nel sinistro, lo pone sicuramente in una situazione di responsabilità penale ( in caso di Querela) e civile, con riferimento all'obbligo del risarcimento del danno che verra' poi di fatto, ex legge 990/69 ed attuale Codice delle assicurazioni private, operato dall'compagnia assicuratrice.

    Per quanto attiene al pedone , ritengo che ogni valutazione in ordine alla sua condotta e, quindi, alle modalità con cui ha intrapreso l'attraversamento della carreggiata, non possa prescindere da una appropriata e realistica valutazione della velocità dell'auto che lo avrebbe poi investito.

    Infatti, prima di ogni considerazione circa la precedenza ,referita sia al pedone che all'autovettura, sarebbe opportuno valutare obiettivamente se, in base alla stimabile velocità tenuta dal veicolo ( non hai purtroppo precisato le distanze specifiche del sinistro ) e tenendo presente la conformazione curvilinea della strada, tra le due parti vi fosse la possibilità di reciproco avvistamento prima dell'inizio dell'attraversamento da parte del pedone.

    In sostanza, voglio dirti che prima di ogni ulteriore considerazione sull'atteggiamento del pedone, bisogna stabilire se questi , nel momento in cui iniziava ad attraversare la strada, avesse o meno la concreta possibilità di avvistare l'auto dietro la curva che, hai detto, era distante solo 20 metri.

    Solo dopo aver stabilito detta circostanza, puo definirsi una stima cronologica degli avvenimenti idonei ad acceratre, in ultima analisi, se il pedone avesse gia' iniziato l'attraversamento, nel qual caso il conducente dell'auto era tenuto a cedergli precedenza ( art. 191), oppure se il pedone aveva potuto percepire il sopraggiungere dell'auto per cui era tenuto, vista la mancanza di strisce pedonali, a cedere al veicolo la priorità di transito ( art. 190 cds).

    In ordine alle altre domande, ritengo, personalmente, che per la natura degli argomenti e le svariate circostanze variabili che intervengono ( l'infortunistica stradale ed il risarcimento del danno sono le scienze piu' inesatte che esistono) ogni risposta risulti quantomento presuntiva .

    Infatti, oltre a quanto detto circa l'impossibilità , senza ulteriori elementi specifici, di accertare la responsabilità del pedone , lo sviluppo giuridico-economico del sinistro sia correlato ad altre circostanze da te non indicate( inabilità temporanea - permanente - danni economici da lucro cessante - danni morali ecc ) ed a tutta una serie di fattori non codificabili giuridicamente ma lasciate ad apprezzamenti soggettivi ( liquidatori assicurativi - giudice ).

    Saluto.

    Fonte/i: Storie di tutti i giorni
  • Luca G
    Lv 5
    1 decennio fa

    Considerando che il codice della strada prevede espressamente che se le strisce pedonali distano più di 100 mt da dove si trova il pedone questo può attraversare (con diritto di precedenza) fuori dalle strisce e che se una macchina non gli da la precedenza l'automobilista oltre al verbale si vede togliere 3 punti (5 se sulle strisce) dalla patente e considerando tutte le sbandate che hai fatto deducendone che non andavi piano e hai comunque urtato il pedone per di più sul marciapiede la colpa viene attribuita esclusivamente a te e probabilmente oltre a risarcire i danni al pedone dovrai pagare anche un bel verbale (se poi è intervenuta la polizia o i carabinieri per i rilievi e gli hai raccontato tutte le sbandate della macchina ti toglieranno anche dei punti per la velocità in quanto in prossimità di curve o dossi che limitano la visibilità bisogna rallentare e oltretutto lo dovevi fare a maggior ragione perchè la strada era anche bagnata liscia e poco illuminata).

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