280695 ha chiesto in SaluteOculistica · 1 decennio fa

Secchezza oculare, chi mi aiuta?

A settembre mi e' stata diagnosticata secchezza oculare (dal test 3 mm) eda allora uso lacrime artificiali, un gel da utilizzare la notte ed un integratore x la "qualità'" stessa delle lacrime. Ma niente, il problema rimane. Ho sempre la sensazione di calore agli occhi, sono arrossati, palpebre gonfie e sempre la sensazione di dover piangere. E' possibile che ci sia anche una componente allergica sfuggita all'oculista ? Inoltre, perché' molto spesso , quando ruoto gli occhi, alle estremità' degli occhi stessi avverto delle scosse ? Ultima domanda : la secchezza può' essere secondaria ad altre patologie ? ( es . diabete, malattie immunitarie ). Grazie

1 risposta

Classificazione
  • Bibi
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Prova a guardare qui:

    I sintomi possono essere provocati da:

    ridotta frequenza di chiusura delle palpebre (diminuzione ammiccamento), per esempio nella lettura, nel guidare, nel lavoro al computer o nel guardare la televisione

    esposizione a smog, polvere, fumo di sigarette

    aria condizionata o ambiente secco in genere

    CAUSE

    La causa più frequente è l’incapacità da parte delle ghiandole lacrimali palpebrali di produrre le lacrime, legato al processo naturale di invecchiamento. Alcuni farmaci come quelli usati nell’ipertensione arteriosa o nelle malattie renali, o i farmaci tranquillanti o gli ansiolitici possono causare una riduzione della produzione di lacrime. Raramente l’occhio secco può far parte di una sindrome come la S. di Sjogren, che insorge nelle persone affette da Artrite reumatoide o altre patologie autoimmunitarie.

    Alcuni pazienti lamentano lacrimazione abbondante. Questo è un effetto paradosso, in quanto la superficie oculare asciutta è uno stimolo continuo per le ghiandole lacrimali a produrre più lacrime per cui il paziente sente l’occhio bagnato. Comunque la lacrima prodotta è così alterata che non riesce a lubrificare la superficie oculare per cui i sintomi persistono.

    VISITA OCULISTICA

    La visita oculistica riveste un ruolo importante. Infatti l’oculista può valutare la quantità e la qualità della lacrima ed eventuali danni alla superficie corneale.

    La quantità di lacrime viene valutata mediante il test di Shirmer, cioè mediante delle striscie di carta bibula che vengono poste piegate all’interno dell’occhio. In questo modo si misura la quantità di lacrima prodotta dopo 5 minuti.

    La qualità della lacrima viene valutata con il BUT (cioè break up time o tempo di rottura del film lacrimale). Un colorante, cioè la fluoresceina viene disciolta nel film lacrimale e con un particolare filtro di luce blu si evidenzia la lacrima. Il film lacrimale, in genere, si rompe dopo 15 secondi o più. Se la rottura del film lacrimale si verifica prima dei 10 secondi si è in presenza di un occhio secco.

    TERAPIA

    Pertanto è lo specialista oculista che durante la visita mette in evidenza la situazione della superficie oculare e del film lacrimale e suggerisce l’eventuale terapia con dei sostituti lacrimali.

    Le lacrime artificiali possono essere usate con tutta tranquillità anche per lunghi periodi, in quanto sono sostanze inerti che non vengono assorbite dall’occhio. Pertanto l’uso cronico non crea problemi né localmente (agli occhi) né sistemicamente (a tutto l’ornganismo). Per l’uso frequente sono più indicati i preparati monouso senza conservanti.

    Nel caso la secchezza oculare è molto grave si può arrivare alla chiusura dei canalini lacrimali (quei sottili canali che convogliano le lacrime al naso) con dei tappi rimovibili in silicone. CONTINUA... Guarda i link sotto.

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