reibo88 ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Aiuto su un saggio breve..?!?

Ciaoo!

io dovrei fare un saggio breve su cosa pensava Manzoni del popolo milanese [più precisamente sull'assalto al forno], e cosa pensava invece Tomasi di Lampedusa sul popolo siciliano [più precisamente sul brano "Chevalley e il principe"]

Potete aiutarmi?

Grazie mille! ^-^

1 risposta

Classificazione
  • Angela
    Lv 6
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Il capitolo dove si narra dell0’assalto al forno cui Renzo assistette si apre con un'ampia digressione storica nella quale si analizzano le ragioni della carestia: raccolti scarsi, sprechi, pressione fiscale, il prezzo del pane che viene aumentato causando il malumore del popolo. La folla blocca il garzone di un panettiere e lo deruba della cesta del pane: prende così avvio il tumulto di San Martino. La massa si dirige poi verso il forno "delle grucce" e, malgrado l'intervento degli alabardieri e del capitano di giustizia, dopo un breve assedio, dà l'assalto al forno stesso rubando pane, farina, denaro e distruggendo ogni cosa.

    Con le vicende narrate in questo capitolo il Manzoni tratta il tema della giustizia cui riserva la sua ironia ma soprattutto quello dell’irrazionalità e istintualità delle masse. Il Manzoni, denuncia soprattutto quel collettivismo che porta ad atti di violenza verso innocenti o verso persone che hanno fatto lo sbaglio di ubbidire agli ordini dei superiori. Ma in questa folla emergono soprattutto dei personaggi detti furbi che incitando la folla per trarne vantaggio, saccheggiano le casse del forno disinteressandosi del pane che il resto della folla vuole perchè muore di fame

    Nel maggio 1860, dopo lo sbarco dei garibaldini in Sicilia, Don Fabrizio, Principe di Salina, un aristocratico molto colto, assiste con distacco e con malinconia alla fine del suo ceto. Il Principe riceve la visita di Chevalley di Monterzuolo, mediocre funzionario piemontese che offre a Don Fabrizio il titolo di senatore del Regno. Il Principe rifiuta e spiega come, nonostante i tanti invasori, i tanti colonizzatori che vollero imporre alla Sicilia usi e religioni diverse l'anima siciliana è rimasta intatta nonstante un apparente adattamento ai costumi degli invasori. Don Fabrizio ben cosciente della superiorità delle sue tradizioni rispetto alla ''modernità'' apportata dai piemontesi, pronunciando la frase che è racchiude il vero senso dell'opera "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.".

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