Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

PESCI E PANI........?

Il miracolo della moltiplicazione dei due pesci e dei cinque pani, ha attirato l'attenzione di numerosi commentatori dei Vangeli.

Come spiegare quel 'miracolo' ?

Gesù faceva appello alle forze occulte?

Possiamo osservare questo passaggio da un altro punto di vista che non sia canonico?

Cosa effettivamente simboleggiano i pesci e i pani?

nei Vangeli questi due simboli, sono descritti nella varie forme.

buona Pace!

6 risposte

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  • 1 decennio fa
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    Il miracolo del pane racconta qual­cosa di molto più grande e bello che non la semplice moltiplica­zione di cinque pani e due pesci.

    Più che un miracolo è un segno, fessura di mistero.

    Il racconto è pieno di simboli bel­lissimi: è ormai primavera, tempo di Pasqua; c’è il monte grande sim­bolo della casa di Dio; c’è molta erba che richiama i pascoli, e il Sal­mo del buon pastore; ci sono i nu­meri: cinque pani e due pesci for­mano il sette, simbolo della pie­nezza; c’è il pane d’orzo, pane di primizia perché l’orzo è il primo dei cereali che matura, primo pa­ne nuovo; e c’è un ragazzo, nep­pure un uomo adulto, una primi­zia d’uomo. Un Vangelo pieno d’inizi, pieno di gemme che fioriscono per grazia. Modello del discepolo oggi è un ragazzo senza nome e senza vol­to, che dona ciò che ha per vivere, che con la sua generosità innesca la spirale della condivisione, vero miracolo.

    Il problema del nostro mondo non è la penuria di pane, ma la povertà di quel lievito che incalza e spin­ge a condividere, a diventare sa­cramenti di comunione. «Al mon­do, il cristiano non fornisce pane, fornisce lievito»

    E ci sono anche i dodici canestri di pezzi avanzati, uno per ogni tribù, segno di abbondanza dalla quale nessuno è escluso; parola sulle co­se: non devono andare perdute perché sono sacre, una santità è i­scritta perfino nella materia, perfino nelle briciole del pane.

    Prese i pani, rese grazie e li distri­buì: tre verbi che ci ricollegano su­bito a ogni Eucaristia. E mentre lo distribuiva, il pane non veniva a mancare, e mentre passava di ma­no in mano, restava in ogni mano. Il Vangelo neppure parla di moltiplicazione ma di distribuzione.

    «Credo sia più facile moltiplicare il pane, che non distribuirlo. C’è tanto di quel pane sulla terra che a condividerlo basterebbe per tut­ti»

    Gesù rifiuta di essere fatto re ma non rifiuta l’acclamazione a pro­feta. La profezia gli si addice: è bocca di Dio e bocca dei poveri.

    Ma dal potere, da tutto ciò che cir­conda il nome di re, fugge lonta­no. Non il potere, dunque, ma la profezia per me cristiano, per l’in­tera Chiesa: essere bocca di Dio e voce dei poveri è il lievito buono che il cristiano fornisce al mondo.

    Pesci e pane, 7 numero divino pesci come anime che bisogna nutrire con il pane puro dell'amore e dell'illuminazione. Il nutrimento dell'anima

    quell' UOMO ha detto gettate le reti e i pesci arriveranno in abbondanza: gettate la mia parola e chi ama vi seguirà, nutrite queste aninme con il pane semplice dell'Amore e della comprensione. questo è il vero significato del miracolo che si compie in continuazione, quando un'anima si nutre del SUO AMORE e ogni essere porge questo pane ad un'anima che lo cerca per nutrire lo spirito.

    Non ci sono Miracoli materiali, il vero miracolo è quello spirituale: Venite a Me e capirete chi sono io sono l'Amore, la Pace e la LUCE

    chi mi segue sarà saziato e non dovrà temere di non avere il cibo per la Sua anima. Il corpo trova sempre nutrimento, ma l'anima ha bisogno di credere per nutrirsi.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Nel deserto dove Gesù predica e guarisce i malati, non manca solo il pane da mangiare per tutti. Le parole del vangelo non raccontano solamente il prodigio di Gesù che riesce a sfamare tutti partendo da pochi pani e pesci, ma mettono bene in evidenza anche la mancanza di fiducia dei più stretti collaboratori del Maestro, i suoi dodici discepoli.

    I discepoli partono da una constatazione molto pratica e logica: con cinque pani e due pesci come si fa a organizzare un pasto per così tante persone?

    Ecco quel che manca veramente in quel deserto: la fiducia; e questa mancanza di fiducia rischia di far fallire la predicazione e l’azione di Gesù.

    Credo che Gesù sia rimasto molto amareggiato da tutto questo. I suoi amici che lo seguono da tempo e che dovrebbero oramai conoscere a memoria i suoi insegnamenti e che sicuramente hanno visto un sacco di miracoli, ancora non credono e sono prigionieri del loro senso pratico e del calcolo umano.

    Siamo forse così anche noi oggi?

    Ci sono persone che vanno a messa ogni domenica.. ascoltano il messaggio... ma dove lo custodiscono..?

    Pregano... e poi nella vita di ogni giorno si sentono soli e non mostrano un minimo di fiducia nella presenza del Signore. E chi ci incontra si domanda se veramente crediamo che il Signore è con noi.

    Dobbiamo togliere un po’ il senso del calcolo in tutto ciò che facciamo. Non dobbiamo avere paura di dare il nostro tempo per aiutare qualcuno anche se ci sembra di averne poco. Non dobbiamo calcolare i centesimi quando diamo qualcosa e anzi dobbiamo regalare con più frequenza. Proviamo davvero a fidarci un po’ di più di Dio e a diventare noi stessi strumenti di Dio. Cosi'Gesù non ci trovera' con le mani occupate a trattenere quel poco che abbiamo come se tutto dipendesse da questo, ma ci trovera' liberi e disponibili a distribuire con Lui il suo pane dell’amore.

    Buona Pace a te Adon

    Alba

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    I pesci e i pani sono un cibo simbolico nel Vangelo, essi rappresentano il necessario per vivere in questa vita, per sfamare il nostro corpo, ma Gesù e questo lo dirà più tardi non ci da solo il cibo per il nostro corpo, come chiedevano gli uomini, ma é un primo assaggio di quello che sarà il vero cibo, la Eucarestia il cibo dell' anima. L' uomo non si rende conto che Cristo gli vuol far capire che l' uomo non vive solo di cibo materiale, ma ha bisogno del cibo dell' anima, ben più importante per la sua salvezza divina.

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  • 1 decennio fa

    bhe un miracolo è un miracolo..se ci credi ---

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Come ti hanno già fatto notare i miracoli sono un segno di potenza per convincere gli increduli e per fare capire quanto sia grande l'amore di Dio. Ce n'è, cenè per tutti, ce n'è in abbondanza. Ma il miracolo è solo un segno, non il fine. Intatti 'non di solo pane vive l'uomo'. Tant'è che Gesù stesso si farà pane e vino. E' Cristo il vero cibo di cui abbiamo bisogno. E' questo il punto essenziale. Il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci ha più che altro il valore della testimonianza. Da qquesto miracolo chi lo segue intuisce che quanto dice è vero. Se Dio ci ama , ci ama sempre, non solo quando 'fa il miracolo'. Questa parabola suona come un monito e un invito ad avere fiducia in Lui. Se sapessimo dividerci quello che abbiamo, se davvero sapessimo donarci gli uni gli altri già ci renderemmo conto che Dio ci ha dato quello di cui habbiamo bisogno, non avremmo più paura di morire di fame, anzi ce ne avremo in avanzo (trovo emblematico che per compiere il miracolo Gesù raccolga ciò che viene messo a disposizione dai presenti). In realtà quello che ci nutre veramente è Cristo stesso. Cristo infatti si era preoccupato di parlare alle folle , solo i 12 si preoccupano della 'pancia'. La cosa meravigliosa è che Gesù non si sottrae a quello che a posteriori sembra una richiesta futile (gli stessi 12 spesso non comprendevano quello che diceva Gesù). Con i miracoli, con la stessa morte in croce e la resurrezione Gesù sembra costantemente dirci: ecco, voi non credete, pensate sempre alle vostre pance (ai bisogni umani), ma in realtà voi avete bisogno di altro, non vi preoccupate della pancià perchè in realtà vi ho già dato tutto, da sempre, vi do Me stesso.

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  • 1 decennio fa

    Tu lo dici: miracolo. Dunque non si può spiegare.

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