Giulio ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Mi riassumete brevemente la religione preistorica?

4 risposte

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  • Risposta preferita

    Tutto comincia nelle grotte preistoriche dell’area franco-cantabrica, in una regione che si snoda dal sud della Spagna fino a nord, nei Pirenei. Qui, il mistero del significato della vita era considerato dall’uomo il più semplice fra tutti gli enigmi: esso era legato unicamente all’esito di un perenne conflitto, ma pur sempre rispettoso, tra uomo e natura. In questo rapporto, l’uomo ha fondato le basi della sua religiosità. La nascita, la sopravvivenza e la morte dipendevano e si regolavano con una natura molto diversa, e forse più ostile, di quella dei giorni nostri. Tutto era da inventare, da costruire e da difendere, senza distruggere o modificare perché la stessa natura, che decideva sulla morte, era elemento fondamentale per la sopravvivenza e la vita.

    Così la Dea Natura, Madre di tutte le cose viventi e non, si spiegava sulla Terra con i suoi rispettivi femminili i quali trovavano rinnovamento della vita, nella continuazione della propria specie, tramite gli elementi complementari maschili. Da qui, il rispetto dell’animale che, seppur cacciato, rappresentava l’espressione della divinità : tramite la caccia, nel rispetto garante della riproduzione animale, l’uomo riusciva a garantire la sopravvivenza della propria specie. Non a caso gli antichi Indiani d’America cacciavano i bisonti, abbattendoli solo per la quantità necessaria per sopravvivere durante l’inverno (garantendo, così, anche la sopravvivenza di quella specie animale, espressione della divinità, la Dea Madre di tutte le cose).

    Le grotte dell’area franco-cantabrica, dai ripari rocciosi meno profondi e più arcaici della fine del paleolitico medio alle caverne chilometriche più profonde del Paleolitico superiore, rivelano l’equazione costante di figure di animali e di segni geometrici (incisi e/o dipinti) lungo tutto il percorso. Come le chiese dei nostri giorni, esse avevano la valenza di “santuari” dove sistematicamente venivano collocati simboli geometrici e figure animali di tipo maschile e di tipo femminile.

    Il significato di queste figure e di questi segni, attraverso studi di antropologia comparata (effettuati su culture di natura primitiva ancora esistenti sul nostro pianeta ed estranei ad ogni tipo di contatto con la società moderna), ha contribuito a rivelare l’arcaicità del nostro “sentimento religioso”.

    La complementarità dell’elemento maschile e dell’elemento femminile ha origini preistoriche; le figure animali sono disposte con ordine programmato e predeterminato lungo il percorso delle grotte a seconda della loro natura maschile o femminile. Ad esempio, all’entrata e nel fondo della grotta sono rappresentati animali di tipo maschile (cavalli o cervini), nelle piccole nicchie, nei passaggi o nelle alcove dominano gli elementi maschili, nelle grandi sale (spesso ricavate nelle parti più centrali del percorso) dominano grandi gruppi di figure animali di natura femminile (bovini o puledre) circondati da alcuni elementi maschili, tori, bisonti, cervini o segni geometrici. La grotta di Lascaux ne è una prova lampante. L’ homo sapiens del paleolitico superiore considerava la grotta non più come il suo habitat o il suo riparo naturale, ma bensì come una “chiesa” nella quale rappresentare la sua “fede”: la dea natura costituita dalla divinità maschile e da quella femminile, riconoscibili nel mondo degli esseri animali, fonte di vita e sopravvivenza.

    Ma se gli animali raffigurati dipinti e incisi hanno il significato di “dualismo divino”, altrettanto si può dire per i segni geometrici distribuiti lungo i percorsi di tutte le grotte (anche questi dislocati con predeterminazione). Infatti, come per gli animali così anche per i segni geometrici l’homo sapiens ha individuato una complementarità tra segni di tipo maschile e segni di tipo femminile.

    I segni rappresentati nelle grotte franco-cantabriche sono stati studiati e catalogati secondo un processo evolutivo, durante un tempo che si snoda dal paleolitico medio a quello superiore.

    In “Préhistoire de l’art occidental” André Leroi-Gourhan riesce a stabilire non solo un ordine cronologico di tutte le espressioni dell’arte franco-cantabrica ma addirittura un senso topografico di collocazione di determinate figure animali lungo il percorso di tutte le caverne della stessa area.

    Durante i suoi studi, si convinceva sempre di più che la ripetizione di alcuni animali e soprattutto di alcuni segni, dislocati nelle varie zone delle grotte, appariva assolutamente non casuale.

    Sebbene il Breuil avesse già fatto una catalogazione di tipo meccanografico di tutte queste figure, il Leroi-Gourhan riusciva ad osservarle e rivederle come parti di uno schema fisso: il bisonte vicino al cavallo, i cervi e gli stambecchi presso il fondo del riparo, i segni a bastone presso le estremità

    Anche la Dott.ssa Laming –Emperaire aveva concluso che gli insiemi raffigurati nelle grotte erano vere e proprie composizioni e non un gioco di addizioni casuali ad opera dei cacciatori.

    Fonte/i: The God of River
  • Anonimo
    1 decennio fa

    nella preistoria l'uomo non poteva credere a qualcosa di immateriale perchè semplicemente aveva tutta la realtà da scoprire. ogni forma d'arte quindi,è legata in modo forte all'universo esperienziale della realtà,e quindi non esistevano dei particolari

  • 1 decennio fa

    Immaginiamo di fare una scala di popoli e partiamo dal primo.

    I popoli della Mesopotamia erano politeisti, cioé adoravano molte divinità. Gli dei personificavano le forze della natura più importanti : il sole ( Anu ) , l'acqua, la terra ( Enki ) , l'aria ( Enli ). A Babilonia venivano adorati il dio creatore Marduk e la dea Ishtar, la stella di Venere. In Mesopotamia nacque il primo racconto della creazione dell'uomo avvenuta, secondo gli Assiro-Babilonesi, per opera di Marduk che lo creò dall'argilla, infondendogli la vita con il suo soffio divino. Anche il racconto del diluvio universale nacque in Mesopotamia. Al fine di onorare i gesti e i canti degli Dei, vennero costruite le ziqqurat. Al centro della città sumerica c'era il tempio, un grande edificio a forma di piramide a gradoni che erano fatte con blocchi di fango secco, tenuti insieme con il bitume. Sulla cima sorgeva un tempietto dedicato al dio protettore della Città. Per salire al tempio e celebrare i suoi riti, bisognava percorrere una lunga scalinata. In cima alle ziqqurat salivano anche gli astronomi per studiare il cielo, le stelle e i pianeti. Vi salivano anche le sentinelle che controllavano le piene del Tigri e dell'Eufrate.

    Passiamo, quindi, alla civiltà indiana.

    La religione indiana fu l'Induismo. Gli Indiani adoravano il dio supremo Brama, il dio del bene Visnù e il dio del male Shiva. Gli induisti credevano nella reincarnazione. Essi ritenevano che prima di giungere al Nirvana, cioé alla beatitudine,ogni individuo dovesse vivere più volte, nascendo in corpi diversi. In questo modo si poteva salire o scendere nella scala delle caste, in base al comportamento durante la vita precedente.

    Strettamente legata all'induismo é la religione degli antichi Cinesi.

    In ogni casa venivano onorati gli antenati, che erano gli spiriti protettori della famiglia. Molto forte era per tutti il sentimento dell'onore e della lealtà. Questi valori, insieme alla sincerità e alla benevolenza, dovevano essere il fondamento della società cinese. Questo, infatti, era ciò che era stato insegnato da Confucio, un pensatore che visse tra il VI e il V secolo a.C , : dopo la morte, le sue idee si diffusero tra tutti i Cinesi e diventarono una religione, una filosofia, un'arte.

    Ora credo di essere arrivato alla pagina in cui sarà più bello << seguire >>. Gli Egizi erano politeisti, cioé adoravano molti dei : alcuni proteggevano singole città, altri invece erano adorati in tutto il regno. Alcuni dei erano zoomorfi, cioé avevano la forma di animali ed erano legati a fenomeni e ambienti naturali. Altre divinità invece erano antropomorfe, cioé avevano forma umana :

    OSTRIDE, dio dell'aldilà

    ISIDE, sorella e moglie di Osiride, proteggeva le donne e i bambini

    AMON-RA, dio del Sole e creatore degli uomini

    HORUS, figlio di Osiride e Iside, protettore del faraone. Era rappresentato con la testa di falco.

    ANUBI Signore dei morti, protettori degli imbalsamati, rappresentato con la testa da sciacallo.

    SETH, fratello di Osiride e suo nemico mortale. Dio del destino e delle tempeste di sabbia, rappresentato con la testa di asino.

    Fonte/i: @ Dio del Fiume = Bella la firma in inglese, ma grammaticalmente sarebbe River's God.
  • 1 decennio fa

    Tutte le religioni del nostro mondo si sono specializzate secondo forme e canoni adattati al tipo di società alle quali appartenevano. La metamorfosi delle varie religioni si è sviluppata come in un diagramma costituito dall’asse del tempo e dall’asse dello spazio (o luogo); in ciascuna regione del nostro pianeta il percorso è stato diverso a secondo dello spostamento, delle conquiste e dello stanziamento permanente dei nostri predecessori.

    La nostra società moderna è ormai lontana anni-luce dalle culture preistoriche dalle quali discende e non riesce a riconoscerne le proprie origini, nemmeno da quelle poche culture primitive ancora esistenti (e mai intaccate dal progresso), in qualche angolo sperduto del nostro globo.

    Addirittura le stesse nostre istituzioni religiose hanno perso i riferimenti primitivi dei propri fondamenti spirituali e, semmai fossero ancora individuabili, queste stesse istituzioni si rifiutano di riconoscerle: a volte vengono volutamente celate, altre volte ne vengono banditi gli studiosi e i divulgatori .

    Le tematiche rimesse in discussione dal caso moderno del “Codice da Vinci” ne sono un esempio lampante in tutti e due i casi; inoltre, la questione è stata analizzata dai diretti interessati (Chiesa da una parte e romanziere dall’altra) come soggetto isolato e relegabile alla sola religione cristiana. In realtà, tutta la materia è ben più vasta ed importante: non è solo in discussione il cristianesimo, ma bensì tutto il fondamento della filosofia religiosa generata dal nostro antenato Homo Sapiens, modificata nei luoghi originari dell’antica Grecia, riscoperta nel medio-oriente ed arrivata fino ai giorni nostri in Occidente. Il tutto in un percorso temporale tuttora leggibile di circa 20.000 anni. Ma i fondamenti del “senso religioso” della nostra specie potrebbero avere origini ancora più anteriori.

    Il finale del romanzo “Il Codice da Vinci” rivela solo una parte della contestata teoria, la quale ci appare attraverso un viaggio a ritroso nel tempo. Ci ritroviamo a scoprire il neutrino dopo la cellula, o i buchi neri dopo la materia. Stiamo svelando le nostre verità remote e nascoste, le quali non costituiscono altro che l’origine di tutte le religioni; è così che oggi, talmente lontani da esse, queste nostre origini ci appaiono scandalose ed irriverenti ( se non addirittura impossibili, come l’universo parallelo per quello attuale, l’antimateria per la materia, la para-psicologia per la realtà, il femminineo sacro per la religione moderna).

    Ci risulterà difficile ed impossibile capire l’arcano, l’origine di tutte le religioni: la verità è talmente semplice che ci appare troppo lontana ed estranea ad ogni nostra possibilità di appartenenza.

    Il viaggio comincia nelle grotte preistoriche dell’area franco-cantabrica, in una regione che si snoda dal sud della Spagna fino a nord, nei Pirenei. Qui, il mistero del significato della vita era considerato dall’uomo il più semplice fra tutti gli enigmi: esso era legato unicamente all’esito di un perenne conflitto, ma pur sempre rispettoso, tra uomo e natura. In questo rapporto, l’uomo ha fondato le basi della sua religiosità. La nascita, la sopravvivenza e la morte dipendevano e si regolavano con una natura molto diversa, e forse più ostile, di quella dei giorni nostri. Tutto era da inventare, da costruire e da difendere, senza distruggere o modificare perché la stessa natura, che decideva sulla morte, era elemento fondamentale per la sopravvivenza e la vita.

    Così la Dea Natura, Madre di tutte le cose viventi e non, si spiegava sulla Terra con i suoi rispettivi femminili i quali trovavano rinnovamento della vita, nella continuazione della propria specie, tramite gli elementi complementari maschili. Da qui, il rispetto dell’animale che, seppur cacciato, rappresentava l’espressione della divinità : tramite la caccia, nel rispetto garante della riproduzione animale, l’uomo riusciva a garantire la sopravvivenza della propria specie. Non a caso gli antichi Indiani d’America cacciavano i bisonti, abbattendoli solo per la quantità necessaria per sopravvivere durante l’inverno (garantendo, così, anche la sopravvivenza di quella specie animale, espressione della divinità, la Dea Madre di tutte le cose).

    Le grotte dell’area franco-cantabrica, dai ripari rocciosi meno profondi e più arcaici della fine del paleolitico medio alle caverne chilometriche più profonde del Paleolitico superiore, rivelano l’equazione costante di figure di animali e di segni geometrici (incisi e/o dipinti) lungo tutto il percorso. Come le chiese dei nostri giorni, esse avevano la valenza di “santuari” dove sistematicamente venivano collocati simboli geometrici e figure animali di tipo maschile e di tipo femminile. Il significato di queste figure e di questi segni, attraverso studi di antropologia comparata (effettuati su culture di natura primitiva ancora esistenti sul nostro pianeta ed estranei ad ogni tipo di contatto con la società moderna), ha contribuito a riv

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