Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Raga mi servirebbe un TEMA SULLA SHOAH basato sul film IL PIANISTA...urgentissimooo...potete aiutarmi??????

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Shoah di Claude Lanzmann (Francia, 1985, 566’) è un documentario imponente per impegno e durata: undici anni di lavoro per realizzare ciò che è tuttora considerata l’opera fondamentale per comprendere la Shoah. Un film basato sul dialogo e sulla memoria, che pone i testimoni al centro della narrazione. Nessuna immagine mostra il passato: vengono interpellate esclusivamente le vittime, gli spettatori e i carnefici (secondo il felice titolo di un libro di Raoul Hilberg, anch’egli intervistato da Lanzmann), che rimembrano, incalzati dal regista, un mondo che non può essere rappresentato. Grazie a Lanzmann, la cultura francese si appropria della parola “Shoah” (“distruzione” in ebraico), che ben presto diverrà il termine “politicamente corretto” per indicare lo sterminio degli ebrei d’Europa, sostituendo il troppo generico “OlocaustoIl pianista (The Pianist) è un film del 2002 diretto da Roman Polański, tratto dal romanzo autobiografico omonimo dello stesso Władysław Szpilman.

    La prima del film si è tenuta a Varsavia il 5 settembre 2002.

    Si tratta del racconto di quanto vissuto dal pianista ebreo Władysław Szpilman dallo scoppio della seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l'occupazione di Varsavia, la creazione del ghetto, la vita e la sopravvivenza nel ghetto e la sua fuga e sopravvivenza fuori dal ghetto, fino alla liberazione della città da parte dell'Armata Rossa.

    Le note melodiose e tristemente struggenti del pianista, qui funzionali specialmente ai numerosi cambi sequenza che curiosamente non si appoggiano alla più classica dissolvenza in nero, costituiscono una sorta di ideale fil rouge - che si dipana fra dolore e memoria - dell'esperienza umana sperimentata dal protagonista. Il pianista sopravvive soprattutto grazie alla forza datagli dalla sua passione per la musica: ideale di sopravvivenza

    Trama [modifica]

    Varsavia, settembre 1939, Władysław Szpilman (Adrien Brody) sta eseguendo un notturno (Lento con gran espressione in Do# Minore op. KK IVa/16) alla radio presso la quale lavora quando sente delle esplosioni che rapidamente si avvicinano, gli viene detto di smettere ma lui continua fino a quando una granata fa crollare la stanza accanto allo studio di registrazione: è l'inizio della seconda guerra mondiale, la Polonia è stata invasa e, nonostante il momentaneo entusiasmo per la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Francia e Gran Bretagna, Varsavia verrà occupata dopo pochi giorni[1].

    Immediatamente dopo l'occupazione da parte delle truppe tedesche vengono emanate una serie di restrizioni alla popolazione, restrizioni rese ancora più pesanti per la numerosa comunità ebraica[2] come la limitazione del possesso di denaro[3], estromissione dal lavoro, divieto di accesso ai locali ed obbligo di indossare un bracciale bianco con la stella di David[4]. Władysław, che vive con l'anziano padre (Frank Finlay), la madre (Maureen Lipman), il fratello Henryk (Ed Stoppard) e le due sorelle Regina (Julia Rayner) ed Halina (Jessica Kate Meyer), viene licenziato dalla radio di Varsavia e, dopo che la famiglia ha esaurito gli ultimi risparmi, è costretto a vendere il suo pianoforte prima di trasferirsi nel ghetto di Varsavia[5].

    Una volta trasferita nel ghetto la famiglia Szpilman inizia a vivere una realtà di miseria, di umiliazioni, di fame e di morte: Władysław assiste all'uccisione di un bambino che cerca di rientrare nel ghetto attraverso una breccia del muro dopo avere rubato del cibo, tutti insieme guardano impotenti le SS che entrano nel palazzo di fronte al loro sterminando una famiglia non prima di avere scaraventato dalla finestra un anziano in sedia a rotelle, mentre ogni giorno intorno a loro le persone cominciano a morire di stenti.

    Tutti cercano di sopravvivere: Władysław trova lavoro come pianista in un bar, Heynryk, dopo che lui ed il fratello hanno rifutato l'invito ad arruolarsi nella polizia ebraica, cerca di vendere gli ultimi beni di cui la famiglia dispone mentre gli altri, grazie all'interessamento di alcuni amici che stanno cercando di organizzare una resistenza, vengono assunti in una sartoria ma il 15 marzo 1942 il regime nazista inizia le deportazioni di massa verso i campi di sterminio[6].

    Tutta la famiglia, ad eccezione di Heynryk ed Halina, viene avviata alla deportazione ma anche loro, inconsapevoli del fatto che i treni sono diretti verso lo sterminio, si uniscono ai familiari per rimanere uniti, avviandosi in questo modo verso un viaggio senza ritorno ma Władysław, prima di salire sul treno, viene tirato fuori dalla fila dallo stesso gendarme che gli aveva offerto l'arruolamento e che, su sua supplica, aveva in precedenza liberato Heynryk da un posto di polizia dove era stato rinchiuso.

    Władysław ora è solo e, grazie all'interessamento ed a volte alla corruzione dei pochi amici rimasti vivi, riesce a trovare lavoro come carpentiere ma il pericolo di essere uccisi è costante e contemporaneamente in

    Fonte/i: it.wikipedia.org/wiki/Il_pianista_(film)
  • 1 decennio fa

    Non lo so,mi dispiace!

    Passa anche da me ---> http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=201...

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