Goemon ha chiesto in SportArti marziali · 10 anni fa

Marzialista autodidatta VS Marzialista SuperDojo?

La voglia , la volontà , i sacrifici a volte disumani , di chi cerca la sua personalissima via alle AM ... Frutto comunque di studi approfonditi , esperienze sul campo ... E' superiore o inferiore all' ovattato mondo del Dojo , della tradizione , dello stile rigidamente impartito da istruttori che seguono programmi , cinture , logiche spesso corporative , che giustamente tendono a difendere quello stile ... Sono gradite risposte di esperienze personali , opinioni , accadimenti realmente accaduti o che accadranno , tipo il maestro 6° dan menato dall' addetto alle pulizie che a forza di vedere aveva imparato troppo ...

7 risposte

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Migliore risposta

    io sono 6 anni che mi alleno in casa..ho anche costruito un uomo di legno co stampelle, borse della spesa, paglia, estintori e maniglie rotte..e devo dire di aver raggiunto un livello più che soddisfacente anche se temo che ciò sia dovuto al livello dei marzialisti in generale che è cosi scarso da elevare il mio

  • 10 anni fa

    Mah, non penso che ci sia davvero chi da autodidatta si fa il mazzo che può farsi un professionista di sport da combattimento o un maestro orientale di arti marziali, senza contare il fatto che da una parte si procede per tentativi e spesso senza compagni d'allenamento, dall'altra ci si allena sotto la guida di chi ha già fatto esperienza prima di noi con compagni di allenamento di ogni ordine, tipo e grado.

    Sinceramente hai mai visto un autodidatta combattere in maniera decente?

    I casi (ci sono, d'accordo) in cui un praticante di arti marziali viene malmenato sono quasi sempre legati a due famiglie di spiegazioni:

    - l'autodidatta è una bestia umana; infatti le arti marziali compensano le differenze di talento solo in proporzione al divario tecnico. Se un mostro di 130kg di muscoli attacca un marzialista cintura verde di qualsivoglia arte marziale di 65kg è molto improbabile che il marzialista ne esca vincitore; se l'assalitore è di 80kg e il marzialista ha qualche anno d'esperienza in più le probabilità aumentano notevolmente. Il tutto fatti i debiti distinguo: una gola è sempre una gola, un colpo alle orecchie ti fo*te sempre l'equilibrio, ********* ed occhi sono punti deboli per chiunque e via dicendo.

    - la palestra non allena adeguatamente il lato marziale dell'arte. Può accadere più spesso di quanto non si creda; quanti praticanti di tai chi tra quelli che conosci pensano anche lontanamente che prima o poi saranno in grado di difendersi con l'arte che studiano? Eppure qualsiasi maestro cinese è in grado di difendersi e non immagina nemmeno altri scopi per ciò che studia. Ancora più pericolosa è la falsa sicurezza che può derivare da un cattivo insegnamento. Pullulano i racconti di marzialisti che vengono stesi al primo cazzottone dall'energumeno di turno, ma nella stragrande maggioranza dei casi i marzialisti in oggetto non hanno mai provato prima a prendere un pugno in nessun modo, o al limite hanno provato a parare o gestire un colpo telefonatissimo a velocità da lumaca. Si badi, non è necessariamente solo una questione di full contact (ovvio che chi ci è abituato non solo non andrà giù al primo colpo, ma probabilmente non lo prenderà neppure), ma anche di metodologia di allenamento.

    La cintura per quanto mi riguarda conta piuttosto poco: ho due amici entrambe cinture nere di un'arte marziale, la differenza tecnica tra i due è però davvero imbarazzante. La differenza può essere ancora più grande se mi parli di combattimento reale.

    x Fil: d'accordo con te; purtroppo c'è dojo e dojo, e quelli più bravi a parlare e a vantarsi (anche raccontando balle incredibili) che ad insegnare (o insegnare a combattere) sono purtroppo tanti.

  • auri
    Lv 6
    10 anni fa

    qualunque sia il metodo, bisogna essere esperti nel suo uso

    il resto è tutta fuffa

  • 10 anni fa

    Non si può ovviamente generalizzare, ma chi si allena come autodidatta deve essere davvero un fenomeno molto determinato per ottenere buoni risultati.

    Però i primi che hanno iniziato erano autodidatti... XD

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  • Anonimo
    10 anni fa

    Non dovrebbe esserci una netta distinzione...Un buon marzializta si allena nel dojo sotto la guida di un maestro e partecipa eventualmente a gare di società ma arrivato a casa continua ad allenarsi ed a studiare con passione la sua disciplina per migliorare giorno dopo giorno...

    ...L'arte marziale non rimane chiusa nel dojo per quelle ore in cui puoi andare ma te la porti dentro per la vita!

  • Koryo
    Lv 6
    10 anni fa

    Spero vivamente il superdojo, altrimenti le arti marziali non avrebbero motivo di esistere...se il primo che passa riuscisse a creare uno stile tutto suo e per di più efficace sarebbe la fine delle palestre.

    XDrunked master: Grandissima verità...Amen

  • Secondo me non si può fare un confronto, perchè molto dipende dal praticante, più che dal tipo di pratica.

    Se invece vuoi confrontare il "metodo libero" dell'autodidatta e il "metodo codificato" del Dojo, ti dico che anche li non è detto che l'uno sia superiore all'altro sopratutto perchè molti maestri che si trovano nei Dojo non sanno cosa fanno e il perchè lo fanno, così come uno che si guarda tanti "Istructional Videos" di arti marziali e che ha una base atletica e tecnica abbastanza buona non è detto che non possa avere nessun risultato.

    Purtroppo ci sono sempre tante toppe variabili in gioco, noto con piacere però che non sono l'unico in questa sezione che si fa queste "pippe mentali".

    Io personalmente pratico karate shotokan e shitoryu da 9 anni, ma sono autodidatta di aikido e judo.

    Probabilmente contro un praticante di Dojo aikidoka o judoka (usando solo l'aikido o il judo) durerei ben poco, ma questo non significa che essere un autodidatta non integri la mia difesa personale o che cmq non mi sia d'aiuto a cercare la mia via, in quanto più che le tecniche io cerco di apprendere i principi che sono dietro la tecnica, perchè la tecnica è solo la spiegazione del principio, il suo compimento, ma io cerco l'origine, la fonte.

    Fonte/i: La mia Via
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