Anonimo
Anonimo ha chiesto in Gravidanza e genitoriAdolescenza · 1 decennio fa

Per non dimenticare....?

Piero Terracina racconta la sua esperienza di sopravvissuto alla Shoah... Con un tono di voce mai sopra le righe, e con un mucchietto di fogli stretto tra le mani, ha assolto all'imperativo leviano di ricordare "che questo è stato". Ricostruendo con straordinaria lucidità le vicende della deportazione degli ebrei italiani, e riannodando più tardi davanti a un registratore i fili della memoria degli ultimi mesi vissuti nel lager.

"Avevo quindici anni - racconta, - i miei genitori erano già stati uccisi, ma io non ho mai pianto a Birkenau, se non subito dopo l'arrivo. Quali sono i ricordi di un ragazzo nel lager? Ricordo un giovanissimo soldato delle SS. Era diverso dagli altri. Un viso umano, tra tante figure infernali. Avevo provato persino l'impulso di parlargli, come un ragazzo può parlare a un altro ragazzo. Lo rividi nell'ottobre del 44, il giorno in cui gli ebrei di un Sonderkommando si ribellarono e fecero saltare in aria il crematorio numero 3. La sirena suonava, noi fuggivamo verso le nostre baracche, e il giovane SS aveva montato sul manubrio della sua bicicletta un mitra. Pedalò e sparò e uccise molti di noi, con la sua faccia da ragazzo per bene.

"Quando cominciarono poi a cambiare le cose? Nei mesi immediatamente successivi. I sovietici avanzavano - racconta ancora l'ex matricola A5506 - e i tedeschi distrussero camere a gas e forni crematori, nel tentativo di cancellare le prove dello sterminio. Ma si continuava a morire come mosche. Ai margini del lager vennero scavate gigantesche fosse, dove i corpi venivano bruciati. C'era sempre un fetore orribile, nel campo. Quando le SS capirono che non sarebbero mai riusciti a far sparire tutti gli internati rimasti, 60 mila persone circa, cominciarono le marce della morte. Due miei fratelli partirono. Uno morì di sfinimento prima di arrivare a Mathausen. L'altro morì di fame vicino a Stoccarda. Io invece non partii. A gennaio venni ricoverato nell'ospedale del campo, pesavo circa 35 chili, non potevo marciare, e non c'erano più le camere a gas. Per questo non morii in quei giorni.

"Quando uscii dall'ospedale - Piero Terracina stringe le mani sul grembo - il campo di Birkenau era quasi deserto. Le SS si vedevano solo di tanto in tanto e noi ultimi sopravvissuti dormivamo nelle immense baracche vuote. Di notte le coperte diventavano lastre di ghiaccio e non avevamo niente da mangiare. Per bere raccoglievamo la neve con le gamelle, quella fresca o un po' distante dai cadaveri abbandonati sul terreno. Poi il 25 gennaio rientrò a Birkenau un plotone delle SS. Ci radunarono. Eravamo rimasti in duecentocinquanta e ci costrinsero a seguirli fuori dal campo. Pensammo che ci avrebbero portato in un bosco non distante, per ucciderci. A salvarci, me e qualche compagno, fu il fatto che le SS erano poche e che venne il buio. Restammo un po' indietro. D'istinto ci gettamo nel fossato.

"Quella notte girammo in tondo per ore - le labbra di Terracina si piegano in una smorfia, - perché quando raggiungemmo alcune costruzioni ci rendemmo conto di essere arrivati solo ad Auschwitz 1, che distava da Birkenau appena tre chilometri. Fu lì che però trovammo qualcosa di straordinario, in un deposito abbandonato dalle SS. Bottiglie di vino, fagioli secchi e un barattolo da cinque chili di conserva di pomodoro Cirio. Uno di noi, un greco, cucinò quei fagioli su una stufa, e riuscì persino a dire che "gli ricordavano casa". Ne demmo un po' anche a un nostro compagno che stava morendo. Si chiamava Giorgio, era di Bologna, si era consumato per la dissenteria. Ma volle assaggiare ugualmente quei fagioli, prima di morire, meno di mezz'ora dopo. Era la notte del 26 gennaio. L'indomani mattina aprii la porta. E davanti a me vidi un uomo con il mitra in mano. Non era un tedesco. Era il primo soldato russo che metteva piede ad Auschwitz. Tornai dentro. Dissi ai miei compagni che eravamo liberi. Ma a nessuno, nemmeno al greco, sfuggì un'esclamazione di gioia.

"No. Non ci rendevamo ancora veramente conto - sospira Piero Terracina - della differenza tra la vita e la morte. Nel mese successivo i russi ci curarono, ci rimisero un po' su. Ma loro non potevano pensare solo a noi. Dovevano anche continuare a combattere. Così ci chiesero di dare una mano a ripulire il campo. E lo facemmo raccogliendo i corpi. Io e altri, in particolare, vicino al muro delle fucilazioni di Auschwitz, dove c'era un edificio a più piani. E dove nei seminterrati i cadaveri arrivavano sino al soffitto. Un giorno ci dissero di portare giù il corpo di una ragazza. Era giovane, non pesava neppure trenta chili. Ma per noi, in due, anche quei trenta chili erano troppi. E allora - la voce di Terracina s'impenna e incespica e vorrebbe forse urlare - la trascinammo giù come potemmo. Non dimenticherò mai quel rumore secco. Il rumore della sua testa sui gradini.

"Però non piansi. Non ancora. Riuscii a farlo solo dopo, steso su un lettino, quando mi ritrovai solo. Piansi per ore, senza riuscire a fermarmi. Perché finalme

Aggiornamento:

"Però non piansi. Non ancora. Riuscii a farlo solo dopo, steso su un lettino, quando mi ritrovai solo. Piansi per ore, senza riuscire a fermarmi. Perché finalmente avevo capito ciò che ci era successo, ciò che ci avevano fatto. E solo allora ritrovai Dio, il Dio che in molti avevamo smarrito ad Auschwitz".

Aggiornamento 2:

Mi sembra stupido litigare solo perchè qualcuno CHE HA CUORE vuole ricordare i milioni di persone morte durante il periodo nazista...

Aggiornamento 3:

Con questo evento non solo si ricordano gli ebrei...ma si vuole far luce sulle atrocità che sono state compiute...sperando che non accada mai più!

12 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Finisco io per te, visto che non hai abbastanza caratteri:

    "Però non piansi. Non ancora. Riuscii a farlo solo dopo, steso su un lettino, quando mi ritrovai solo. Piansi per ore, senza riuscire a fermarmi. Perché finalmente avevo capito ciò che ci era successo, ciò che ci avevano fatto. E solo allora ritrovai Dio, il Dio che in molti avevamo smarrito ad Auschwitz”.

    Quando Piero Terracina finisce di parlare, e sul suo viso ricompare lo straordinario e accattivante sorriso di un uomo che certo non ha dimenticato, ma che pure ha impedito alla sua vita di macerarsi nell’odio, capisci che la sua guerra è finita davvero. Con dignità. E che di uomini come lui, con il suo coraggio e con la sua fede ritrovata (“Che altro sarebbe una vita senza Dio - conclude - se non tornare all’inferno di Auschwitz?”), abbiamo ancora tutti un disperato bisogno.

    Fonte/i: @Girls Generation: non uso parolacce perché per una ragazzina è inutile sprecarle e non mi sembra il caso visto che stiamo trattando un argomento serio che evidentemente non ti va di affrontare visto che sei stufa; ti consiglio di spegnere il computer o chiudere la pagina che ci fai un favore. Grazie. PS: non potevi risparmiarti, neanche il giorno della Memoria. ------------ No, non mi unisco alla massa, se mi interessa l'argomento è perché mio padre è ebreo, e grazie a dio non ho parenti a cui sia toccata questa sorte, ma se mi fosse successo... Ti avrei già mandata volentieri a fanculo. Anzi guarda non è perché mio papà è ebreo che mi interessa. È che RISPETTO i milioni di morti. E non li dimentico domani. ----------- Ma vuoi proprio passare per stupida? Mi hai detto che seguo la massa e per questo mi interessa l'olocausto, io invece ti ho risposto che mio papà è ebreo, altrimenti ero quello che seguiva la massa no? Ma dai... Ti invito a piantarla perché è un giorno importante non solo per gli ebrei uccisi ma anche per omosessuali, zingari e altre persone che sono state ingiustamente uccise (su questo concordo con te). ----------- Io invece credo che non avrei neanche dovuto dirtelo o.o Anzi credo che non avrei neanche dovuto rispondere alla tua idiota risposta! Forse però ne è valsa la pena.. Ciao.
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    O Dio.... devo smetterla di leggere queste cose.... troppa sensibilità... non reggo O__O

    __

    vorrei ricordare che non sono morti solo ebrei.... e per chi ha ricordato i morti delle torri gemelle (see, come se fosse l'unico altro avvenimento orrendo della storia moderna) è piuttosto sciocco: STIAMO PARLANDO DEL CRIMINE CONTRO L' UMANITà... il terremoto, il crollo delle torri non centrano nulla... è catastrofe di ben altro tipo *****

    Fonte/i: Girl, per carità, taci .... c sarà un motivo per il quale si chiama GIORNATA DELLA MEMORIA.... se... lascia perdere....lasciamo stare.....Cristo....
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  • 1 decennio fa

    tristissimo:(

    Fonte/i: girl generation: ma che cazz.o di discorso hai fatto?!? te pare una cosa da prendere alla leggera?!? madonna che gente! ho letto la domanda dell'altro utente, ma lui lo ha detto in maniera diversa. lui dice che non ci sono solo queste morti, ma devono essere ricordate tutte, senza dimenticare però anche questa. tu invece gli hai dato un senso di poca importanza! dai ti stai solo rendendo ridicola...piantala!
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  • 1 decennio fa

    :(

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    MA SIETE STUPIDI???Come si può paragonare la tragedia delle torri gemelle ad una + grande tragedia come l'olocausto???Io sono senza parole!!!

    Quando michael jackson è morto e x mesi tutti nn hanno fatto altro che postare domande su di lui non mi pare di aver letto "avete rotto ormai è morto nn era mica un dio"...Senza parole io...e senza rispetto voi.

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  • Infatti! Aggiungi il resto.. Oggi è la GIORNATA DELLA MEMORIA e oggi si ricordano loro, gli ebrei. I morti delle torre gemelle vanno ricordati l'11 settembre.

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  • ?
    Lv 4
    1 decennio fa

    Non riesco a capire come l'umanità sia giunta a commettere tali crudeltà...Penso che ogni persona dovrebbe riflettere seriamente su quello che è stato un vero e proprio genocidio...perchè se ricordiamo possiamo evitare di compiere gli stessi errori in futuro.

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  • 1 decennio fa

    aggiungi la parte che manca, che è interessante!

    girls generation hahahah :D... ma che cavolo c'entrano le torri gemelle??

    ---

    ma che ragionamento assurdo è?? a questo punto allora o ricordiamo tutti gli stermini della storia dell'umanità o neanche uno.. ma che roba è? e poi anche per le torri gemelle c'è un giorno in cui li ricordiamo (l'11settembre non so se ricordi), ma non c'entra niente! stiamo parlando dell'olocausto... capisco che ti possa dare fastidio che si parli solo degli ebrei uccisi in quella guerra (come nel mio caso) e non anche dei (per esempio) cattolici e zingari, ma che c'entrano gli altri avvenimenti che con l'olocausto non hanno niente a che fare? mah..

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  • 1 decennio fa

    Sono del tutto sbalordita dalle risposte di certa gente, dovete solo vergognarvi perchè oltre ad essere ignoranti e stupidi siete anche senza un minimo di cuore e serietà

    Con questo vi saluto e non aggiungo altro per evitare di perdere tempo a scrivere a gente come voi perchè avrei talm,ente tanti insulti che occuperei tutta la giornata

    Mamma mia che gente, che schifo.

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  • Finalme? =(

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