Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoMusicaClassica · 1 decennio fa

come si mette il pedale al pianoforte?

ciao, mi servirebbero delle informazioni su come mettere il pedale al piano... si mette solo quando è indicato oppure no? c'è differenza tra un pedale di scarlatti e uno di chopin? quale? Se chopin indica per esempio di metterlo in un punto, dove non è indicato si può mettere comunque? 10 punti alla risposta più accurata..

2 risposte

Classificazione
  • bepeb
    Lv 6
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    eh, non è affatto una domanda banale.

    il punto è che, nel corso del tempo, il pianoforte si è molto evoluto come strumento, e anche la scrittura dello spartito, che diventa sempre più dettagliata. mentre in Scarlatti vedi poco più che le note, in Debussy trovi segnato quasi tutto (dinamica, e anche agogica).

    fatta questa premessa, ti dico come lo metto io, ma conta che ci sono diverse opinioni.

    non si mette solo quando indicato, perchè come ti ho spiegato prima gli autori non lo indicavano sempre, anche se poi lo utilizzavano. per cui, a meno di avere un'edizione revisionata (in cui quindi è stato aggiunto il pedale, non autogafo), devi deciderlo tu.

    per Scarlatti, io ti consiglierei di usarlo un po' anche se non è mai segnato, ma sempre breve (due, tre note) e poco abbassato (si dice un quarto di pedale: non devi schiacciarlo fino in fondo, ma solo finchè non senti che, suonando un tasto, il suono rimane anche dopo che l'hai lasciato). questo perchè Scarlatti scriveva per clavicembalo, che ha una meccanica diversa dal pianoforte per cui i suoni non vengono stoppati, e non ha il pedale.

    Chopin invece indica il pedale, ma anche lui suonava su uno strumento diverso dai nostri, per cui i suoi pedali rischiano di essere eccessivi su un pianoforte moderno. devi quindi capire ad orecchio quando metterlo e toglierlo e quanto abbassarlo, stando attento a non "mischiare" i suoni. considera che in questo non interviene solo il pedale, ma anche il tuo tocco. se ad esempio hai una scala (non in abbellimento ma "reale"), suonandola forte non puoi mettere il pedale (provaci, viene uno schifo). se invece (esempio) hai un basso interessante, puoi evidenziare il basso col pedale e alleggerire la scala, che quindi non ti darà "fastidio".

    Bach di solito ti dicono di suonarlo senza pedale, ma anche qui si può usare per evitare "buchi" di suono quando hai un passaggio in cui non riesci a legare di dito, ma in teoria dovresti (tipici casi, passaggio di primo dito sotto il quinto, quarto sopra il quinto, glissando...). in questo caso basta abbassarlo pochissimo subito dopo la prima nota, e toglierlo appena suoni la seconda.

    in Beethoven ti può capitare di trovare pedali lunghissimi (anche più di una battuta). ci sono due possibilità: o usi il quarto/mezzo pedale, o lo cambi più spesso di quanto ti dice lui (o anche entrambi).

    invece negli autori di fine ottocento-novecento hai ben poca scelta. praticamente devi fare esattamente ciò che c'è scritto, ma anche qui se ti accorgi che i suoni si mischiano puoi modificarlo.

    considera comunque che anche il pianoforte che usi e la sala in cui suoni influiscono nella scelta del pedale, e che il tuo scopo è quello di abbellire il pezzo (se ne metti troppo ottieni l'effetto opposto).

  • 1 decennio fa

    Come diceva Chopin: "il pedale di risonanza è l' anima del pianoforte", perciò lo indicava nei suoi manoscritti. Il pedale è un elemento interpretativo, ci sono pianisti che lo usano molto e altri che lo usano meno. Sta a te decidere quando usarlo, ma senza abusarne e ritenendosi alle indicazoni dello spartito, se ci sono.

    Ciao...

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