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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

che ne pensate?????????????

Era un caldo lunedì d'estate e la macchina era già pronta nel viale per partire per le vacanze.

Oh, scusate, ora mi presento: mi chiamo Laure e insieme ai miei figli Alex e Dorothy affittammo una villa per due settimane, in un paese chiamato Devil Town. Partimmo e dopo qualche ora di viaggio cercai di pensare se avessimo preso tutto, mi voltai a guardare i miei figli che erano presi a sistemare nello zaino alcuni loro giochi e nel frattempo stavano maneggiando una minipistola di plastica, ovvio finta che si erano portati dietro.

Eravamo quasi arrivati e intanto pensavo alla destinazione da noi scelta, Devil Town un paese a quanto si diceva, molto sinistro, dove succedevano molte cose strane, molto strane, ogni giorno si sentiva nominare al telegiornale per una disgrazia accaduta lì.

Arrivati e parcheggiata la mia lussuosissima Renault, una Renault grigia metallizzata, Alex e Dorothy si diressero verso un edicola per prendere una rivista con i soldi che avevo imprestato loro, mentre io andai a mettere a posto le valigie.

Devil Town era una contraddizione, dalla parte rivolta verso l'entroterra si potevano ancora trovare delle paludi, delle paludi dall’ acqua verdastra e ristagnante, piena di zanzare infette di malaria, infatti prima di partire ci eravamo vaccinati contro questa terribile malattia.

Le paludi erano terrificanti, mentre dalla parte opposta vi era il mare in alcune zone molto profondo, in entrambe le parti però, erano sparite misteriosamente diverse persone.

Andai all'agenzia, alla quale telefonicamente avevo affittato la villa per il ritiro delle chiavi.

Il titolare prima di consegnarmele mi chiese se ero proprio certa di voler alloggiare in quel posto, accennando alcune leggende locali che narravano del fantasma del Granduca Mr. Devil, da cui prendeva il nome il paese: si diceva che lui vagasse nei pressi della villa in cerca della sua testa e che era stato condannato a rimanere incatenato a quel luogo per aver ucciso l'amante di sua moglie.

<sciocchezze> dissi io e nervosamente presi le chiavi dalla mano di quel signore e mi diressi a gran velocità verso la porta, che con mio grande stupore, appena mi avvicinai si aprì da sola senza che nei paraggi ci fosse qualcuno. <strano> pensai era come se qualcuno sapeva del mio arrivo e mi stava attendendo, e anche il cielo improvvisamente cominciò a scurirsi e la nebbia si faceva fitta.

La villa era maestosa, alta, altissima, le pareti erano grigie e rovinate dagli agenti atmosferici, e appena attaccata per miracolo la scritta <the Devil’ s house> segnata su un legnetto, incisa con un taglierino, almeno sembrava.

Entrai.

La villa era spaziosa, le scale erano tutte rovinate, cigolanti e in legno, senza appoggio, stavano in piedi per miracolo,

avevano tutto disteso un tappeto rosso, in segno di accoglienza: probabilmente era la hall, il soffitto era pieno zeppo di ragnatele e di mosche intrappolate in esse, Ritratti del gran duca e della sua famiglia erano appesi ad ogni parete e armature medievali di metallo, rovinate e appoggiate sparpagliatamente al terreno, quasi del tutto distrutte.

Andai in cucina: aveva le pareti gialle e almeno la stanza era pulita, si presentavano delle finestre con delle stoffe bianche che facevano da tende, tutto sommato non era male, ma molto in disordine: c’ erano piatti e bicchieri rotti a metà quasi ovunque, delle sedie con le gambe spezzate, solo una era in piedi, vidi una cosa raccapricciante, uno scheletro umano era seduto sull’ unica sedia intatta, aveva la testa rivolta all'indietro, verso sinistra, come se mi stesse guardando, come se volesse osservare chi entrasse in quella stanza, in esso non vi era rimasto più niente attaccato alle ossa, a parte un occhio, sembrava molto antico, aveva le ossa quasi sbriciolate, rovinate dalle parti e giallastre.

Lanciai un urlo più forte che potei, lo lasciai stare disgustata e me ne andai <che schifo!>, Alex e Dorothy di ritorno dall'edicola suonarono alla porta. <aspettate ragazzi, vengo

ad aprirvi!> ma intanto, come già successo la vecchia rovinata porta in legno sì aprì da sé non appena ebbi sceso la terzultima scala, entrarono e mi chiesero se avevo legato con lo spago la porta, non l’ avevo fatto lo comunicai a loro <non andate in cucina, c'è una puzza terribile! Devo pulire!> dissi d’ istinto, volevo che i ragazzi non scoprissero il terribile scheletro, poi come avrebbero reagito?

Avrei loro rovinato le vacanze e non potevo permetterlo, se la sarebbero presi a vita.

<Ok> disse Dorothy.

Alex si mise a giocare spensieratamente con suo portatile, mentre Dorothy si mise a leggere un bel libro libro.

In quanto a me, andai a rimuovere i piatti sopra al tavolo, sempre come per dire, sorvegliati dallo scheletro, li raccolsi dal tavolo e li misi nel lavandino per lavarli, nonostante fossero rotti, ma notai che in un piatto c'erano tracce di sangue, ma io tentai di smentire che lo fossero ripetendomi che forse era salsa di pomodoro o sugo, mi sbrigai a rimuo

Aggiornamento:

verle lavando energicamente i piatti, poi finito di rigovernare mi misi a rimuovere le ragnatele, ci misi più di un oretta, davo un occhiata ogni tanto: Alex stava sempre giocando, mentre Dorothy si stava pettinando i suoi rossi ciuffi riccioli, mi voltai più volte di spalla, quando ad un tratto udii uno scricchiolio, mi girai di colpo, ma non vidi niente di strano così pensai di essermelo immaginato, a dire la verità mi sembrava anche che la posizione dello scheletro fosse cambiata, ma era solo una sensazione.

Aggiornamento 2:

Mi tolsi il grembiule che usavo per fare le pulizie e lo appesi ad un gancio, abbandonai la cucina per fare dei bisognini e rientrai di fretta lì, in quel luogo cupo, e pensare che ci dovevo stare per due settimane metteva i brividi, le sedie di tanto in tanto, si spostavano da sole, e l’ orologio girava le lancette all’ impazzata, per non parlare delle porte che sbattevano e si riaprivano in continuazione, mentre i ragazzi erano a giocare, oppure la maniglia che si piegava da sola,

Aggiornamento 3:

tutto ciò mi faceva venire il batticuore.

Trovai il mio grembiule preferito e accanto un armatura, steso per terra, e accanto ad essa un biglietto scritto col sangue, diceva < se non ve ne andrete morirete in pochi giorni, questo territorio è nostro>, nello stesso momento l’ elmo cadde a terra come per coprire il biglietto, lo alzai e sotto non c’ era più niente.

Aggiornamento 4:

Feci una corsa fino alle scale, poi guardai di sotto e riflettei: non avrei mai lasciato i miei figli lì da soli, quindi tornai in cucina come se niente fosse: quelle impressionanti scritte di sangue si erano stampate sulle pareti, si vedeva che si disegnavano e del sangue fresco colare.

Aggiornamento 5:

Forse mi dovevo ricredere riguardo ai fantasmi?

Forse sapevano che io non avrei mai detto niente di tutto ciò, mi sembrava di essere in un sogno, un orrendo sogno, irritata dissi ai miei figli <preparatevi! si va un po’ al mare> con la voce piena di paura, tremante, si sentiva, ma fortunatamente non udii alcuna risposta, Andai a controllare in salotto ma non c'era più nessuno, il salotto era ad un tratto più buio del solito, le persiane si chiusero senza che nessuno le toccasse, ma pensai inizialmente ad uno scherzo di Alex, ne era abituato, intendo a farmi paura.

Sentii delle voci profonde che ripetevano il contenuto del biglietto, era una voce forte, inumana, forse avevano rapito Dorothy ed Alex.

Aggiornamento 6:

come posso migliorare? 11 punti al migliore

Aggiornamento 7:

@ stone: ok, vedrò di migliorare sull' aspetto psicologico, grazie del tuo giudizio

Aggiornamento 8:

@ Maude: terrò oro dei tuoi consigli

4 risposte

Classificazione
  • Manua
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Allora.

    Ci sono parecchie cose che non vanno, in questo testo.

    1) Prima fra tutte, la punteggiatura. I periodi sono troppo lunghi e mal suddivisi. Le virgole e i punti servono a definire il ritmo del racconto, ma non vanno utilizzati in modo casuale.

    "c’ erano piatti e bicchieri rotti a metà quasi ovunque, delle sedie con le gambe spezzate, solo una era in piedi, vidi una cosa raccapricciante, uno scheletro umano era seduto sull’ unica sedia intatta, aveva la testa rivolta all'indietro, verso sinistra, come se mi stesse guardando, come se volesse osservare chi entrasse in quella stanza, in esso non vi era rimasto più niente attaccato alle ossa, a parte un occhio, sembrava molto antico, aveva le ossa quasi sbriciolate, rovinate dalle parti e giallastre."

    Aiuto :) Sei righe e nessun punto fermo, solo virgole. Devi spezzare un pò la frase. Una soluzione possibile potrebbe essere:

    ""c’erano piatti e bicchieri rotti sparsi per la stanza, sedie con le gambe spezzate.

    Inorridita, notai uno scheletro umano: sedeva sull’unica sedia intatta, la testa rivolta all'indietro. Mi sembrava che mi stesse guardando, come se fosse il guardiano di quella stanza. Non c'era più carne, attaccata alle ossa, ma, nell'orbita (sinistra, destra... a tua scelta) giaceva quello che restava di un occhio. Il resto del corpo erano putride ossa ingiallite dal tempo"

    2) La storia. Allora, ti sembra normale arrivare in una casa, trovare uno scheletro, urlare e semplicemente andarsene commentando "che schifo"? Cioè, se io mi trovassi in una situazione del genere come minimo scapperei fuori e porterei subito via i miei figli! Altro che fare finta di nulla per paura di rovinare loro le vacanze!

    Non è possibile arrivare in una stanza dove c'è uno scheletro imputridito seduto a tavola e notarlo soltanto alla fine! E non è possibile che questa, entrando nella casa affitata per le vacanze, dopo aver visto una cosa del genere, non chiami subito l'agenzia!

    Ora, capisco che si tratta di un racconto di fantasia, ma ci vuole comunque un pò di realismo, soprattutto nella caratterizzazione e nel comportamento dei personaggi.

    E attenzione alle incoerenze! La narratrice prende le chiavi in agenzia e esce... e la porta dell'agenzia si apre da sola? Sei proprio sicura? La villa immagino sia in un posto isolato, rispetto al paese. Eppure tu hai scritto "..nervosamente presi le chiavi dalla mano di quel signore e mi diressi a gran velocità verso la porta, che con mio grande stupore, appena mi avvicinai si aprì da sola senza che nei paraggi ci fosse qualcuno. <strano> pensai era come se qualcuno sapeva del mio arrivo e mi stava attendendo, e anche il cielo improvvisamente cominciò a scurirsi e la nebbia si faceva fitta.

    La villa era maestosa, alta, altissim..."

    Manca qualche passaggio, non trovi?

    3) Il lessico.

    "c'erano tracce di sangue, ma io tentai di smentire che lo fossero".

    Attenzione alle parole che usi: Smentire significa "svelare la menzogna di altri". (es. Giorgio disse alla mamma che io avevo rubato la mela. Cercai in tutti i modi di smentirlo, ma inutilmente. Lei non mi credette.) Si smentiscono le parole altrui, si smentiscono le notizie... Ma, davanti al piatto con le macchie di sangue, "cercai di convincermi che si trattasse solo di rimasugli di cibo".

    E ancora. "Agenti atmosferici" va bene in un'interrogazione di biologia, ma non certo in un racconto ;)

    4) Evita il più possibile le forme colloquiali quando stai descrivendo luoghi o avvenimenti. Ad esempio, "imprestato" è dialettale, non esiste, in italiano. Sono i personaggi che "parlano" e "dialogano" tra loro. Tu, in quanto autore e narratore, dovresti essere più preciso e corretto possibile.

    Quindi, ricapitolando.

    Attenzione alla punteggiatura: oltre al punto e alla virgola, esistono i due punti e il punto e virgola, non dimentichiamocene.

    Spezza le frasi: i periodi troppo lunghi non vanno bene.

    Sii preciso nella scelta lessicale e linguistica.

    E cerca di essere realistico: anche se la storia ha caratteristiche fantastiche, devi cercare il realismo nell'irrealtà.

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  • 1 decennio fa

    E' bello che una persona si diletti nello scrivere racconti, che li proponga agli altri, che li sottoponga all'altrui giudizio. Per un artista e' una prova molto difficile. Tuttavia il racconto non mi ha emozionato. Mi spiego: l'idea puo' essere interessante, ma non non ho avvertito suspance. Forse lo spazio di un racconto e' veramente troppo poco. Pero' si potrebbe sviluppare. E' una questione di gusto personale, a me non piacciono le descrizioni troppo particolareggiate o banali (penso ai bimbi che mettono i giochi nel loro zaino), preferisco che uno scrittore si soffermi maggiormente sull'aspetto psicologico del personaggio. Tuttavia mi sono piaciute moltissimo due tue scelte: la mitica Renault (la vedo un'auto alternativa come la scelta di una vacanza in un posto del genere) e bellissima la fine (quel misterioso succo di pomodoro...)

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  • Paola
    Lv 6
    1 decennio fa

    Non male ma ci sono degli errori. Per esempio si scrive "era come se qualcuno SAPESSE del mio arrivo e mi STESSE aspettando", non con i verbi all'imperfetto come hai scritto tu.

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  • 1 decennio fa

    bello..

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