Niccolò ha chiesto in Matematica e scienzeIngegneria · 1 decennio fa

Ricarica Accumulatore Piombo Gel e mantenimento?

Ho la necessità di garantire la continuità d' alimentazione ad un circuito in caso che la tensione di rete venisse a mancare.

Per questo pensavo di usare una piccola batteria al piombo di bassa capacità ( 5-7 Ah).

Adesso il mio problema è di mantenere l' accumulatore sempre carico ed efficiente.

Per far ciò dovrò caricare la batteria a corrente costante pari a 1/10 della capacità dell'accumulatore stesso.

Ma quando dovrò staccare la carica? Come rilevo la carica completata della batteria?

Questo tipo di accumulatore ha una autoscarica relativamente bassa, ma per tenerla sempre carica, dovrò effettuare un processo di carica di mantenimento? o la ricaricherò quando la tensione ai suoi capi scende sotto una certa soglia? Quale è la soluzione migliore per non compromettere ne la vita della batteria, ne la sua efficienza?

Non vorrei trovarmi con un accumulatore scarico al momento del bisogno!

Grazie in anticipo

Nicco.

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Devi usare la tecnica di ricarica della batteria il tampone con ricarica I/U e alimentazione del carico attraverso shunt indipenente.

    Facendo riferimento ad una batteria 12 V 7Ah. I range sono dovuti ai diversi tipi di batteria e di utilizzo che fai.

    Il carica batterie avvia il ciclo di carica ogni volta che manca corrente o che la tensione di batteria è scesa sotto i 12,5 -12,2V)

    Il ciclo di carica inzia con una carica a corrente costante di 1/10-1/7 della capacità di targa in Ah. es: 0,7-1 A

    La carica continua finchè il sensore di tensione non sente che la batteria ha raggiunto i 14,4 V. Allora il carica batterie commuta il sensore e mantiene la tensione a 14,4 V. La batteria continua a caricarsi a tensione costante assorbendo sempre meno corrente. Quando la corrente scende a pochi mA, es. 1/200-1/500 della capacità di targa (14-35 mA), dipende dal tipo di batteria, la batteria ha massima carica. Il sensore di corrente sente che che la corrente di massima carica (es: 25 mA) è stata raggiunta e commuta il caricabatterie ad erogare 13,3 V costanti che è la tensione di mantenimento per compensare l'autoscarica.

    I normali carica batterie non son adatti perchè non hanno questa logica di intervento automatico, bisogna prenderene per il proprio uso. Se non si trovano bisogna progettarseli e costruirseli o adattare qualcosa dl commercio, es: antifurto, gruppi continuità.

    Il tutto è automatico, la tecnologia è già consolidata da un 40 anni per gruppi di continuità e per batterie avviamento generatori di emergenza. Questo tipo di ricarica preserva la batteria e non accorcia la sua vita utile. (cito parchi batterie professionali durati 12 anni con invecchiamento del 40%)

    Fonte/i: Progettista di carica batterie in tampone fino a 45 kVA trifase. e parchi batterie piombo 240 Vnom 400 Ah ho riscritto il testo in un italiano migliore.
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