JoVaNa ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

tema sull' alcolismo giovanile?

x domani devo fare un tema sull' alcolismo giovanile con queste tracce:

- Problema: l' alcolismo tra i giovani è sempre + diffuso

- Tesi principale: in molti casi l' alcolismo porta alla morte

- Argomentazioni a sostegno: 1 giovane su 4 tra i 15 e i 29 anni in europa muore a causa dell' alcol

- Esposizione tesi contraria: se si beve poco non ci sono conseguenze tragiche

- Argomentazioni a sostegno della tesi contraria: il vino aiuta la digestione e abassa il colesterolo

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'abuso di alcol, insieme al consumo di droghe pesanti, è considerato una tra le principali cause di morte tra i giovani, sia in modo diretto che indiretto. I fumi dell’alcool possono infatti spingere al suicidio, all’omicidio (in seguito a risse ed aggressioni per futili motivi), ad incidenti stradali.

    Anzitutto chiariamo cosa si intende per ‘abuso’ di sostanze alcoliche, perché non sempre si ha su questo punto chiarezza di idee.

    Per ‘abuso’ si intende il consumo di almeno cinque bicchieri di vino consecutivi (dove un bicchiere contiene circa 10 cl), una bottiglia o un boccale di birra (circa mezzo litro), un superalcolico servito in un piccolo bicchiere (circa 5 cl, la metà del classico bicchiere di vino) o in un cocktail.Un fenomeno in costante crescita dunque, dal quale non è esente il nostro Paese. In Italia, ci dice un recente studio dell’Eurispes, si bevono oggi circa 34 milioni di ettolitri di vino, 14 milioni di ettolitri di birra, 23 milioni di litri di grappa e 58 milioni di litri di superalcolici (whiskey, gin ecc.).

    Perché si continua a lasciar credere che ci sono due tipi di consumi totalmente distinti ed opposti.

    inizio argomentazione contraria:

    La cosa più preoccupante è che questi barili di alcool non vengono consumati da vecchi ubriaconi all’osteria, tanto per passare il tempo, come accadeva in Italia fino a mezzo secolo fa, ma da giovani spesso adolescenti,che già a 12-13 anni sperimentano l'alcool e le sue conseguenze.

    L’alcol uccide brutalmente negli incidenti un giovane su 4 tra i 15 e i 29 anni, uccide nella violenza e nei suicidi che provoca. Uccide inoltre lentamente con le degradazioni fisiche, mentali e sociali che comporta.Ma perchè i giovani fanno abuso di alcool?Ragazzi sempre più giovani finiscono nell'abisso dell'alcol per conformarsi con i ragazzi di oggi che vogliono sentirsi liberi e stordirsi. Attratti dallo sballo, dalla voglia di sentirsi emancipati e dimenticare ci si ubriaca perché questa purtroppo è la realtà di oggi.Aumentano il consumo dell'alcol e di sostanze stupefacenti ed è allarme soprattutto nei locali. Si esce per divertirsi e per farlo si deve per forza bere fino ad ubriacarsi "altrimenti che gusto c'è?" Questo è ciò che i giovani pensano. Non ci si rende conto che si finisce per essere alcolizzati e che il fegato e la salute ne subiscono le conseguenze. Questa è la strada verso la dipendenza da alcol. Secondo i dati Istat "si inizia a bere a 11 anni, contro la media europea di 13". Il resto è spiegato nell'ultima indagine Istat. Dal 1998 al 2007 il consumo di alcol fuori pasto tra i 14 e i 17 anni è passato dal 12,6 al 20,5 per cento: con le ragazze salite dal 9,7 al 17,9 e i maschi dal 15,2 al 22,7". Purtroppo i dati aumentano nel 2009. Si teme per la salute dei giovani. Le donne aumentano sempre più e gli uomini in egual misura ma entrambi non hanno limiti né rispetto per la propria salute. Il benessere lo trovano nell'alcol perché per i giovani questo è il divertimento perciò chi vorrebbe farne a meno si deve adattare bevendo per essere conformi al gruppo, per non sentirsi sfigati e al contrario per sentirsi forti e capaci in tutto. Ancora, secondo i dati Istat il 7 per cento tra i 14 e i 17 anni ammette di bere alcolici almeno una volta la settimana. Sono molto di più quelli che lo negano. Si giustificano affermando: "tanto bevo giusto il fine settimana, che male può farmi?" Invece questa è la strada che porta alla dipendenza.. L'organizzazione mondiale per la sanità (OMS) ha chiaramente affermato che al di sotto dei sedici anni il sistema nervoso centrale non è in grado di metabolizzare l'alcol poiché queste sostanze sono tossiche e cancerogene perciò c'è allarmismo. Si teme ancora di più per il futuro degli adolescenti quando si guardano i dati che confermano al primo posto gli italiani nella classifica mondiale di giovani alcolizzati. E' preoccupato il Ministero della Salute che da l'allarme e predispone determinati orari nei locali a forte tendenza per le distrazioni come le discoteche e i pub. Fa ancora scalpore sentire che giovanissimi entrano in questo mondo e col tempo durante la fase della loro crescita, divengono dipendenti distruggendo il sistema nervoso centrale e il fegato.

    Argomentazioni a favore:Ci sono molti modi per divertirsi e non si arriva per forza a conseguenze tragiche. Un bicchiere al giorno di vino non fa male anzi fa bene alla circolazione,aiuta la digestione e abbassa il colesterolo:insomma bere con moderazione non fa male,crea uno stato di convivialità,dello stare bene insieme,di amicizia.

    a dosi giuste, il bicchiere di vino "buono" può anche aiutare nella prevenzione ed è stato provato da numerose ricerche scientiche.. Soprattutto se si tratta di vino rosso. Il merito è dei polifenoli, che avrebbero un'azione antiossidante che contrasta il danno e la morte cellulare.L'ossidazione, che si rivela con l'accumulo e l'azione nociva dei prodotti finali del metabolismo cellulare, chimicamente ossidati, detti anche radicali liberi, viene infatti contrastata dai cosiddetti antiossidanti, sostanze prodotte dall'organismo stesso, ma anche introdotte continuamente in maggiore o minore quantità con gli alimenti, pressoché esclusivamente di origine vegetale. Tra i più potenti antiossidanti ci sono proprio i polifenoli e tra questi spicca il resveratrolo.Questa sostanza consente al vino di possedere la capacità, se assunto con regolarità e moderazione, di prevenire alcune forme di tumore, specie quelli della sfera sessuale, ma anche di ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari dopo un infarto del miocardio e perfino di migliorare il cosiddetto stato ossidativo.

    Questa alta capacità antiossidante del vino conferisce un'importante capacità di protezione ai fluidi biologici che ne vengano arricchiti. Per questo il consumo di basse dosi di alcol nel corso della vita collima con una modesta ma significativa riduzione di rischio di morte per ogni causa e in particolare per quelle tumorali e cardio-vascolari. Anche perché il vino potrebbe avere un effetto positivo sulla coagulazione del sangue. Ma bisogna essere parchi, e saper degustare. Perché appena si sale con il consumo, la curva di probabilità di morte, invece, s'impenna. E salgono i problemi. Quindi impariamo a bere, oppure riprendiamo il gusto nostri vecchi nonni: per il palato e per la salute.

  • 4 anni fa

    Puoi abbassare facilmente il colesterolo grazie a questo rimedio naturale http://guariredalcolesterolo.teres.info/?2z0T

    Il colesterolo, grasso presente nel sangue, è di fondamentale importanza per il benessere del nostro organismo a patto che rimanga in un range di valori normali. Quando invece si superano certe soglie, ci si espone maggiormente al rischio di malattie cardiovascolari.

  • 1 decennio fa

    NON TI HO FATTO IL TEMA. HO TROVATO DELLE FRASI INTERESSANTE CHE MAGARI POSSONO ESSERE UTILI.

    L'abuso di alcol, insieme al consumo di droghe pesanti, è considerato una tra le principali cause di morte tra i giovani, sia in modo diretto che indiretto. I fumi dell’alcool possono infatti spingere al suicidio, all’omicidio (in seguito a risse ed aggressioni per futili motivi), ad incidenti stradali.

    Anzitutto chiariamo cosa si intende per ‘abuso’ di sostanze alcoliche, perché non sempre si ha su questo punto chiarezza di idee.

    Per ‘abuso’ si intende il consumo di almeno cinque bicchieri di vino consecutivi, una bottiglia o un boccale di birra (circa mezzo litro), un superalcolico servito in un piccolo bicchiere o in un cocktail.

    La cosa più preoccupante è che questi barili di alcool non vengono consumati da vecchi ubriaconi all’osteria, tanto per passare il tempo, come accadeva in Italia fino a mezzo secolo fa, ma da giovani spesso al di sotto dei venti anni. I maschi infatti si avvicinano all’alcool prima delle loro coetanee, già prima di aver compiuto quindici anni.

    Non che le ragazze siano più sagge: semplicemente arrivano a questo genere di consumi con un po’ di ritardo, verso i venti anni, per poi addirittura invertire la tendenza: 27,9% delle femmine, contro 25,3% dei maschi tra i ventuno ed i trent'anni; 15,1% contro 2,7% tra i trentuno ed i quaranta; 5,8% contro 1,1% tra i quarantuno ed i cinquanta…

    Ma perché si beve? Nel campione dell’Eurispes sembra che il 28,9% del campione cerchi nell’alcool uno stato di euforia, il 14,1% addirittura la felicità. Può anche accadere che nell’alcool non si cerchi proprio nulla, se non una via di fuga dalla propria realtà: il 12,6% vuole infatti fuggire dalla depressione, l’11,1% dalla solitudine; quasi il 10% degli intervistati beve per ‘noia’.

    Certamente da questa tendenza in continua crescita non sono esenti i modelli culturali proposti dalla pubblicità e dai media: ubriacarsi è considerato ‘figo’, oppure, forse peggio, ‘normale’. Chi abusa di alcool è generalmente un giovane che non ha mete da raggiungere, poche aspirazioni al successo e alla carriera, scarso impegno sociale e religioso, deboli legami familiari, cattivi risultati scolastici, ma naturalmente possono esservi delle eccezioni.

    Altri fattori di personalità che possono indurre a far uso di alcool sono l’introversione, la timidezza, l’aggressività, la tendenza alla ribellione. Nel caso un soggetto mostri segnali evidenti sia di timidezza che di aggressività, sappiamo ormai, da diversi studi compiuti sull’argomento, che siamo di fronte ad un soggetto ad alto rischio.

    Un’altra cosa che può sembrare strana è il livello di intelligenza: si è visto infatti che gli adolescenti più portati verso la sperimentazione di alcol e droghe non sono quelli con più scarso livello intellettivo, ma anzi, sono spesso i più intelligenti e cioè i più curiosi e quelli che si pongono maggiori domande esistenziali.

    Un altro fattore da tener presente è l’influenza subita dai modelli reali, dai quali si è circondati: non solo dunque la pubblicità, ma anche l’amico del cuore, il gruppo, oppure il comportamento dei propri familiari.

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.