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Lv 4
_ ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Trama del film: "Il bambino con il pigiama a righe"?

Aiutatemi Per Favore Grazie... Chi Mi Sa Procurare Un Testo Su: "Il bambino con il pigiama a righe"?? Che Non Sia Wikipedia... Grazie!!

Aggiornamento:

grazie anna ma quello è il libro... e nel film bruno ha 8 anni...

4 risposte

Classificazione
  • Kappa
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ho visto questo film il giorno della memoria con la classe! (Sono all'ultimo anno) ti scrivo la mia opinione e se la condividi inseriscila per favore nel tuo compito perche' ritengo che la mia impressione dovrebbe diffondersi e ed essre letta da tutti! Sono rimasta senza parole alla fine del film! Avvilita! Muta! Un film che mi ha fatto ribolire il sangue nella testa! un'oltraggio! Un sacrileggio! L'amicizia di un bambino tedesco figlio di un importante esponente dell'idea nazista che diventa l'amico di un bambino ebreo deportato durante gli anni della seconda guerra mondiale? MA VOGLIAMO SCHERZARE? una serie di imprecisioni, inasettezze, errori caratterizzano questo film! In primis per smontare il tramma di tutto il film io vorei ricordare per chi lo sapesse gia ma si e' lsciato portare dalla corrente della pelicola, che gli ebrei deportati venivano selexionati e spartiti appeni scesi dal treno della "morte"! I vecchi non piu' in grado di lavorare e i bambini non ancora (di solito sotto i 16 anni!!!!!) venivano condotti nelle camere a gas e bruciati successivamente, senza eccezioni! A mio avviso il protagonista di 8 anni(come aveva prontamente dichiarato) non aveva un minimo di possibilità di passare la selezione! E se dovesse essersi nascosto(supposizone assai improbabile) difficilmente la sua presenza nel campo sarebbe sfuggita all'attenzione di tutti!(IL FATTO che lui avesse una cariola fa presumere pero' che lavorasse,il che mi risulta inverosimile del tutto,il lavoro nei campi di concertamento era sottoposto ad un'accurata supervisione dei soldati tedeschi che fa escludere la possibiltà da parte di un bambino di sottrarsi ad esso) Per non parlare dei controlli!! Passarsi qualche oggetto attraverso il filo spinato collegato perennemente alla corrente elettrica e non essere visti dalle guardie che effettuavano continue ronde, e' un salto con l'immaginazione che mi fa presumere l'enorme ignoranza rigauardo a qsuesta materia da parte del registra! Che raggiunge l'apice secondo me nel moment in cui il padre del bambino tedesco fa proiettarea casa sua agli altri esponenti della lotta per l'annientamento totale degli ebrei, la pelicola che faceva vedere le "VERE" condizoni di vita di un campo di lavoro!! I tedeschi che venivano a diretto contatto con la realtà dello sterminio della razza "inferiore", non avevano bisogno di essere ingananati con il materiale inventato! Perfino i soldati semplici cosi' come la maggior parte della popolazione della Germania , erano consapevoli,in misura diversa,su quello che succedeva nei lager! Non per questo avevano paura di opporsi alla propagande politica di Hitler! I suoi nemici venivano deportati e non sostenitori venivano deportati insieme agli ebrei e non c'era nemmeno un tedesco che ignorasse il destino delle persone "liqiudate". L'espressione del bambino e degli altri uomini all'interno del campo non era abbastanza sofferente! non hanno saputo trasmettere sul loro volto il senso di vuoto che era stato inflitto a loro dalla continua fame, freddo,umiliazioni, lavoro praticamente ininterotto e tristezza infinita dovuta alla separazione dalla famiglia e le attrocità viste! ed e' un aspetto molto negativo e oserei definirlo imperdonabile! Peche' e' opportuno ricordare che un film rappresenta la storia! Una traccia, una testimonianza! E storpiare la realtà (o semplicemente "caricarla" di meno per non renderla troppo pesante) non e' permesso a nessuno quando si tratta di temi cosi delicati! E per qulache brutto scherzo della sorte, questo film dovesse rimanere l'unica traccia del terribile crimine effettuato nei confronti della razza ebrea?? e venisse tramandato di generazione in generazione con questi fatti presi alla leggera ed inesatti? Chi sarebbe il responasabile dell'alterazione dei pensieri di migliaia e migliaia delle persone? il mio e' un'esempio portato al limite dell'immaginabile ma tuttavia non impossibile, serve a rammendare a tutti che ogni azione dell'uomo ha delle conseguenze e che e' necessario muoversi con la cautela e senso della responsabilità, perche' ognuno contribuisce indirettamente o direttamente con le proprie azioni o anche astensioni,alla storia! E noi abbiamo bisogno che una tale attrocità non si ripeta mai piu' sulla faccia della terra!

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  • 1 decennio fa

    Protagonista del romanzo è Bruno, un bambino di nove anni: vive a Berlino, in una grande casa con mamma, papà e sorella maggiore. D’improvviso la famiglia deve trasferirsi. Siamo in Germania nel 1942. La nuova casa è triste e isolata: una villetta in mezzo alla campagna in vicinanza di una interminabile recinzione di rete metallica, all’interno della quale si vedono costruzioni in mattoni rossi fra i quali svetta un altissimo camino.

    Il papà di Bruno è comandante di un campo di sterminio, ma il bambino non sa di cosa si tratta, non capisce perché deve vivere in un posto che non gli piace, non accetta di non avere amici. Un giorno, dietro la recinzione, trova un bambino, Shmuel (Samuel in polacco), molto magro, vestito con un pigiama a righe: è l’unico essere vivente della sua stessa età e riesce a fare amicizia con lui, sempre diviso dalle maglie della rete.

    Il romanzo risente di una costruzione narrativa spesso molto costruita. I due bambini hanno nove anni: possibile che Shmuel non spieghi all’amico cosa accade nel campo di sterminio e che Bruno continui a credere che si tratti di una comunità umana non diversa da quelle normali dei paesi e delle città? Le vicende risentono di una forzatura non sempre accettabile.

    Probabilmente un giovane lettore non si accorge di certe contraddizioni nello sviluppo della vicenda ed è corretto e doveroso che l’adulto glielo faccia notare. Se l’ambientazione del libro è quella dei campi di sterminio nazisti, tre temi risultano: l’amicizia fra i due bambini che, pur con le contraddizioni sopra accennate, assume un forte significato emotivo; l’obbedienza del protagonista e della famiglia al padre, per la quale non viene mai messa in discussione la sua terribile attività e le conseguenze che moglie e figli devono sopportare; il modo sbagliato del metodo educativo di genitori che pensano soltanto a se stessi.

    Nel libro, il campo di sterminio viene chiamato Auscit anziché Auschwitz perché Bruno non sa pronunciare un nome tanto difficile. Sulla vita e le vicende del padre alto ufficiale, incombe la figura del Grande Capo chiamato “il Furio” invece che il Fürher, come invece è il suo vero nome. Forse giochi del genere potevano essere evitati. Ma insisto: un libro come questo suscita un’infinità di problemi, ma è difficile ignorarlo.

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  • 1 decennio fa
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