giorgy_1994 ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Domanda su Filippo Brunelleschi?

Salve a tutti. Mi intresserebbe sapere in che modo Brunelleschi ha costruito la cupola di S.Maria Del Fiore senza che essa cadesse durante la costruzione, visto che quest'architetto non usò centine per l'enorme spazio da ricoprire. GRAZIE IN ANTICIPO!!

2 risposte

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  • PaDaSu
    Lv 4
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    La cupola di S. Maria del Fiore è certamente il monumento più amato dai fiorentini, per i quali costituisce motivo di vanto ed orgoglio, in quanto rappresenta il frutto più emblematico della capacità costruttiva della Firenze del Rinascimento e del genio di uno dei suoi cittadini più illustri: Filippo Brunelleschi.

    Nonostante la cupola sia universalmente nota come "Cupola del Brunelleschi", in realtà il suo progetto architettonico, dalle forme tipicamente gotiche, non è opera dell’insigne architetto, ma lo si deve a Giovanni di Lapo detto "Il Ghini" (1367) autore, tra l’altro, del tamburo ottagonale che costituisce il basamento della cupola stessa .

    Filippo Brunelleschi, vincitore nel 1420 di un concorso pubblico indetto dall’Opera della Cattedrale, nel quale gli venivano affidate quelle che oggi chiameremmo la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori della cupola, dovette infatti impegnarsi a rispettare nella costruzione, i canoni formali contenuti nel progetto originario: volta a sesto di quinto acuto sugli spigoli interni impostata su una base di forma ottagonale.

    La tradizione vuole che Brunelleschi, nel corso della gara d’appalto, cercò in tutti i modi di imporre un cambiamento del progetto che modificasse l’originale cupola a sesto acuto a base ottagonale, in una a tutto sesto a base circolare; ma dovette arrendersi di fronte all’intransigenza dei membri dell’Opera e alle difficoltà concrete che derivavano dall’impostare una cupola circolare sul già esistente tamburo a forma di ottagono.

    Le motivazioni alla base dell’opposizione ostentata da Brunelleschi non erano certo di natura formale. Egli, infatti, uomo del Rinascimento, aveva attentamente studiato gli edifici romani e aveva compreso il funzionamento spaziale delle cupole di rivoluzione (come quella del Pantheon), in particolare la loro capacità di autosostenersi durante la costruzione senza bisogno di armatura di supporto, e la distribuzione uniforme delle sollecitazioni derivante dalla simmetria radiale. Pur non possedendo le cognizioni della moderna scienza delle costruzioni, grazie al suo genio e alla sua sensibilità statica, quindi, intuiva i problemi e le complicazioni che sarebbero derivate con la cupola ottagonale anzichè rotonda.

    Ma da profondo innovatore nonché vero uomo del Rinascimento egli le superò tutte.

    Prima sua preoccupazione principale fu quella di ridurre il più possibile il peso della cupola, cui risulta proporzionale la spinta sul tamburo. Questo obiettivo fu conseguito costruendo la volta, che ha uno spessore costante di 4,1 metri, non come un blocco monolitico, ma come una struttura scatolare costituita da due calotte separate da un’intercapedine di 110 centimetri.

    Si ottiene nel complesso una struttura più leggera di una cupola monolitica, ma egualmente rigida concepita in maniera analoga ai moderni pannelli honeycomb utilizzati nella costruzione delle carlinghe degli aeroplani. Dall’analisi della struttura ci si accorge, inoltre, che sia gli sproni angolari che i costoloni interni alle vele, pur appartenendo ad una volta di forma ottagonale sono disposti secondo giaciture radiali. E’ come se Brunelleschi, non potendo dare alla cupola una forma circolare, abbia cercato di costruirla come se fosse tale.

    Altro interessante accorgimento utilizzato da Brunelleschi fu quello di disporre file di mattoni a "spina di pesce" ad intervalli regolari; con tutte queste geniali idee, fu in grado di costruire la cupola senza necessità di alcun tipo di "centina".

    Partendo da uno schizzo gotico del “Ghini” riuscì a trasformarlo con una progettazione esecutiva altamente innovativa e successivamente si dimostrò un eccellente direttore di cantiere, sia nelle numerose macchine da lui progettate e poi ridisegnate da Leonardo, ma anche nella gestione della logistica del cantiere stesso, innovando persino la mensa degli artigiani e degli operai, ponendola in alto, proprio sulla cupola.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    quot Sobeknef

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