Anna Rita ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

MI sapete dire che cos'è il culto dei morti in egitto?

3 risposte

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  • Bea93
    Lv 6
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Gli Egiziani credevano che la loro vita calma e ordinaria potesse continuare dopo la morte, a patto che si osservasse attentamente un certo rituale che aveva lo scopo di aiutare il defunto a compiere il viaggio da questa vita all'altra.

    I corpi venivano sepolti nelle piramidi, una serie di necropoli sulla riva ovest del Nilo.

    Inizialmente queste tombe regali erano composte da grandi gradoni; dopo solo cento anni si avevano già le prime piramidi a faccia piana, che erano comunque composte da tanti gradoni più piccoli.

    Con Keope abbiamo la prima piramide geometrica. La ragione per cui si cercò questo tipo di piramide a punta e molto alta è da cercare nella religione, ove la piramide è l'ideogramma della gradinata che conduce l'uomo alla ricongiunzione col sole.

    All'interno delle piramidi vi sono iscritti i testi delle piramidi, raccolte di storie che venivano recitate come parte del rituale funebre.

    In principio la preoccupazione per la vita dopo la morte era legata solo alla figura del re: Poi, mano a mano, la credenza in un'altra vita fu applicata non solo al re, ma anche a tutto il popolo fino a credere che il semplice rituale di mummificazione e l'accompagnamento dei doni non assicurassero al defunto una nuova vita.

    Il defunto doveva subire un giudizio prima di poter essere ammesso alla vita dopo la morte. Al momento del giudizio l'anima veniva "pesata su una bilancia" e se la sentenza era favorevole, l'anima veniva accolta nel regno di Osiride; in caso contrario, veniva consegnata ad un mostro, il divoratore dei morti.

    Testimonianza di ciò è il papiro di Hunefer, ove si vede il dio THOT (a testa di ibis) che scrive il peso sul papiro, mentre ANUBI controlla la bilancia. Il mostro AMENET è pronto a divorare l'anima, se questa non dovesse superare il giudizio per il regno di OSIRIDE.

    Dalla "Casa della Vita", dopo il rito della mummificazione, partiva la processione funebre, composta dal sarcofago e da tutti gli oggetti che potevano servire al defunto, come mobili, indumenti, gioielli, e barche (per il trasporto all'aldilà).

    Giunti alla necropoli, si procedeva al rituale dell'apertura degli occhi e della bocca per una completa comunicazione con gli dei, mentre si cospargeva il corpo di profumi e incensi e il sacerdote leggeva le formule magiche del libro dei morti. Questo libro è una raccolta di formule magiche e religiose corredate da disegni che rappresentano la vita dell'aldilà; inoltre conteneva il giudizio dell'anima del defunto. Il tutto era scritto su di un papiro che veniva lasciato nella tomba del defunto.

    Una volta concluso il rituale, gli iniziati che avevano accompagnato la salma nella cappella sotteranea, facevano il cammino a ritroso, bloccando tutte le porte, di modo che il defunto non venisse mai più disturbato.

    spero che vada bene...=)

  • Allora il popolo dell Antico Egitto era molto religioso...Collegato alla religione era il culto dei morti: convinti dell'immortalità dell'anima, gli Egiziani credevano che essa, di tanto in tanto, tornasse a visitare il proprio corpo, ma che non potesse vivere serenamente nell'oltretomba se il corpo non si fosse mantenuto integro. Per questo motivo si preoccupò di conservare i cadaveri mediante la complessa tecnica della mummificazione

  • 1 decennio fa

    Il Ka era per gli Egizi un principio animico che rappresentava la forza vitale dell’uomo, che abbandonava il corpo dopo la morte per ritornare a proteggerlo nel regno dell’oltretomba. Il senso della continuazione della vita oltre la morte, inizialmente concesso soltanto ai faraoni, ma poi esteso a tutti gli uomini, ha spinto gli Egizi ad avere grande cura dei defunti. La vita del defunto era legata alla conservazione del corpo, che veniva imbalsamato e posto in tombe spesso fastose ed impenetrabili. L’anima dell’estinto doveva sottoporsi a un esame dinnanzi al tribunale di Osiri, durante il quale doveva scagionarsi davanti ai giudici per dimostrare la propria rettitudine, ma poteva anche avvalersi di formule magiche e di rituali che venivano scritti su papiro e posti nella tomba. Nelle tombe venivano posti anche numerosi oggetti, cibi e vivande che dovevano servire alla vita dell’aldilà. Naturalmente il culto dei morti variava a seconda dello stato sociale e delle condizioni economiche: se i faraoni e gli alti funzionari venivano sepolti nelle piramidi o in altri imponenti sepolcri, per la massa della popolazione il diritto all’immortalità era più teorico che pratico.

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